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title: "Dall’Ucraina alla Cina: perché la pace non si costruisce a due"
description: Brani di carne ucraina – grondanti sangue degli aggrediti che si difendono e di un’enormità di giovani russi – saranno un dettaglio
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date: 2025-08-12
author: Davide Giacalone
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Ucraina]
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# Dall’Ucraina alla Cina: perché la pace non si costruisce a due

![Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/DUE-FOTO-27-1024x639.jpg)

Brani di carne ucraina – grondanti sangue degli aggrediti che si difendono e di un’enormità di giovani russi e coreani che imbracciano le armi dell’aggressore – saranno un dettaglio

**I brani di carne ucraina – grondanti sangue degli aggrediti che si difendono e di un’enormità di giovani russi e coreani che imbracciano le armi dell’aggressore – saranno un dettaglio**. Complicato, doloroso, ma pur sempre un dettaglio. La Russia non sa che farsene di nuovi sudditi, che inevitabilmente diventerebbero vendicativi oppositori, né di terre e materie prime di cui già abbonda. **La guerra scatenata da Putin, che è il presente culmine di guerre ventennali, ha come scopo la vendetta imperiale e la pretesa sulla Crimea** **è la zarista proiezione della forza armata verso il Mediterraneo. **Quello che vuole è che alla Russia, nano economico e armata di nucleare per eredità sovietica,** sia riconosciuto lo *status* di potenza imperiale**, pertanto con il diritto ad aree di influenza nelle quali nessuno possa mai mettere becco. Come capitò quando invasero Budapest o Praga e il mondo libero guardò sgomento e inerte. **Questo è lo scopo della guerra**. Questo quello che Putin vorrebbe fosse l’oggetto del negoziato.

**Trump gli offre una mano con l’ingresso sul suolo americano, senza cercare aree terze e, quindi, gli offre il riconoscimento di *leader* imperiale con il quale negoziare**. È quello che Putin chiede dal primo momento, rifiutando tutte le numerose offerte di negoziato giunte dagli europei e dalla Turchia. Ma lui cercava la partita a due, con l’implicito riconoscimento della pari dignità. Trump gli offre la mano perché in quello vede un comune interesse, **consistente nel distruggere ogni sede multilaterale e cancellare [ogni pretesa politica dell’Unione Europea](https://laragione.eu/esteri/trump-in-alaska-senza-zelensky-al-vertice-solo-io-e-putin-intesa-non-dipende-da-me/)**. In cambio chiede il riconoscimento, non per gli Stati Uniti ma per sé stesso, di unico interlocutore.

**Dunque il gelo dell’Alaska raffredderà i conflitti e congelerà il fronte ucraino? Non è così semplice**. Fosse per quei due, sì, probabilmente accadrebbe. **Ma, a dispetto delle loro illusioni, non sono soli.**

I tanti europei che non sanno far altro che crogiolarsi nelle presunte impotenza e ininfluenza continentale **osservino la costanza e la veemenza con cui l’Ue viene attaccata, sia sul piano politico che su quello commerciale.** Non avrebbe senso, se non si contasse niente. Invece la posizione europea pesa, anche perché trova sponde. **La richiesta non è quella di avere un ruolo in Alaska, ma che lo abbia l’Ucraina. E non è solo giusto, dal punto di vista morale e del diritto, ma ha anche un solidissimo appiglio storico: nel 1938 la pace si fece, a Monaco, senza neanche invitare la Cecoslovacchia che veniva spartita**. Ma il risultato fu l’accordo fra Hitler e Stalin, l’aggressione alla Polonia e l’inizio della Seconda guerra mondiale. In un solo anno la pace divenne guerra totale.

**Quello che in Alaska non sarà possibile fare è sganciare il collare che la Cina ha messo al collo della Russia**. Putin può provare a inquinare le acque nelle democrazie occidentali, ma annega se ci prova in Cina. Sicché Pechino non si sentirà minimamente vincolata da accordi fra due che pensano d’essere i soli a imperare e fingono di non sapere che quello cinese è il più antico impero vivente, il che porterà ad altre violazioni della sovranità, usando il peso della potenza.** Un quadro nel quale il mondo diventa non maggiormente impegnato in guerre – ce ne sono una cinquantina sempre aperte – ma insicuro perché le grandi potenze le promuovono in proprio.** E a chi invoca la pace rispondono e risponderanno: **accettate il nostro giusto dominio e si vivrà in un mondo di pace eterna.** Quella dei cimiteri ove seppellire gli umani combattenti o l’umanità renitente.

**Costruire la pace oggi comporta il rifiutare la logica imperiale e sapersi muovere anti, contro quella**. Sul resto, presente l’Ucraina, si negozia tutto. Gli europei che si attarderanno nella lamentazione su dazi e accordi farlocchi saranno colpevoli di un drastico ridimensionamento di noi tutti. Perché, nel caso non fosse chiaro, è il nostro peso che pensano di mettere sul tavolo in cui macellare terre e popoli. **È prudente accorgersene prima che si tocchi l’osso.**

di *Davide Giacalone*
