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title: Politica e giustizia, “Lezioni” italiane agli Usa
description: Agli amici negli Usa consiglieremmo caldamente - per diretta esperienza - di evitare ogni tentazione di uso politico delle sentenze
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date: 2024-06-03
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Stati Uniti, usa]
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# Politica e giustizia, “Lezioni” italiane agli Usa

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Agli amici negli Usa consiglieremmo caldamente - per diretta esperienza - di evitare ogni tentazione di uso politico delle sentenze

**Agli amici americani consiglieremmo caldamente - per diretta esperienza - di evitare ogni tentazione di uso politico delle sentenze**. Non per motivazioni di carattere morali o peggio moralistiche, semplicemente perché non funziona. 

**Avvelena i pozzi per anni e anni, con conseguenze perduranti e difficilissime da sanare**. Siamo andati avanti decenni, nel nostro Paese, cercando di aggredire o difendere una storia politica per via giudiziaria, con l’unico effetto di cristallizzare le rispettive posizioni, inacidire il dibattito, farlo precipitare di livello e violenza verbale, senza che nessuno raggiungesse l’obiettivo prefissato. 

**Silvio Berlusconi, in definitiva, ha tratto forza politica e soprattutto elettorale dalla sequenza di processi cui è stato sottoposto.** Sia pur osservando dall’altra sponda dell’oceano, sembra che buona parte di questi meccanismi si stiano replicando negli Stati Uniti d’America. **L’intera vicenda processuale che ha portato alla condanna di Donald Trump è stata scandita da polemiche**, rivendicazioni e accuse che per noi italiani suonano come un clamoroso déjà-vu. 

Da una parte e dall’altra della barricata - fra gli ultras trumpiani e chi vede in lui tutto il peggio possibile - **ogni commento era già scritto molto prima dell’inizio del dibattimento, figurarsi della sentenza. Così come l’atteggiarsi a vittima dell’ex presidente e ora candidato alla Casa Bianca nella sfida contro Joe Biden**. Come quell’epiteto, “fascista” che ricorda anni di polemiche a suon di comunisti e fascisti da noi.

Altra similitudine sulla quale converrebbe riflettere è quella che abbiamo richiamato in apertura: come in Italia per gran parte della sua parabola politica le vicende giudiziarie non intaccarono la figura di Silvio Berlusconi - infine travolto dalla crisi economica e dal discredito più che dalle sentenze - **così una banale lettura dei sondaggi dovrebbe indurre i democratici a usare con estrema cautela l’arma giudiziaria contro il tycoon. **

Quanto ai repubblicani la vicenda - oltre che la stessa candidatura apparsa sin dall’inizio senza rivali - **certifica la morte celebrale del partito che fu di Ronald Reagan o anche dello stesso McCain**, sconfitto da Barack Obama ma che a ripensarlo oggi appare un marziano rispetto ai contenuti e allo stile trumpiani. 

**La politica americana, definitivamente rassegnata a una polarizzazione profondissima e a tratti folle, sembra ormai fatta apposta per soddisfare i palati dei curvaioli. **Quelli del “Maga” (Make America Great Again) ma anche del Woke, che ha rinunciato a un confronto di natura politica per scegliere la strada del contrasto antropologico. 

È improbabile che uno stratega delle campagne democratica o repubblicana si prenda la briga di studiare a fondo il fenomeno del rapporto giustizia-politica in Italia ma ne varrebbe proprio la pena…

di *Fulvio Giuliani*
