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Venezuela, Trump: “Maduro e la moglie sono stati catturati”. Media: cattura o accordo? P. Chigi: “Azione militare esterna non è strada, ma intervento difensivo legittimo”

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Dopo i raid Usa sul Venezuela, il presidente Nicolas ”Maduro e sua moglie sono stati catturati e sono stati portati fuori dal Paese”. Alle 17 conferenza di Trump

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Venezuela, Trump: “Maduro e la moglie sono stati catturati”. Media: cattura o accordo? P. Chigi: “Azione militare esterna non è strada, ma intervento difensivo legittimo”

Dopo i raid Usa sul Venezuela, il presidente Nicolas ”Maduro e sua moglie sono stati catturati e sono stati portati fuori dal Paese”. Alle 17 conferenza di Trump

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Venezuela, Trump: “Maduro e la moglie sono stati catturati”. Media: cattura o accordo? P. Chigi: “Azione militare esterna non è strada, ma intervento difensivo legittimo”

Dopo i raid Usa sul Venezuela, il presidente Nicolas ”Maduro e sua moglie sono stati catturati e sono stati portati fuori dal Paese”. Alle 17 conferenza di Trump

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Su quanto successo in Venezuela “coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi dopo l’attacco Usa a Caracas.

Dalla sede del governo si rende noto che “il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha seguito gli sviluppi in Venezuela fin dalle loro primissime evoluzioni”, ricordando come “l’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto“.

“In raccordo con il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il presidente Meloni continua a seguire con particolare attenzione la situazione della comunità italiana in Venezuela, la cui sicurezza costituisce la priorità assoluta del governo”, conclude il testo


Ore 16.50

Il leader dell’opposizione venezuelana Edmundo Gonzales dovrebbe assumere la presidenza del Venezuela. Lo ha scritto in una lettera l’attivista e premio Nobel per la pace Marina Corina Machado poche ore dopo l’attacco americano e la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro.”Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato il massimo e ne è valsa la pena. Ciò che doveva accadere sta accadendo”. Lo ha scritto l’attivista e Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado in una lettera condivisa a poche ore dall’intervento americano in Venezuela e alla cattura di Nicolas Maduro parlando di ”ore cruciali”.

”E’ arrivato il momento che la sovranità popolare e la sovranità nazionale prevalgano nel nostro Paese. Ripristineremo l’ordine, libereremo i prigionieri politici, costruiremo una nazione eccezionale e riporteremo a casa i nostri figli”, ha aggiunto.


Ore 15.15

Il presidente Usa Donald Trump “ha offerto molteplici vie d’uscita” all’omologo venezuelano Nicolas Maduro, che Washington afferma di aver catturato nel corso dell’operazione condotta stamattina nel Paese sudamericano. Lo scrive in un post sui social il vicepresidente statunitense JD Vance, aggiungendo che Trump “è stato molto chiaro nel corso di tutto questo processo: il traffico di droga deve fermarsi e il petrolio rubato deve essere restituito agli Usa”.

Maduro è “l’ultima persona a scoprire che il presidente Trump fa sul serio quando parla”, prosegue Vance. “E un annuncio di servizio pubblico per tutti coloro che dicono che questo sia stato ‘illegale’: Nicolás Maduro ha diverse incriminazioni negli Usa per narcoterrorismo. Non si può evitare la giustizia per il traffico di droga negli Usa solo perché si vive in un palazzo a Caracas”, aggiunge, rendendo onore “ai nostri coraggiosi operatori delle forze speciali che hanno portato a termine un’operazione davvero impressionante”.


Ore 14.30

Seguiamo molto da vicino la situazione in Venezuela. Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica”. Lo dichiara via social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sottolineando che “ogni soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta Onu”.

In coordinamento con l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas e con gli Stati membri, le istituzioni Ue si stanno “assicurando” che i cittadini Ue in Venezuela “possano contare sul nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dell’esecutivo europeo. 


Il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati incriminati nel distretto meridionale di New York. Lo ha annunciato su ‘X’ il procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondi spiegando che i due “presto affronteranno l’ira della giustizia americana sul suolo americano, nei tribunali americani”.

Bondi ha aggiunto che “a nome dell’intero Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti vorrei ringraziare il presidente Trump per aver avuto il coraggio di chiedere giustizia a nome del popolo americano e un enorme ringraziamento al nostro coraggioso esercito che ha condotto l’incredibile e riuscitissima missione di catturare questi due presunti narcotrafficanti internazionali”.

