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Trump cerca una via d’uscita al disastro e licenzia Bovino

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L’operazione-Ice è scappata di mano con esiti tragici e ora Donald Trump prova a correre ai ripari, si dice sacrificando il losco pagliaccio Greg Bovino, a capo degli uomini mascherati

Bovino

Trump cerca una via d’uscita al disastro e licenzia Bovino

L’operazione-Ice è scappata di mano con esiti tragici e ora Donald Trump prova a correre ai ripari, si dice sacrificando il losco pagliaccio Greg Bovino, a capo degli uomini mascherati

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Trump cerca una via d’uscita al disastro e licenzia Bovino

L’operazione-Ice è scappata di mano con esiti tragici e ora Donald Trump prova a correre ai ripari, si dice sacrificando il losco pagliaccio Greg Bovino, a capo degli uomini mascherati

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L’operazione-Ice è scappata di mano con esiti tragici e ora Donald Trump prova a correre ai ripari, si dice sacrificando il losco pagliaccio Greg Bovino, a capo degli uomini mascherati. Potrebbe essere presto rimosso dall’incarico, in un evidente tentativo di abbassare la tensione, dietro il paravento della “missione compiuta”. Del resto, i pagliacci sono sempre i primi sacrificabili.

Bisogna sforzarsi di comprendere l’incomprensibile. Non possiamo arrenderci alle teorie del caos, della follia fine a se stessa e della confusione mortale in quanto tale.

Nel disordine creato a Minneapolis dai miliziani (facciamo fatica a definirli in altro modo) dell’Ice non è complesso scorgere un disegno. Una strategia.

Gli uomini mascherati (anche questo tutto tranne che una casualità) hanno un ordine preciso e pubblico: arrestare e deportare quanti più immigrati senza documenti o anche solo senza la cittadinanza, in ossequio alla promessa trumpiana di spazzar via migliaia di immigrati al giorno, da lui semplicisticamente raggruppati nella categoria dei “pericolosi criminali“.

L’obiettivo è arrestare, malmenare, incutere terrore, far vivere gli immigrati delle città investite dall’Ice in uno stato di paura e insicurezza.

Invocare ora la collaborazione delle autorità cittadine – quelle stesse che hanno ripetutamente chiesto ai buoni mascherati di togliersi dai… – appare surreale.

Città e Stati non certo scelti a caso e qui arriviamo a un altro aspetto della strategia di Donald Trump: si attaccano i “Blue State” ad ampia maggioranza democratica, definiti dal capo della Casa Bianca santuari dell’illegalità e dei – secondo un’altra immagine in voga nella Washington maga di questi tempi – “terroristi interni”.

Lo stesso 37enne Alex Pretti, ammazzato in mezzo alla strada in una vera e propria esecuzione che ha rimandato alle più spaventose immagini di guerre civili, è stato frettolosamente bollato come “terrorista interno“. Renee Goodpericolosa agitatrice”.

Le fandonie e le balle – inquietanti nella loro inconsistenza – vengono spazzate via nel giro di minuti, perché oggi e in questo caso per fortuna tutto viene documentato. A Minneapolis, i manifestanti e anche i semplici passanti hanno imparato a riprendere con lo smartphone qualsiasi intervento degli energumeni dell’Ice. Come stava facendo il povero Pretti, prima di essere colpito a morte.

È un gioco pericolosissimo: se dovesse scappare di mano la sinora pacifica reazione popolare ai fatti di Minneapolis, per Trump sfruttare atti di violenza sarebbe un gioco da ragazzi. Il migliore dei regali possibili e infatti l’Ice provoca, nei modi più efferati. Che per ora nessuno abbia reagito mettendo mano alle armi è per certi aspetti un miracolo.

Uno scenario da incubo, che l’Amministrazione sta accarezzando con una superficialità pari solo alla volontà di imporre un’idea di ordine mai vista nella storia degli Usa dal Novecento a oggi.

di Fulvio Giuliani

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