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title: Tra Hamas e Israele “vince” Il Cairo
description: "Parla Alessia Melcangi (La Spienza): “Una tregua nel conflitto tra Israele e Hamas è una grossa vittoria dell’Egitto»"
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date: 2024-06-06
author: Eleonora Lorusso
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, israele, Palestina]
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# Tra Hamas e Israele “vince” Il Cairo

![Egitto Israele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1266-1024x639.jpg)

Parla Alessia Melcangi (La Spienza): “Una tregua nel conflitto tra Israele e Hamas è una grossa vittoria dell’Egitto»

**Le ore passano, il premier israeliano Netanyahu tentenna e osserva, mentre si fa più grande il fantasma del secondo fronte in Libano.** Resta la proposta di tregua per Gaza, che se diventasse un “cessate il fuoco” rappresenterebbe non solo un grande passo avanti in una guerra lunga 8 mesi, **ma anche un successo per Il Cairo:** «Non so fino a che punto si possa festeggiare, **ma certamente darebbe la possibilità di prendere fiato. E soprattutto sarebbe una vittoria dell’Egitto**», spiega **Alessia Melcangi, professoressa associata di Storia contemporanea del Nord Africa e del Medio Oriente alla Sapienza di Roma**, e profonda conoscitrice dell’Egitto. «**Per le autorità del Cairo costituisce la soluzione per depotenziare il problema di Rafah**, che è tale non solo per la situazione umanitaria, ma per l’Egitto stesso, che vive con difficoltà l’onda di profughi palestinesi che preme ai propri confini», sottolinea Melcangi.** Non a caso l’accordo proposto dagli Stati Uniti è stato annunciato dal ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, in visita a Madrid. ** Mentre Hamas gioca cinicamente con il tempo e Israele fa i conti con le pulsioni dell’estrema destra che tiene in pugno Netanyahu, Melcangi aggiunge: «**Va anche considerato il fatto che l’accordo tra Hamas, passando dai negoziati al Cairo, rilancia il Paese guidato da al Sisi come figura di mediazione**. L’Egitto si conferma come fondamentale nell’arrivare a una difficilissima risoluzione del conflitto. E questo è importante non solo agli occhi degli altri paesi arabi - che lo vedono come player imprescindibile - ma anche dell’Occidente, come per esempio gli Usa». 

**Una tregua, inoltre, rappresenterebbe la possibilità di disinnescare la “bomba” interna all’Egitto, alle prese con una crisi economica senza precedenti e con un’opinione pubblica da gestire con cautela. **«**L’Egitto è in crisi,** un debito pubblico altissimo tanto che il Fondo monetario internazionale ha ampliato il programma di prestiti esistente da 3 miliardi di dollari alla consistente cifra di 8 miliardi di dollari. C’è la consapevolezza di sostenere Il Cairo, per la sua posizione geografica centrale e per il suo ruolo altrettanto centrale a livello geopolitico. **Non dimentichiamo che finora le autorità del Cairo hanno dialogato sia con i palestinesi che con Tel Aviv. **Non solo: hanno a che fare con altre crisi che hanno effetti al proprio interno, come la guerra in Sud Sudan, che non è in primo piano sui media, ma rimane un grosso problema anche per via dei flussi migratori che genera, e in più confina con la Libia. Il tutto ha delle conseguenze interne anche a livello di opinione pubblica,** che comunque segue la causa palestinese da sempre». **

**Proprio la questione palestinese rimane in cima alle agende, dopo l’annuncio del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Norvegia, Spagna e Irlanda**. «È un tema in primo piano da sempre, fin dalla creazione dello Stato di Israele. Ma mentre in passato riguardava da vicino tutti i paesi arabi, ma mano è diventata una questione sempre più “locale”, prima in termini di conflitto arabo-israeliano poi israeliano-palestinese.** I paesi arabi non si sono mai disinteressati: rimane fondamentale sia a livello ideologico, per il nazionalismo arabo, sia in termini di consenso da parte delle popolazioni locali. Lo si visto in molte realtà, a partire da quella egiziana**. A maggiore, una eventuale tregua e una successiva normalizzazione dei rapporti sarebbero un successo per l’Egitto e gli permetterebbero di non crollare, cosa che non ci si può permettere che avvenga», conclude Melcangi.

di* Eleonora Lorusso*
