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title: "Trump e gli immigrati espulsi verso l&#8217;inferno"
description: Nelle espulsioni coatte di Donald Trump rimane imbrigliato chiunque. Anche immigrati fuggiti da mondi in cuiavrebbero rischiato la vita
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date: 2025-02-21
author: Marco Sallustro
url: https://laragione.eu/esteri/trump-e-gli-immigrati-espulsi-verso-linferno/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, immigrazione, Trump, usa]
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# Trump e gli immigrati espulsi verso l&#8217;inferno

![trump-immigrati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/trump-immigrati-1024x639.png)

Nelle espulsioni coatte di Donald Trump rimane imbrigliato chiunque. Anche immigrati fuggiti da mondi in cui, volenti o nolenti, avrebbero rischiato la vita per il solo motivo di esistere. Ora tornano a casa, ammanettati come bestie sugli aerei militari

**È una ragazza vestita all’occidentale, così simile alle nostre figlie. Fotografata mentre con il rossetto scrive «*Help us*» (Aiutateci) sui vetri di un albergo di Panama City, trasformato in prigione per deportati. Si chiama Artemis Ghasemzadeh, una giovane iraniana espulsa dagli Stati Uniti** per effetto degli ordini esecutivi del presidente Donald Trump e della sua politica di ‘tolleranza zero’ nei confronti degli immigrati [illegali](https://laragione.eu/esteri/scuole-trump/). Per lui, soltanto delinquenti dediti al traffico di droga o fentanyl. O le file degli ammanettati ripresi di spalle mentre salgono a forza su un aereo militare.

**Sono anche ragazze, uomini, donne, bambini che vediamo dietro i vetri di quell’albergo di Panama, dove sono finiti in attesa di conoscere il loro destino. **Sono volti e storie come quella di Artemis, che se dovesse essere rimpatriata a forza in Iran rischierebbe di finire appesa per il collo a una gru sulla pubblica piazza. Come si usa in quell’orrenda teocrazia con gli oppositori del regime o semplicemente con le persone scomode o ‘immorali’. Perché si è convertita al cristianesimo ed è passibile di condanna alla pena di morte. Espulsa, deportata, oggi scrive appelli disperati sul vetro di una prigione improvvisata. **Conosciamo la sua storia grazie al lavoro del “New York Times”, il giornale più famoso al mondo e di fatto una delle istituzioni americane** in cui si prova ancora ad alzarsi al mattino senza dover guardare con vergogna la Statua della Libertà.

*Di Marco Sallustro*
