---
title: Truss fa marcia indietro, ma…
description: Nel Regno Unito una petizione con la richiesta di nuove elezioni ha raggiunto in pochi giorni quasi mezzo milione di firme.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-17-7.png
date: 2022-10-04
author: Alessandra Libutti
url: https://laragione.eu/esteri/truss-fa-marcia-indietro-ma/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, politica, Regno Unito]
---

# Truss fa marcia indietro, ma…

![Truss fa marcia indietro, ma…](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-17-7.png)

Nel Regno Unito una petizione con la richiesta di nuove elezioni ha raggiunto in pochi giorni quasi mezzo milione di firme.

Londra – **È il 2012 quando cinque deputati conservatori, eletti due anni prima nel governo di Cameron, pubblicano “[Britannia Unchained](https://en.wikipedia.org/wiki/Britannia_Unchained)” (Britannia senza catene).** Sono Kwasi Kwarteng, Priti Patel, Dominic Raab, Chris Skidmore e [Liz Truss](https://laragione.eu/esteri/trickle-economy-liz-truss/). Il libro viene irriso come un prontuario di farneticazioni radicali di estrema destra. Un gruppo di Bannon laici che ambisce all’abolizione dello Stato e alla deregolamentazione della società. Il quotidiano “The Guardian” però mette sull’avviso e nel 2012 scrive: «Un gruppo di parlamentari conservatori sta cercando d’impadronirsi dell’agenda politica con le idee più di destra che il partito abbia visto negli ultimi decenni, e molti le stanno prendendo sul serio».

In effetti le idee del quintetto fanno gola a parecchi: piacciono ad anti Ue come Nigel Farage e Arron Banks, che hanno già in mente Brexit; piacciono agli oligarchi, che stanno mettendo le mani sul mercato immobiliare londinese sotto lo sguardo compiacente del sindaco Boris Johnson; piacciono a Putin che spera in una Ue indebolita; piacciono a Rupert Murdoch, che controlla i *media*; infine piacciono ai finanzieri, a cui fa gola l’idea di un Paese senza regole o fisco. **Così a quel progetto di feudalesimo contemporaneo arrivano soldi (tanti), il supporto mediatico e gli eserciti di *bot* russi sui *social media*.**

**In quattro anni Brexit diventa una realtà. Alla distanza, possiamo osservarne i passaggi: una Brexit finanziata e mediaticamente pompata nel 2016; l’estromissione della “Brexit morbida” di Theresa May per “la Brexit dura” di Johnson nel 2019, fino all’ascesa al potere della Truss, con Kwarteng all’economia.** I due non sono lì a caso: dieci anni fa hanno venduto una teoria e devono renderne conto a chi li ha sovvenzionati. Calano infatti le ombre sulla manovra di Kwarteng che ha fatto precipitare la sterlina, costringendo la Banca d’Inghilterra a intervenire con una manovra di 65 miliardi per stabilizzare la moneta.

Sabato il quotidiano “The Times” ha pubblicato uno *scoop* da cui traspare come Kwarteng abbia incontrato gli speculatori che hanno causato il crollo della sterlina, i quali gli avrebbero chiesto di “raddoppiare”. In breve, il tracollo sarebbe stato premeditato. Lo scandalo è stato subito liquidato come un “cocktail tra amici”, ma dopo la pubblicazione degli ultimi sondaggi – che danno al Partito laburista una maggioranza intorno ai 400 seggi (con i Tories ridotti a circa 60 su 650) – Kwarteng è stato costretto a ritirare la manovra sotto la pressione di donatori e di decine di deputati ribelli.

**Esistono però altre manovre impopolari: il taglio di 18 miliardi alla spesa pubblica e la deregolamentazione delle aziende con meno di 500 dipendenti.** Proposte che, una volta al varo, rischiano di causare altre rivolte, prolungando la crisi di un governo il cui progetto –** Britannia senza catene – è sgradito alla maggioranza dei britannici. Per molti deputati conservatori si tratta di decidere se appoggiare la Truss, con la consapevolezza che a fine legislatura la loro carriera politica potrebbe essere finita, oppure sfiduciarla per tentare di riguadagnare consensi nei rispettivi collegi.**

Intanto, una petizione con la richiesta di nuove elezioni ha raggiunto in pochi giorni quasi mezzo milione di firme.

Di *Alessandra Libutti*

* *
