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Trump: “Zelensky frena su un accordo di pace, non Putin”. Cremlino: “Trump ha ragione”. Iran già dimenticato?

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Donald Trump torna a parlare di Ucraina e, in un’intervista esclusiva alla Reuters, ribalta la narrazione sullo stallo dei negoziati di pace

Trump Ucraina

Trump: “Zelensky frena su un accordo di pace, non Putin”. Cremlino: “Trump ha ragione”. Iran già dimenticato?

Donald Trump torna a parlare di Ucraina e, in un’intervista esclusiva alla Reuters, ribalta la narrazione sullo stallo dei negoziati di pace

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Trump: “Zelensky frena su un accordo di pace, non Putin”. Cremlino: “Trump ha ragione”. Iran già dimenticato?

Donald Trump torna a parlare di Ucraina e, in un’intervista esclusiva alla Reuters, ribalta la narrazione sullo stallo dei negoziati di pace

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Donald Trump torna a parlare di Ucraina e, in un’intervista esclusiva alla Reuters, ribalta la narrazione sullo stallo dei negoziati di pace. Secondo il presidente statunitense, Vladimir Putin sarebbe “pronto a fare un accordo”, mentre sarebbe Volodymyr Zelensky a frenare il processo. Trump afferma che “l’Ucraina è meno pronta a fare un accordo” e, alla domanda sul perché i negoziati guidati da Washington non abbiano ancora prodotto risultati, risponde secco: “Zelensky”. Alla richiesta di motivare questa posizione, si limita ad aggiungere che il leader ucraino “sta avendo difficoltà ad arrivarci”, lasciando intendere una responsabilità politica diretta di Kiev nello stallo attuale.

Da Mosca, il Cremlino coglie l’occasione per aumentare la pressione su Kiev. Il portavoce Dmitry Peskov parla di una situazione che “peggiora giorno dopo giorno per il regime di Kiev” e sostiene che lo spazio di manovra di Zelensky “si riduce”, invitandolo ad “assumersi le sue responsabilità” e a prendere “la decisione appropriata”. Resta invece il silenzio sulle indiscrezioni secondo cui la Russia sarebbe disposta ad accettare una missione di peacekeeping in Ucraina con la presenza di militari cinesi e di Paesi del Sud del mondo: su questo fronte, nessuna conferma e nessun commento ufficiale da parte di Mosca, a conferma di quanto il tema resti delicato sul piano diplomatico.

Mentre sul piano politico-diplomatico si consuma il gioco delle responsabilità, l’Ucraina affronta un’emergenza molto concreta: quella energetica. Il presidente Zelensky ha dichiarato lo stato di emergenza nel settore energia, con particolare attenzione a Kiev, colpita duramente dagli attacchi russi alle infrastrutture che hanno lasciato migliaia di residenti senza elettricità, riscaldamento e acqua, con temperature sotto lo zero. Nella capitale verrà istituita una task force operativa 24 ore su 24 per coordinare la risposta, guidata dal neo-nominato ministro dell’Energia Denys Shmyhal, incaricato di gestire le misure straordinarie a sostegno di cittadini e comunità. Zelensky ha definito “gravi” le conseguenze degli attacchi e del peggioramento del meteo, sottolineando l’urgenza di un coordinamento

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