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title: Tuam e le verità sepolte
description: Era una storia privata, ma anche quella di migliaia di donne. Oggi, con l’apertura ufficiale degli scavi a Tuam, quella storia riemerge
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date: 2025-08-05
author: Melania Guarda Ceccoli
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categories: [Esteri]
tags: [esteri]
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# Tuam e le verità sepolte

![Tuam](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-399-1024x639.jpg)

Era una storia privata, ma anche quella di migliaia di donne. Oggi, con l’apertura ufficiale degli scavi a Tuam, quella storia riemerge

Scriveva Esther Freud nel 2021 sul “The Guardian”, ricordando la fuga della madre dalla brutalità delle istituzioni irlandesi per donne ‘sbagliate’: «**Mia madre è sfuggita alla crudeltà delle case per madri e bambini in Irlanda**».** Era una storia privata, ma anche quella di migliaia di donne. Oggi, con l’apertura ufficiale degli scavi a Tuam, quella storia riemerge. Letteralmente.** «**Ho appreso con tristezza la notizia del recupero di altri corpi a Tuam** e, naturalmente, mi ha ricordato le approfondite ricerche che ho svolto durante la scrittura del mio romanzo “I Couldn*’*t Love You More”» mi ha scritto Esther quando l’ho contattata per un commento.

«**L’orrore a cui le giovani donne sono state sottoposte per decenni è indicibilmente doloroso da ricordare e so che molte persone in Irlanda sono ancora sotto *shock* per ciò che accadeva a porte chiuse.** Il mio romanzo è stato ispirato dalla consapevolezza che mia madre ha tenuto segrete le sue gravidanze ai genitori ed è rimasta lontana dall’Irlanda per molti anni per paura della disapprovazione. **Sapeva cosa poteva accadere a una giovane donna nubile come lei**».

**Lo scorso 14 luglio l’Ufficio dei Lavori pubblici irlandese ha avviato l’identificazione dei resti di almeno 800 bambini sepolti clandestinamente nell’ex convento delle Suore del Buon Soccorso**, a Tuam. È l’incubo documentato dalla storica Catherine Corless, tra registri e lacune nei certificati di morte. Ma chi conosce la vicenda sa che non si tratta soltanto di 800 bambini. 

**Dal 1922 al 1998 almeno 56mila donne e 57mila bambini sono passati per le Mother and Baby Homes: istituzioni religiose, spesso finanziate dallo Stato, che fungevano da carceri sociali per ragazze madri. Molti bambini morivano in pochi mesi per malnutrizione, malattie e incuria. **Altri venivano dati in adozione, spesso illegalmente. Secondo la Commissione d’inchiesta (2015-2021), la mortalità infantile in queste strutture fu «l’aspetto più inquietante». Nel 1945-46 era quasi doppia rispetto alla media nazionale. Si stima che almeno 9mila bambini, circa il 15% del totale, siano morti tra quelle mura. E le autorità lo sapevano: i dati erano pubblici.

**Non fu soltanto negligenza, ma anche il risultato di una cultura della colpa. Come scrisse la Commissione, «prima del 1960 le case per madri e bambini non salvavano vite: al contrario, le riducevano».** Negli anni Venti il neonato Stato Libero d’Irlanda impose, insieme alla Chiesa, leggi severe su contraccezione, divorzio e censura. I sacerdoti denunciavano la ‘modernità pericolosa’: balli, abiti provocanti, bagni misti. Le famiglie spesso collaboravano: la Chiesa offriva la struttura, la società il consenso. Una donna su sette veniva separata per sempre dal proprio figlio.

**Alcuni bambini finirono negli Usa, altri scomparvero. Le madri venivano stigmatizzate, ridotte a numeri. I genitori accompagnavano le figlie ai conventi, firmavano moduli di rinuncia**. La vergogna era la vera valuta sociale dell’Irlanda cattolica del Novecento. Come nota lo storico Diarmaid Ferriter, non si può parlare di ‘mele marce’: fu una complicità estesa fra Chiesa, Stato, famiglie, vicini. Tutti, in qualche modo, sapevano.

**Gli scavi di Tuam sono un atto dovuto, ma non ancora sufficiente. Dopo il rapporto del 2021 il governo ha offerto scuse ufficiali e un programma di risarcimenti.** Ma molte vittime li hanno giudicati inadeguati: indennizzi esigui, criteri rigidi, nessuna responsabilità penale concreta.** Una riconciliazione senza giustizia. Oggi, mentre i *bulldozer* smuovono la terra, ciò che emerge non sono soltanto ossa. È una nazione che deve interrogarsi su come ha trattato donne, bambini, sessualità e maternità**. Perché se è vero che ci sono almeno 800 piccoli corpi da restituire alla memoria, è altrettanto vero che la vera sepoltura è avvenuta nella coscienza collettiva. E rischia ancora oggi di non essere mai del tutto riesumata.

di *Melania Guardia Ceccoli*