Ore 12.30

Cattura o accordo di Nicolas Maduro con Donald Trump? Dopo i raid Usa e l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, è questo il mistero che aleggia sul leader venezuelano, portato fuori dal Paese dai soldati americani al termine dell’operazione “su larga scala” su Caracas partita nella notte. Un interrogativo rilanciato da fonti interne all’opposizione venezuelana citate da Sky News, che hanno parlato senza mezzi termini di “uscita negoziata” per il leader di Caracas e la moglie

A insospettire, la rapidità dell’azione portata a termine dalle truppe d’elite Usa Delta Force senza apparenti scontri. Una dinamica che fa pensare che, nonostante l’appello alla mobilitazione e alla resistenza lanciato da Maduro prima dell’annuncio della cattura, le forze Usa non abbiano trovato alcuna opposizione. Da qui l’idea che il presidente abbia negoziato la resa e che le forze armate venezuelane (almeno una parte) abbiano lasciato totale campo libero dopo i raid aerei.

Intanto, dopo che il ministro della Difesa venezuelana ha annunciato in un video lo schieramento di forze militari in tutto il Paese, e mentre media anti-regime riportano dell’uccisione del ministro dell’Interno Diosdado Cabello, anche a Caracas l’opposizione sarebbe già attiva per blindare le sedi istituzionali e lavorare per un’eventuale transizione.

L’unica certezza finora è che, stando almeno alle dichiarazioni che arrivano dagli Usa, Maduro è stato catturato per essere processato negli Stati Uniti. E’ quanto ha scritto su ‘X’ il senatore repubblicano Mike Lee dello Utah spiegando di aver avuto un colloquio con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che al telefono gli ha detto che Washington “non prevede ulteriori azioni in Venezuela ora che Maduro è sotto custodia degli Stati Uniti”. Maduro, ha aggiunto Lee, è stato arrestato “per essere processato per accuse penali negli Stati Uniti” mentre “l’azione cinetica a cui abbiamo assistito è stata messa in atto per proteggere e difendere coloro che eseguono il mandato di arresto”. Dal canto suo, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha ripostato su ‘X’ un post di luglio in cui scriveva che Nicolas ”Maduro non è il presidente del Venezuela e il suo regime non è il governo legittimo”. Dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato la cattura, Rubio ha ribadito che il leader venezuelano è ”a capo del Cartel de Los Soles, un’organizzazione di narcotraffico che ha preso il controllo del Paese”. Rubio ha ricordato che Maduro è ”accusato di aver fatto entrare droga negli Stati Uniti”.


Ore 11.30

La Russia ha condannato l’azione militare degli Stati Uniti in Venezuela, affermando che non esisteva alcuna giustificazione sostenibile per l’attacco e che “l’ostilità ideologica” ha prevalso sulla diplomazia. “Questa mattina gli Stati Uniti hanno commesso un atto di aggressione armata contro il Venezuela. Ciò è profondamente preoccupante e condannabile”, ha affermato il Ministero degli Esteri russo in una nota.

Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino Lopez ha annunciato lo schieramento di forze militari in tutto il Paese in un video pubblicato sui social media, dopo che l’esercito statunitense ha condotto attacchi nel Paese. In un video, il ministro ha affermato che tutte le forze armate saranno schierate seguendo “gli ordini di Maduro”, ma non ha fatto alcun riferimento alla cattura del presidente venezuelano annunciato dal presidente americano Donald Trump. “Ci hanno attaccato, ma non ci sottometteranno”, ha detto Padrino Lopez.

Il ministro ha anche rivolto un invito alla calma e all’unità e ha messo in guardia contro l’anarchia e il disordine, avvertendo: “Non soccombiamo al panico che il nemico cerca di instillare”.


Ore 10.30

Dopo i raid Usa sul Venezuela, il presidente Nicolas ”Maduro e sua moglie sono stati catturati e sono stati portati fuori dal Paese”. Ad annunciarlo è stato il presidente americano Donald Trump su Truth Social annunciando l’operazione condotta ”con successo contro il Venezuela e contro il suo leader”.

”Seguiranno dettagli” sull’attacco, ha poi aggiunto il leader Usa, spiegando che alle 11 ora locale, le 17 in Italia, terrà una ”conferenza stampa a Mar-a-Lago”.

“Maduro catturato da Delta Force”

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato questa mattina da membri della Delta Force, la principale unità speciale dell’esercito statunitense, hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News.

La Delta Force, un’unità d’élite che fa capo all’esercito statunitense, è stata anche responsabile della missione del 2019 in cui è stato ucciso l’ex leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Bakr al-Baghdadi.


Venezuela sotto attacco con forti esplosioni nella notte a Caracas, accompagnate da suoni simili a sorvoli di aerei. Si tratta, secondo il presidente venezuelano Nicolas Maduro, di una “gravissima aggressione militare degli Stati Uniti”. Il presidente ha quindi dichiarato lo stato di emergenza.

