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Tel Aviv: in migliaia nella Piazza degli ostaggi. Fischi per Netanyahu. Attesa per domani per la firma dell’accordo a Sharm el Sheikh

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Tel Aviv: in migliaia nella Piazza degli ostaggi. Circa 400mila persone si sono radunate ieri nel cuore della città. Fischi per Netanyahu – IL VIDEO

Tel Aviv

Tel Aviv: in migliaia nella Piazza degli ostaggi. Fischi per Netanyahu. Attesa per domani per la firma dell’accordo a Sharm el Sheikh

Tel Aviv: in migliaia nella Piazza degli ostaggi. Circa 400mila persone si sono radunate ieri nel cuore della città. Fischi per Netanyahu – IL VIDEO

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Tel Aviv: in migliaia nella Piazza degli ostaggi. Fischi per Netanyahu. Attesa per domani per la firma dell’accordo a Sharm el Sheikh

Tel Aviv: in migliaia nella Piazza degli ostaggi. Circa 400mila persone si sono radunate ieri nel cuore della città. Fischi per Netanyahu – IL VIDEO

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Un fiume umano. Circa 400mila persone si sono radunate ieri nella Piazza degli ostaggi, nel cuore di Tel Aviv, per applaudire il presidente Usa Donald Trump – che arriverà in Israele domani, in occasione dello scambio degli ostaggi – Steve Witkoff, Jared e Ivanka Kushner. Tra la folla vista dall’alto, spunta un telo che cita: “Nobel President Trump”. In tantissimi, ieri, hanno voluto esprimere il loro riconoscimento per gli enormi sforzi fatti per porre fine alla guerra e ottenere il rilascio degli ostaggi israeliani.

“Invece di replicare le barbarie del nemico, avete scelto di essere eccezionali. Avete scelto i valori per cui vi battete e non potrei essere più orgoglioso di essere un amico di Israele. Nonostante l’inferno che avete vissuto, voi avete scelto di stare dalla parte dei valori”, queste le parole di Kushner.

Fischi e urla, invece, non appena la piazza sente il nome del primo ministro Benjamin Netanyahu, citato durante l’intervento dell’inviato speciale Usa, Witkoff.

Attesa per domani per la firma dell’accordo a Sharm el Sheikh, a cui presiederanno al Sisi e Trump. Invitati i leader di Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Qatar, Emirati arabi, Giordania, Turchia, Arabia Saudita, Pakistan e Indonesia.

Di Claudia Burgio

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