---
title: Le concessioni Usa sul nucleare iraniano preoccupano i Paesi del Golfo
description: I Paesi del golfo considerano preoccupanti le concessioni occidentali al nucleare iraniano. Si teme un nuovo periodo di alta tensione e violenza nella regione.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-10-1.jpg
date: 2022-08-29
author: Anna Mahjar Barducci
url: https://laragione.eu/esteri/usa-e-nucleare-iraniano-paesi-del-golfo-in-allerta/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, Iran, nucleare, occidente, usa]
---

# Le concessioni Usa sul nucleare iraniano preoccupano i Paesi del Golfo

![nucleare Iran](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-10-1.jpg)

I Paesi del golfo considerano preoccupanti le concessioni occidentali al nucleare iraniano. Si teme un nuovo periodo di alta tensione e violenza nella regione.

Washington. Dopo la notizia di un possibile e imminente **rinnovo degli accordi sul nucleare fra l’Occidente e l’Iran, i media dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi hanno espresso forti preoccupazioni al riguardo**. Secondo i vari quotidiani, la nuova intesa non risponde alla richiesta degli Stati del Golfo di porre un freno alla condotta espansionistica dell'Iran.

Il quotidiano saudita *'Okaz* ha spiegato: «È trapelato che le concessioni fatte all’Iran (..) prevedono che, il primo giorno (dell'eventuale approvazione dell'accordo), **i tre ordini esecutivi emessi dall’ex presidente Donald Trump saranno revocati**, il che significa che le sanzioni a 17 banche e 150 istituzioni iraniane saranno annullate e che i 7 miliardi di dollari di *asset* dell’Iran congelati (all’estero) saranno sbloccati». Il quotidiano ha poi sottolineato: «Il nuovo accordo (..) non soddisferà gli alleati occidentali nel Golfo a meno che non includa condizioni e vincoli rigorosi mirati a fermare le azioni di destabilizzazione dell’Iran nella regione, il suo programma missilistico ed a rimuovere la presenza di milizie sostenute da Teheran nei Paesi arabi.

'Abd Al-Rahman Al-Rashed, noto analista saudita, ha inoltre sostenuto sulle pagine del quotidiano *Al-Sharq Al-Awsat*: «L'accordo non ispira ottimismo (..). Tutte le concessioni fatte per raggiungere un accordo sono una disgrazia, ma il fatto più pericoloso è **respingere le preoccupazioni riguardanti l'attività militare dell'Iran fuori dai suoi confini, ovvero in Iraq, Libano, Yemen, Gaza, Siria e Afghanistan** (..). L’eventuale decisione di firmare un accordo e revocare le sanzioni, tacendo sull'attività militare iraniana all'estero, ha come conseguenza di **aumentare la tensione e la violenza nella regione. Ciò avrà delle ripercussioni negative anche negli Stati Uniti e in Europa**».

L’analista politico emiratino Salem Al-Ketbi ha poi scritto sul sito saudita *Elaph* che gli Stati Uniti stanno negoziando con l'Iran da una posizione di debolezza e titubanza, tanto da **sembrare che sia Washington a implorare l’Iran di voler tornare all'accordo del 2015**. «Non fa molta differenza se l’Iran otterrà l’arma nucleare oggi o domani - ha poi aggiunto El Ketbi - il grande vincitore nelle trattative è comunque l’Iran (..). Infatti, l'ultima condizione imposta (dall’Iran) prevede che **Teheran venga risarcita, qualora una futura amministrazione americana decidesse di sottrarsi nuovamente all'accordo** (..). L’Iran ha anche guadagnato tempo, durante il quale ha accumulato materiale fissile. Inoltre, la capacità di Teheran di continuare i negoziati senza dare fino ad oggi concessioni fondamentali è di per sé una vittoria politica».

Al-Ketbi ha poi sottolineato che **la necessità di riportare il petrolio iraniano sul mercato, a causa del conflitto in Ucraina, ha contribuito a rafforzare la posizione negoziale dell’Iran**, sostenuta anche da Cina e Russia. Per Al-Ketbi, però, il maggior problema è rappresentato dal fatto che l’amministrazione Biden si è dimostrata «troppo cauta», utilizzando tanta «carota» e per niente il «bastone». **I Paesi del Golfo temono pertanto che l’Iran si senta adesso troppo libero da pressioni occidentali e che non esiterà pertanto a «minare la sicurezza globale e regionale»**. El-Ketbi consiglia quindi ai Paesi del Golfo di cercare nuove «*strategic partnership*» al di fuori degli Stati Uniti per proteggere i propri interessi nazionali contro la minaccia iraniana.

Di *Middle East Media Research Institute (MEMRI)*

Traduzione a cura di *Anna Mahjar-Barducci*
