---
title: "Usa 2024, l&#8217;ultima campagna del passato"
description: Chiunque vinca questa non è la prima campagna del futuro americano, ma l’ultima di un passato che si esaurisce
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-1414-1024x639.jpg
date: 2024-07-23
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/esteri/usa-2024-lultima-campagna-del-passato/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, usa]
---

# Usa 2024, l&#8217;ultima campagna del passato

![Campagna usa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-1414-1024x639.jpg)

49053

2024-07-22 14:47:38

2024-07-22 12:47:38

È come un Risiko milionario. Storicamente il finanziamento dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti è l’affare degli affari

È come un Risiko milionario. Storicamente il finanziamento dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti è l’affare degli affari. Chi sostiene il candidato vincente alla Casa Bianca a suon di dollari, si garantisce automaticamente il futuro nel settore di appartenenza. Dopo l’annuncio del ritiro di Joe Biden dalla corsa, la piattaforma del Partito Democratico che raccoglie le donazioni, ha raggiunto quota 47,6 milioni dollari. È il frutto di migliaia di piccole e medie donazioni. Sul fronte repubblicano, tanto per avere un’idea della posta in palio, non ha ancora eguali la donazione di 45 milioni di dollari al mese che Elon Musk si dice pronto a sborsare a un gruppo di sostegno per Donald Trump. Ma è il Partito Democratico in queste ore sotto i riflettori. I donatori che hanno fatto pressioni per un passo indietro del presidente Biden, hanno elogiato la sua decisione. Mister Gideon Stein, figura carismatica nella comunità dei finanziatori che spingeva per un nuovo candidato, ha definito Biden “un vero eroe americano” e ha previsto che la decisione avrebbe aperto la strada a una vittoria democratica nella corsa presidenziale, scrive il New York Times.

C’è un’altra figura che calamita interessi e approvazione nel Partito Democratico. Daniella Ballou-Aares, l'amministratore delegato di un gruppo chiamato Leadership Now Project che aveva guidato le richieste dei dirigenti aziendali affinché Biden abbandonasse la campagna, paragona la sua decisione a quella di George Washington. Negli ultimi due anni, Biden e Harris hanno raccolto insieme centinaia di milioni di dollari per la loro candidatura alla rielezione. I fondi sono divisi tra la campagna di Biden, il Democratic National Committee, quasi tutti i Democratic Party statali e vari comitati di raccolta fondi congiunti. Al 30 giugno, tutti quei gruppi avevano a disposizione 240 milioni di dollari in contanti. 

La maggior parte di quel denaro, ad esempio la riserva del Democratic National Committee, non sarebbe stata intaccata da un cambio di candidato. Ma la fetta più importante è nei conti intestati al comitato della campagna Biden-Harris: 91 milioni di dollari stimati al 30 maggio scorso.

Quel denaro è stato raccolto dal ticket Biden–Harris. Pertanto, le uniche persone che hanno accesso al denaro sono proprio Biden e Harris. Quindi, se Harris dovesse essere ufficialmente nominata (con un nuovo numero 2), il suo nuovo ticket non avrebbe quasi nessuna interruzione finanziaria e avrebbe accesso ai circa 91 milioni di dollari in contanti a disposizione. Un vero e proprio tesoro. 

Trump e i repubblicani hanno rapidamente raggiunto i democratici nella raccolta fondi. Elon Musk, il miliardario proprietario di Space X e del social X (ex Twitter) commenta la notizia del ritiro di Joe Biden dalla corsa per la Casa Bianca con due faccine che ridono a crepapelle. In un altro post Musk, grande sostenitore di Donald Trump, aveva condiviso il commento di un utente che scriveva che "l’élite democratica, i media amici e donatori miliardari hanno esercitato con successo pressioni sul candidato scelto dagli elettori delle primarie democratiche affinché abbandonasse le elezioni perché era in svantaggio e stava perdendo. I democratici distruggono la democrazia nella ricerca del potere". 

In verità Trump sembra non preoccuparsi più di tanto dei finanziamenti alla sua campagna elettorale. Abituato a muoversi con abilità e scaltrezza nella giungla dell’alta finanza a stelle e strisce, finora non si è mai soffermato più di tanto sul tema. Anzi. Nel corso dell’ultima convention a Milwaukee che lo ha incoronato ufficialmente candidato presidente del Partito Repubblicano, ha detto che sarà lui, una volta eletto, “a finanziare gli americani che lo voteranno con servizi e bonus che non hanno mai visto”.

di Diego La Matina

Il colore dei soldi per la Casa Bianca

publish

closed

closed

il-colore-dei-soldi-per-la-casa-bianca

2024-07-23 07:31:17

2024-07-23 05:31:17

post

raw

9926

2024-07-22 08:16:34

2024-07-22 06:16:34

Ancora una volta, è Biden a tirar fuori dai guai il partito democratico. Ora si devono fare i conti sul nome da chiamare per sostituirlo

Appena ieri scrivevamo della pavidità, a un passo dalla vigliaccheria politica, del Partito democratico. Incapace di assumere una posizione netta nei confronti della necessità del ritiro di Joe Biden dalla corsa alla Casa Bianca.Aspettavano la sua resa, infine arrivata ieri nel tardo pomeriggio italiano con uno scarno comunicato (rispetto all’enormità della notizia, per quanto attesa) via X.Così, è stato il vecchio Joe a tirar fuori dai guai ancora una volta un partito che non sapeva che pesci prendere, anche se questo è l’ultimo servizio offerto ai suoi.Perché Joe Biden nel messaggio offre il suo endorsement a Kamala Harris, in un passaggio prima tutto sommato formale e dovuto di saluto alla vice e poi più netto e deciso, quando la indica come la donna giusta su cui puntare.Basterà? Difficile pensare che possano essere escluse sorprese, tanto è vero che ieri sera a fare un gran rumore era il silenzio di Barack Obama verso la Harris, mentre i Clinton correvano in suo aiuto (e Nancy Pelosi no).Schermaglie e antiche diffidenze, mentre Biden faceva buon viso a cattivo gioco per essere stato costretto - non lo ha scritto, ma non era necessario - al ritiro. Sacrosanto, considerate le condizioni fisiche e non solo, ma comunque tardivo. Molto tardivo, forse troppo e questa è un’altra responsabilità che pesa sul partito.Nelle prossime ore, come si accennava, sapremo quanto abbia giocato la partita Barack Obama. Probabilmente molto, considerato lo stato comatoso generale dei Dem.La cosa incredibile è che si resta esattamente a metà del guado: si è scaricato Biden (non sarà elegante scriverlo, ma crediamo sia questo il sentimento profondo nel partito, ancor più dopo l’attentato a Trump), ma si devono ancora fare tutti i conti sul nome da chiamare per sostituirlo.Kamala Harris appare di gran lunga quello più logico e spendibile. Per ruolo è di fatto già impegnata nella corsa e i sondaggi sembrano poterla premiare.Resta, però, una figura non sempre apprezzata tanto per cominciare nel partito, come mostrano gli stessi leader. Partenza a handicap, insomma. Di Fulvio Giuliani

L’ultimo regalo del vecchio Joe ai dem

publish

closed

closed

lultimo-regalo-del-vecchio-joe-ai-dem

2024-07-22 08:41:58

2024-07-22 06:41:58

post

raw
