Trump: vietato abituarsi al guappo
Lo so, lo so: ci siamo tutti (assurdamente) abituati all’impossibile. A Trump che parla come un ragazzino di terza media
Trump: vietato abituarsi al guappo
Lo so, lo so: ci siamo tutti (assurdamente) abituati all’impossibile. A Trump che parla come un ragazzino di terza media
Trump: vietato abituarsi al guappo
Lo so, lo so: ci siamo tutti (assurdamente) abituati all’impossibile. A Trump che parla come un ragazzino di terza media
Lo so, lo so: ci siamo tutti (assurdamente) abituati all’impossibile. A un Presidente degli Stati Uniti d’America che parla alternativamente come un bullo uscito da un’operetta napoletana degli anni d’oro dei “guappi di cartone” o un ragazzino di terza media.
Fermi tutti: il problema è che NON (visto che lui ama tanto scrivere in caps lock) possiamo abituarci. Non ci è consentito, perché parliamo degli equilibri mondiali, di guerre, di gente che muore, di conseguenze geopolitiche ed economiche che rischiano di andare fuori controllo.
Non si è mai visto nulla del genere nella storia delle liberaldemocrazie. Determinati atteggiamenti, certe espressioni, certi modi di fare erano riservati ai caudilli sudamericani, ai dittatori da strapazzo, ad autocrati, golpisti e uomini forti che della democrazia non sanno cosa farci.
Non al presidente degli Stati Uniti d’America.
Ecco, questo nell’uovo di Pasqua non l’avremmo proprio voluto trovare…
Ieri abbiamo assistito a uno spettacolo incredibile: Donald Trump che schiuma rabbia, minaccia l’Iran in pratica di raderlo al suolo se il regime degli ayatollah non dovesse eseguire i suoi ordini entro 48 ore. Se non dovesse riaprire lo Stretto di Hormuz senza opporre ulteriore resistenza.
Ha garantito l’apocalisse, con la leggerezza e l’inconsistenza dei guappi, anche se nessuno di noi può escludere qualcosa di irreparabile. Perché l’uomo appare fuori controllo, isolato, estenuato da una risposta asimmetrica che non gli lascia alcuna possibilità di raggiungere gli scopi garantiti più e più volte.
Sta cercando di ammazzare una mosca con un bazooka e gli effetti, se non fossero tragici, sarebbero quantomeno tragicomici. Solo che non c’è proprio niente da ridere, ma prorpio niente
di Fulvio Giuliani
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- Tag: esteri
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