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Trump: “Assalto super per catturare Maduro, guideremo il Venezuela fino a una transizione giusta”. E posta foto di Maduro ammanettato

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Donald Trump illustra il raid in Venezuela e l’operazione che ha condotto alla cattura del presidente Maduro, trasferito negli Stati Uniti

Trump: “Assalto super per catturare Maduro, guideremo il Venezuela fino a una transizione giusta”. E posta foto di Maduro ammanettato

Donald Trump illustra il raid in Venezuela e l’operazione che ha condotto alla cattura del presidente Maduro, trasferito negli Stati Uniti

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Trump: “Assalto super per catturare Maduro, guideremo il Venezuela fino a una transizione giusta”. E posta foto di Maduro ammanettato

Donald Trump illustra il raid in Venezuela e l’operazione che ha condotto alla cattura del presidente Maduro, trasferito negli Stati Uniti

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La cattura del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, è il risultato di “un assalto mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, un successo straordinario. Guideremo il paese fino ad una transizione sicura, propria e giudiziosa. Non vogliamo essere coinvolti, né che qualcun altro prenda il nostro posto e ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto negli ultimi lunghi anni”. Donald Trump prende la parola a Mar-a-Lago per illustrare l’operazione con cui gli Stati Uniti hanno catturato a Caracas il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che sarà trasferito negli Usa con la moglie, Celia Flores: entrambi sono stati “incriminati per narcoterrorismo contro gli Stati Uniti”.

“Il dittatore e terrorista Maduro è finalmente andato e il popolo venezuelano è libero. I venezuelani sono di nuovo liberi. È stata dura per loro, ma ora sono liberi. Il dittatore illegittimo Nicolas Maduro era il capo di una vasta rete criminale responsabile del traffico di enormi quantità di droghe letali e illecite negli Stati Uniti. Maduro e sua moglie dovranno presto affrontare tutta la potenza della giustizia americana e saranno processati sul suolo americano”, dice Trump.

“Nessun membro delle forze armate americane è stato ucciso”. Le forze armate venezuelane “ci aspettavano, c’erano le nostre navi al largo da tempo. E’ stata condotta un’azione straordinaria”, dice il presidente degli Stati Uniti. “Siamo pronti a organizzare un secondo e più potente attacco” contro il Venezuela, prosegue spiegando che “avevamo dato per scontato che una seconda ondata fosse necessaria, ma ora probabilmente non lo è più”.

“Una potenza militare schiacciante, aerea, terrestre e marittima, è stata impiegata per lanciare un assalto spettacolare, un assalto come non se ne vedevano dalla Seconda Guerra Mondiale”. L’azione è stata “una delle più grandi dimostrazioni di forza degli Stati Uniti mai viste, paragonabile agli attacchi contro Soleimani, Al-Baghdadi o ai siti nucleari iraniani”, dice Trump, riferendosi al generale dei Guardiani della Rivoluzione, Qassem Soleimani, ucciso in Iraq il 3 gennaio del 2020 e al capo del sedicente Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso in Siria il 27 ottobre 2019.

Il nuovo Venezuela

Trump fa riferimento ad una “transizione giusta”. Gli Stati Uniti guideranno il paese “per un periodo”, dice facendo riferimento “alle persone dietro di me”: il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il generale Dan Caine. Il presidente degli Stati Uniti cita la collaborazione con un “gruppo” non specificato. “Stiamo facendo tutto adesso. Stiamo parlando con le persone. Stiamo designando diverse persone e vi faremo sapere chi sono“.

E’ possibile ipotizzare un coinvolgimento dell’attuale vicepresidente Delcy Rodríguez, nominata da Maduro? “È essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande”.

Quanto durerà la ‘guida americana’? “Vorrei fare in fretta, ma bisogna ricostruire tutte le infrastrutture”, dice spostando il focus sul petrolio. In Venezuela “faremo arrivare le nostre grandi compagnie petrolifere degli Stati Uniti, le più grandi al mondo, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate, le infrastrutture petrolifere, e inizieranno a fare soldi per il Paese”, dice preannunciando una svolta economica.


Il presidente Donald Trump ha pubblicato su Truth Social una foto del leader venezuelano, Nicolas Maduro, scattata sulla nave militare statunitense Iwo Jima, diretto verso gli Stati Uniti. Maduro, catturato nella notte insieme alla moglie in un blitz delle forze speciali Usa a Caracas, è ammanettato e con la mano destra regge una bottiglietta di plastica senza tappo. Indossa delle cuffie e una tuta grigia di un noto brand americano. Sugli occhi ha occhiali oscuranti di grandi dimensioni.


“Maduro era nascosto in una fortezza. Lo abbiamo preso con un’operazione incredibile”. Donald Trump illustra il raid in Venezuela e l’operazione che ha condotto alla cattura del presidente Maduro, trasferito negli Stati Uniti. Il regime di Caracas, dice il presidente americano a Fox News, ha provato a negoziare per evitare l’escalation. “Gli ho detto che doveva arrendersi, doveva cedere. Non ho voluto trattare. Ho detto ‘No, dobbiamo agire'”, dice Trump. 

“Ho potuto seguire l’operazione in tempo reale, ho visto ogni aspetto e ho ascoltato le comunicazioni tra noi in Florida e quelli sul campo in Venezuela. È stato incredibile vedere la professionalità, la qualità della leadership, la competenza”, aggiunge il presidente dalla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. “È stata un’operazione estremamente complessa. E’ stato incredibile vedere quanto fossero bravi, quanto fossero professionali, quanto sia incredibile l’equipaggiamento che abbiamo, intendo dire… il livello dell’equipaggiamento, e vedere come funzionava, in modo così perfetto”, aggiunge. “Ci sono stati un paio feriti ma non vittime. Non abbiamo perso nessuno, non abbiamo perso nessun velivolo. Un elicottero è stato colpito ma è rientrato: è una guerra”, specifica il presidente. Maduro “è stato portato via in pochi secondi, non ho mai visto niente del genere. Era in un posto molto protetto, era in una fortezza. Era in una casa con porte d’acciaio, con zone protette. Ha cercato di rifugiarsi ma non ha fatto in tempo. Eravamo pronti a perforare l’acciaio, ma non è stato necessario”.

L’operazione militare era stata inizialmente prevista per quattro giorni fa, ma “il tempo non perfetto e il meteo doveva esserlo. Abbiamo avuto, sapete, condizioni molto buone, forse un po’ più nuvoloso di quanto pensassimo, ma è andata bene. Abbiamo aspettato quattro giorni. Avremmo dovuto farlo quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, e poi all’improvviso il cielo si è aperto e abbiamo detto: ‘Andiamo!'”.

Qual è il futuro del Venezuela? “Non possiamo permettere che qualcuno prenda il posto di Maduro e continui a fare quello che faceva lui. Vogliamo che il popolo venezuelano sia felice e libero, è stato governato da un dittatore. Quest’operazione mostra che paesi del genere non possono più approfittarsi di noi”.

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