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title: &quot;Trump: &#8220;Sentirò Putin al telefono lunedì mattina&#8221;&quot;
description: &quot;Trump: \&quot;Sentirò Putin al telefono lunedì mattina\&quot;. Per il Cremlino: \&quot;Possibile incontro Putin-Zelensky dopo lo scambio di 1000 prigionieri\&quot;.&quot;
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date: 2025-05-17
modified: 2025-05-18
author: Claudia Burgio
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Putin, Trump, Ucraina]
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# Trump: &#8220;Sentirò Putin al telefono lunedì mattina&#8221;

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2025-05-16 07:30:46

2025-05-16 05:30:46

Durante i colloqui si è anche parlato di come arrivare a un accordo per il cessate il fuoco e di un possibile incontro tra il leader del Cremlino Vladimir Putin

ORE 16.00 - Un accordo per lo scambio di mille prigionieri, ovvero mille russi per altrettanti ucraini. Questo il primo vero risultato ottenuto durante i colloqui che si sono svolti a Istanbul tra la delegazione inviata da Mosca e quella arrivata da Kiev. Lo ha dichiarato ai giornalisti il capo della delegazione russa, l&#039;ex ministro della Cultura e consigliere del presidente russo Vladimir Putin, Vladimir Medinski. &#039;&#039;Nei prossimi giorni ci sarà un grande scambio di prigionieri, mille in cambio di mille&#039;&#039;, ha dichiarato l&#039;inviato russo. Il capo della delegazione ucraina, il ministro della Difesa Rustem Umerov, ha confermato.

Durante i colloqui, hanno aggiunto, si è anche parlato di come arrivare a un accordo per il cessate il fuoco e di un possibile incontro tra il leader del Cremlino Vladimir Putin e il presidente ucraino Vlodymyr Zelensky. Incontro che avrebbe potuto tenersi in queste ore a Istanbul, se Putin avesse accettato l&#039;invito di Zelensky e l&#039;auspicio del presidente americano Donald Trump. Pronto a raggiungere i due leader in guerra se l&#039;incontro si fosse tenuto.

ORE 14.30 - Si sono conclusi dopo quasi due ore i colloqui tra le delegazioni russa e ucraina a Istanbul. A riferirlo è l&#039;agenzia di stampa &quot;Ria Novosti&quot; , che cita proprie fonti del ministero degli Esteri turco.

ORE 12.20 - Inizia il faccia a faccia tra la delegazione ucraina e quella russa.

ORE 10:10 - È iniziato il primo dei colloqui in programma oggi a Istanbul: si tratta del trilaterale Ucraina-Turchia-Usa. I padroni di casa turchi, insieme agli statunitensi, si propongono come mediatori in due tavoli, prima con gli aggrediti e poi con gli aggressori. Nelle file americane c&#039;è stata un&#039;altra defezione di livello: il segretario di Stato Marco Rubio, che si trova comunque nella città sul Bosforo, ha dato forfait all&#039;ultimo minuto, seppellendo definitivamente qualunque speranza di cavare qualcosa da questi negoziati.

Preoccupata la Santa Sede che, messo da parte l&#039;atteggiamento democristiano di totale equilibrio che ha caratterizzato il pontificato di Francesco, si schiera ora (nei fatti) dalla parte ucraina. Papa Leone XIV, dopo aver &quot;dimenticato&quot; di citare i russi nel suo primo Regina Coeli, ieri ha incontrato l&#039;Arcivescovo Maggiore di Kyiv. A lui ha espresso vicinanza e negli ambienti vaticani si mormora che, dopo la trasferta a Nicea per il 1700esimo anniversario del Concilio, il successivo viaggio apostolico del nuovo Pontefice potrebbe portarlo proprio a Kyiv. Lì dove Francesco non era mai stato disposto ad andare. Stamane il segretario di Stato, Pietro Parolin, ha però commentato la situazione di Istanbul. Nelle sue parole di scafato diplomatico è riassunto un certo senso di rassegnazione: «L&#039;esito del negoziato appare tragico, siamo tornati al punto di partenza».

ORE 7:30 - Si preannuncia come un nulla di fatto il nuovo round negoziale tra Russia e Ucraina previsto oggi a Istanbul. La storicità dell&#039;evento (è la prima volta, dopo i falliti colloqui del 2022, che Kiev e Mosca fanno incontrare i rispettivi funzionari) da sola non basta.

La delegazione del Cremlino, guidata dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, si dice fiduciosa di poter raggiungere un qualche tipo di compromesso. Ma l&#039;interesse di Vladimir Putin sembra pari a zero, e lo dimostra il basso livello di rappresentanza dei suoi inviati (nemmeno un funzionario di vertice, nemmeno un viceministro). Dall&#039;altra parte del tavolo, l&#039;Ucraina ci credeva. Il presidente Volodymyr Zelensky era volato ad Ankara dall&#039;omologo Erdogan, sfidando Putin a presenziare a un colloquio faccia a faccia. L&#039;inquilino del Cremlino ha declinato l&#039;invito, che lo avrebbe costretto a impegnarsi seriamente per una pace che non vuole.

