---
title: Trump e Putin e il sogno coloniale in Ucraina
description: "I \"colloqui di pace\" per l'Ucraina stanno appena iniziando a prendere forma, ma già sembrano piani di spartizione di coloniale memoria"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/ucraina-negoziati-trump-putin-1024x639.png
date: 2025-02-13
modified: 2025-02-14
author: Umberto Cascone
url: https://laragione.eu/esteri/trump-e-putin-e-il-sogno-coloniale-in-ucraina/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Putin, russia, Trump, Ucraina]
---

# Trump e Putin e il sogno coloniale in Ucraina

![ucraina-negoziati-trump-putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/ucraina-negoziati-trump-putin-1024x639.png)

I "colloqui di pace" per l'Ucraina stanno appena iniziando a prendere forma, ma già sembrano piani di spartizione di coloniale memoria

**I "colloqui di pace" per l'Ucraina stanno appena iniziando a prendere forma, ma già sembrano piani di spartizione di coloniale memoria. **Il tenore della discussione era già emerso con [la lunga telefonata](https://laragione.eu/esteri/trump-e-la-telefonata-con-putin-al-via-subito-i-negoziati-ora-informo-zelensky/) (un'ora e mezza) tra Donald Trump e Vladimir Putin e la successiva (poco più di quindici minuti) tra il *tycoon *e Zelensky. Come a dire: «Gli adulti parlano tra loro, tu bambino stai calmo e aspetta noi».

Oggi è il Cremlino a prendere la parola. **A Mosca, infatti, si selezionano in queste ore i membri della delegazione russa che parteciperà ai negoziati «con gli Stati Uniti».** Dell'Ucraina, in questa dichiarazione, nemmeno l'ombra. Ma d'altronde lo sappiamo, ormai: **per la Russia Kiev è un mero capoluogo di provincia, una provincia che deve solo tornare nell'ovile.**

**Ma Mosca rincara la dose. Alla domanda su quale ruolo avrà l'Europa nei colloqui, i portavoce rispondono: «Al momento non è chiaro il formato del possibile processo di negoziazione. Pertanto è prematuro parlare di un ruolo per qualunque attore al di fuori di Usa e Russia».** In sostanza la pace sarà decisa, secondo Putin, solo da lui e Trump. Senza considerare gli europei (che giocoforza dovranno avere un ruolo come garanzia di sicurezza dell'Ucraina) e nemmeno i diretti interessati, gli ucraini.

Sembra davvero di assistere ai ritrovi di re e diplomatici di fine '800. Allora avevano davanti le mappe dell'Africa, su cui tracciavano linee rette in base ai propri gusti e desideri. Dei popoli locali, e delle potenze non direttamente coinvolte, nemmeno l'ombra. Oggi la cartina è quella dell'Ucraina.

**Come sarà la pace è presto detto: quella di Putin.** Che non è disposto a cedere alcun territorio conquistato, e rivuole indietro le zone perse nel Kursk. **Trump si impegna a continuare le forniture di armi all'Ucraina, a condizione che questa ripaghi i debiti concedendo enormi quantità di "terre rare"** (che però stanno soprattutto nell'ormai russo Donbas). Inoltre, appena chiuse le ostilità (o forse anche prima), **Zelensky dovrà sottoporsi al voto popolare. **Che è chiaro, anche senza essere dei geni, sarà pilotato dalla micidiale macchina di disinformazione e propaganda di cui dispone il Cremlino.

**Addio, poi, all'ambizione ucraina di entrare nella Nato, e verosimilmente pure nell'Unione Europea. Sulle [garanzie di sicurezza](https://laragione.eu/esteri/il-cortocircuito-della-nato-sullucraina/) c'è una sola certezza: gli Usa intendono restarne fuori. **Se servirà una forza di *peacekeeping *dovrà essere interamente europea (e, per citare le parole del segretario della Difesa Usa, Hegseth, «non Nato»). **Il che, ad oggi, equivale a dire che l'Ucraina sarà lasciata a sé stessa**: tra Ue e Gran Bretagna non ci sono truppe, materiali, munizioni e logistica sufficienti a costituire un solido repellente. E intanto la Russia potrà ricostruire i suoi (ormai quasi vuoti) arsenali ed essere pronta in pochi anni, cinque secondo alcuni studi, a tornare alla carica.

**L'unica speranza è che Zelensky riesca ad assumere una posizione di forza nei confronti di Washington. Cosa che, stando alla [Cnn](https://edition.cnn.com/2025/02/13/europe/analysis-trump-putin-ukraine-zelensky-intl-latam/index.html), starebbe già facendo. **Dopo essersi detto favorevole alla fornitura di "terre rare" per saldare i debiti, il presidente ucraino si sarebbe oggi rifiutato di firmare l'accordo preliminare in tal senso. Prendendo tempo, nella speranza di poter strappare a Trump qualche concessione in più.

*Di Umberto Cascone*
