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title: Trump, ghigno presidenziale e crepa istituzionale
description: Quel video squaderna senza ombre ciò che il capo Trump pensa di quelli che considera i suoi nemici e la fine che devono fare.
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date: 2025-07-25
author: Carlo Fusi
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, usa]
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# Trump, ghigno presidenziale e crepa istituzionale

![Trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-41-1024x639.jpg)

Quel video squaderna senza ombre, con nitidezza e spietatezza, ciò che il capo Trump pensa di quelli che considera i suoi nemici e la fine che devono fare

Il filosofo e sociologo canadese Marshall McLuhan divenne famoso a metà circa del secolo scorso per le sue ricerche sulla comunicazione condensate nella massima “Il mezzo è il messaggio”. Più che il contenuto, spiegava McLuhan, **a contare è la modalità con la quale il messaggio viene trasmesso, il suo veicolo traspositivo che impatta su chi lo riceve.** L’esempio classico è la luce, **informazione allo stato puro: l’accensione di una lampadina consente di vedere gli oggetti permettendo di orizzontarsi. **McLuhan tuttavia spiegava che il mezzo non è neutro: anche la luce della lampadina non illumina la realtà tutta allo stesso modo.** Per valutarne appieno gli effetti, è fondamentale la maniera in cui il contenuto viene trasmesso e il mezzo usato.**

**L’Intelligenza artificiale sembra essere la reificazione della lampadina di McLuhan**: penetra dappertutto apparentemente in modalità neutra ma in realtà incidendo in modo netto sulla percezione e sul significato del contenuto stesso.** [Il video messo in Rete da Donald Trump con l’arresto alla Casa Bianca di Obama ne è l’esempio più clamoroso.](https://laragione.eu/esteri/obama-arrestato-nello-studio-ovale-ma-non-e-vero-trump-condivide-un-filmato-falso-realizzato-con-lintelligenza-artificiale-il-video/) **Quel che colpisce non è soltanto la malvagità con la quale il presidente americano si rapporta ai suoi avversari che non devono più, secondo le regole classiche della liberaldemocrazia, essere contrastati e battuti con argomentazioni bensì umiliati, vilipesi, incarcerati: **in sostanza annichiliti. **

**Già così l’atteggiamento trumpiano – che non è soltanto il messaggio ma assai di più la brutalità con la quale viene veicolato attraverso l’uso manipolatorio dell’AI – mette i brividi. **Ma ciò che colpisce in particolare è che ovviamente si tratta di un falso, ma espresso con una forza tale da farlo sembrare distopicamente verosimile. **Come se esistesse una realtà parallela alla quale Trump dà sostanza**: la medesima che colgono i suoi sostenitori e soprattutto quelli che lo avversano.

**Quel video squaderna senza ombre, con nitidezza e spietatezza, ciò che il capo della Casa Bianca pensa di quelli che considera i suoi nemici e la fine che devono fare.** Il sorriso che gli allarga la faccia e che rimane identico a sé stesso per tutta la durata dell’arresto è l’espressione piena della sua soddisfazione nel veder realizzato ciò che alberga nella sua mente.

**È un falso, ma possiede la stessa veemenza conturbante della verità**. Anzi: la pervasività dei *social* e l’uso spregiudicato (apparentemente senza limiti e tantomeno regole) dell’intelligenza artificiale ne moltiplica all’infinito la forza e la capacità di imprimersi nelle menti di chi lo vede. **È una nuova frontiera della comunicazione politica che salta ogni mediazione linguistica, argomentativa o razionale per affidarsi esclusivamente all’emotività.** Non è solo, come ha osservato Michele Serra, un atteggiamento canagliesco. **È l’estrinsecazione di uno stato d’animo che si fa messaggio non più subliminale bensì violentemente esplicito: deve terrorizzare e non soltanto impressionare.**

Cosa davvero significhi il video di Trump lo si capisce meglio paragonandolo a ciò che accadde con un altro presidente repubblicano: Ronald Reagan. Nel 1984 Reagan, mentre faceva le prove di un messaggio radio, esclamò ai microfoni: «Attenzione, stiamo per bombardare l’Urss». **Era una battuta ma diventò un caso proprio perché il mezzo radiofonico ne aveva esaltato la veridicità.** Da quell’episodio al video di Trump passa un abisso: **non c’è alcun intento ironico in ciò che il presidente americano vuole trasmettere e al posto della radio (cioè delle parole) ci sono immagini.** False ma rese credibili da una tecnologia che è capace di manipolare – alterandola – la realtà, rendendola più concreta della verità effettuale di machiavellica memoria.

La drammaticità del video trumpiano è negli effetti che determina e nelle conseguenze che esibisce. È il concetto stesso di democrazia che evapora. **Quel riso sul volto del presidente, immobile e maligno, ne è l’emblema.**

di *Carlo Fusi*