Per Kyiv, a dimostrazione dell&#039;impegno e delle aspettative, ci saranno nomi di spicco. Se Zelensky non ha (legittimamente) più interesse a presenziare, a guidare gli ucraini sarà il ministro della difesa Rustem Umerov. Non esattamente un oscuro burocrate senza poteri decisionali come il russo Mendinsky.

Quello che Putin sperava di trasformare nel suo incontro della vittoria (lui aveva caldeggiato il bilaterale, sperando di strappare l&#039;assenso di Kyiv alle sue irrealistiche e dittatoriali pretese) si è invece trasformato in una figuraccia internazionale, dopo l&#039;intelligente mossa di Zelensky: invitare lo zar a Istanbul significava costringerlo a uscire allo scoperto con le sue reali intenzioni culla guerra. Putin ha abboccato, e ora si trova in un imbarazzo di rara magnitudo. O almeno, questa è la versione degli ucraini.

Ce n&#039;è un&#039;altra, quella che fino a pochi mesi fa non avremmo nemmeno tenuto in considerazione: la longa manus statunitense. Che il presidente Trump sia più vicino a Putin che a Zelensky è cosa nota (e drammatica). Nelle ultime ore si fa strada un&#039;ipotesi tra il cospirativo e il verosimile: che siano stati gli Usa a consigliare a Putin di abboccare e restare a Mosca, così da far saltare il banco e costringere Kyiv ad affidarsi alle (scellerate) manovre negoziali di Washington? Certo, è un&#039;ipotesi temeraria. Eppure le parole di Trump delle ultime ore («Non sono deluso dalla composizione della delegazione russa. La pace? Non succederà nulla finché io e Putin non ci incontreremo») sembrano rendere tutto più verosimile.

Di Umberto Cascone

Istanbul, colloqui Russia-Ucraina: scambio di 1000 prigionieri

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2025-05-16 18:03:44

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2025-05-17 16:23:31

2025-05-17 14:23:31

Diario da Kyiv: immagini e video del viaggio in Ucraina. &quot;Perché il mondo tace?&quot;, chiede un anziano signore di Irpin

Racchiudere in pochi scatti quella che è stata l&#039;esperienza a Kyiv è pressoché impossibile, come trasmettere cosa si provi passando solo qualche ora nella capitale. Qui, la città riesce comunque a condurre una &quot;vita normale&quot;. Nonostante la guerra e il possibile rischio di venire bombardati.

Stress e sofferenze psicologiche con i quali i civili ucraini convivono da più di tre anni , da quando Putin ha deciso di invadere su larga scala l&#039;Ucraina. Una guerra cominciata &quot;in punta di piedi&quot; nel lontano 2014 e che oggi continua nell&#039;indifferenza di molti.

&quot;Perché il mondo tace?&quot;, chiede un anziano signore di Irpin ad alcuni degli italiani in visita lo scorso 9 maggio. In occasione della manifestazione organizzata dall&#039;associazione Europa Radicale in Piazza Indipendenza a Kyiv,

, in occasione della manifestazione organizzata dall&#039;associazione Europa Radicale in Piazza Indipendenza a Kyiv,

Sono stati tanti i momenti di commozione, dove le lacrime si sono unite agli abbracci di chi ha ascoltato storie di vite distrutte dalle bombe.

LE ULTIME NOTIZIE

Questa mattina un altro attacco russo contro un minibus, nei pressi di Bilopillia, ha provocato la morte di nove persone, tutte civili. &quot;Un drone nemico ha colpito un autobus nei pressi di Bilopillia, uccidendo nove persone e ferendone sette&quot;. A dichiararlo è stata l&#039;amministrazione militare della regione di confine di Sumy su Telegram, pubblicando le foto del minibus colpito.

L&#039;attacco è avvenuto alle 6:17 (le 5:17 in Italia). L&#039;autobus stava lasciando la città di Bilopillia per dirigersi a Sumy. A renderlo noto è stato il capo dell&#039;amministrazione militare regionale, Oleg Grigorov. &quot;Questo non è solo un altro bombardamento. È un cinico crimine di guerra. L&#039;esercito russo ha nuovamente colpito un obiettivo civile. E ha violato tutte le norme del diritto internazionale e dell&#039;umanità&quot;, così un funzionario del Dipartimento di Polizia Nazionale. A riportarlo è Rbc-Ucraina.

Di Claudia Burgio e Umberto Cascone

Diario da Kyiv

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