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title: Trump verso il fallimento politico in Siria
description: Trump «peacemaker» (pacificatore) della Siria? Dubbi sulla sua legittimazione del presidente Ahmed al-Sharaa
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date: 2025-05-22
author: Anna Mahjar Barducci
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, israele, politica, siria, Trump]
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# Trump verso il fallimento politico in Siria

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Trump «peacemaker» (pacificatore) della Siria? Ci sono forti dubbi che le ultime mosse di Trump possano portare a degli esiti positivi. Come quella di legittimare il presidente Ahmed al-Sharaa

Gerusalemme – **Dopo il suo viaggio in Medio Oriente, l’emittente Fox News ha definito il presidente americano Donald Trump «peacemaker» (pacificatore) della regione.** Non tutti sono però d’accordo. In Israele (e non solo) ci sono forti dubbi che le ultime mosse di Trump possano portare a degli esiti positivi. Come quella di legittimare il presidente *ad interim* siriano Ahmed al-Sharaa.

**Durante una recente audizione al Senato, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha avvertito che la Siria potrebbe essere a poche settimane da una nuova guerra civile di «proporzioni epiche».** Che potrebbe portare il Paese alla divisione. Se la valutazione di Rubio è corretta, **l’Arabia Saudita e la Turchia avrebbero presentato a Trump un’immagine di Ahmed al-Sharaa che non corrisponde alla realtà. **Vorrebbe dire che il presidente siriano non avrebbe alcun controllo effettivo sul Paese.

Diliman Abdulkader, noto esperto di origine curda, ha commentato: «L’immagine di autorità presentata da Jolani (nome di battaglia di Al-Sharaa, *ndr*) sarebbe soltanto una facciata. Fatta di dichiarazioni audaci, foto elaborate e minacce». Abdulkader ha poi aggiunto: **«La Siria [è piena di jihadisti](https://laragione.eu/interviste/la-nuova-siria-e-colma-di-estremisti-parla-ghassan-ibrahim-giornalista-siriano/). Questa è una ricetta per il disastro che potrebbe scatenare la guerra civile di cui ha parlato il segretario Rubio. Questo ci dice che le minoranze dovrebbero prepararsi in tutta la regione.** Le Syrian Democratic Forces (Sdf) guidate dai curdi nel Nord-Est della Siria non si dissolveranno tanto presto come i simpatizzanti di Jolani vorrebbero farci credere».

Se scoppiasse una guerra civile in Siria, **Trump si troverebbe davanti a un importante fallimento in politica estera dal quale difficilmente potrebbe riprendersi.** Israele avrebbe preferito che l’amministrazione americana avesse sostenuto le minoranze nel Paese. In maniera particolare i curdi e i drusi, di cui una numerosa comunità è parte del tessuto sociale israeliano. **Trump però non vuole nemmeno il federalismo per la Siria, preferendo puntare su un governo centrale.** Completamente controllato da al-Sharaa, sostenuto dal suo ‘amico’ presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e adesso anche dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.

Il professor Çeleng Omer, analista curdo del Middle East Media Research Institute (Memri) e residente nella Siria settentrionale, aveva scritto agli inizi di aprile che – anche con la revoca delle sanzioni – **la presenza di migliaia di jihadisti stranieri, i massacri delle minoranze e la dichiarazione di una Costituzione non approvata dai vari gruppi etnici costituiscono una chiara prova dell’incapacità di Al-Sharaa di rispondere alle richieste di una *governance* inclusiva e rappresentativa.** Per Omer ciò che sta accadendo in Siria «indica invece un tentativo da parte degli islamisti di monopolizzare il potere».

Gli Stati Uniti avevano già spinto i curdi dell’Sdf a firmare un accordo con al-Sharaa senza che fossero coinvolti nella stesura della Costituzione provvisoria. Che menziona la Shari’a come la principale fonte della legislazione della Siria. **Se pertanto la situazione in Siria dovesse deteriorarsi la colpa verrà data principalmente a Trump. Che ha preferito non ascoltare i suoi alleati strategici** – i curdi e Israele – **preferendo i consigli dell’Arabia Saudita, della Turchia e anche del Qatar. Con cui può fare affari.**

Di *Anna Mahjar-Barducci*