“Il Venezuela respinge, ripudia e denuncia la gravissima aggressione militare perpetrata dagli Stati Uniti contro il territorio e la popolazione venezuelani, nelle località civili e militari di Caracas e negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira intorno a Caracas”, si legge in un comunicato del governo. Il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e ha invitato “tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione”, secondo il comunicato.

Secondo l’Afp, le detonazioni sono avvenute attorno alle 2, ora locale. Almeno sette le esplosioni che si sono verificate nella capitale, riferiscono diverse testate, che riportano anche di una grande base militare colpita nella parte meridionale della città rimasta senza elettricità e dove è visibile una colonna di fumo.

I notiziari venezuelani Efecto Cocuyo e Tal Cual Digital hanno riferito che sono state udite esplosioni anche nello stato di La Guaira, a nord di Caracas, sulla costa del Paese e a Higuerote, una città costiera nello stato di Miranda.

Cbs: “Trump ha ordinato attacchi”

Il presidente Usa Donald Trump “ha ordinato attacchi contro siti all’interno del Venezuela, tra cui strutture militari, hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News, mentre l’amministrazione, sabato mattina, intensificava la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Trump, secondo la Cbs, ha dato da giorni luce verde all’attacco condotto nella notte tra il 2 e il 3 gennaio. L’azione è stata discussa dai vertici militari a Natale, ma la priorità è stata data ai raid contro basi Isis in Nigeria. Nei giorni successivi al Natale, l’attacco a Caracas è stato congelato in attesa di condizioni meteo più favorevoli.

Fumo e quartieri al buio, le immagini corrono sui social

Al buio diversi quartieri, riferisce quindi la Cnn, secondo cui la prima detonazione è avvenuta approssimativamente alle 1,50 ora locale. “Una di queste è stata così forte che la mia finestra ha iniziato a tremare”, ha detto il corrispondente dell’emittente americana. Un video ottenuto e verificato dalla Cnn mostra due pennacchi di fumo che si innalzano nel cielo notturno tra le luci di Caracas. Alla base di uno dei pennacchi si nota un bagliore arancione, poi un lampo in un’altra posizione, seguito da un boato.

Sui social network sono intanto visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, senza che sia possibile localizzare con precisione l’area esatta delle esplosioni, che sembrano aver avuto luogo nella parte sud e est della capitale venezuelana.

Molti gli utenti dei social che hanno segnalato diverse esplosioni nelle prime ore di stamattina, con gli abitanti di diversi quartieri della capitale venezuelana che hanno preferito lasciare le proprie abitazioni per riversarsi in strada. Secondo testimoni, il rumore della detonazione è stato udito in diverse zone della città, nonché all’aeroporto Simón Bolívar di Maiquetía e al porto di La Guaira. 

I residenti di quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices hanno riferito di aver sentito aerei volare sopra di loro ed esplosioni. Alcune zone della città sono rimaste senza elettricità. Sono state condivise inoltre immagini di cittadini che hanno lasciato i loro appartamenti riversandosi in strada.

Colombia chiede riunione urgente Consiglio sicurezza Onu

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha chiesto intanto riunioni urgenti delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione degli Stati Americani. Petro ha sottolineato che la Colombia è membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e che la riunione dev’essere convocata immediatamente, per “stabilire la legalità internazionale dell’aggressione contro il Venezuela”.

Usa-Venezuela, il quadro 

Le esplosioni si sono verificate mentre il presidente degli Stati Uniti, che ha dispiegato una task force della marina nei Caraibi, ha sollevato la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela e ha affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro erano “contati”. Il presidente americano accusa il presidente Maduro di essere a capo di una vasta rete di narcotraffico, cosa che l’interessato nega, rimproverando agli Stati Uniti di volerlo rovesciare per impadronirsi delle riserve petrolifere del Paese, le più grandi del pianeta.

In un clima di crescente tensione fra i due Paesi, ieri era tuttavia arrivata l’apertura di Maduro al dialogo con gli Usa. “Abbiamo avuto solo un colloquio. Mi ha chiamato venerdì 21 novembre dalla Casa Bianca”, aveva spiegato in un’intervista trasmessa da Vtv dopo che Trump ha detto di aver parlato “molto di recente” con il presidente venezuelano. Maduro aveva così confermato di essere pronto al dialogo con Washington perché – ha detto – “bisogna iniziare a parlare sul serio”.

Il presidente Trump ha ordinato attacchi contro siti all’interno del Venezuela, tra cui strutture militari, hanno riferito funzionari statunitensi alla CBS News, mentre l’amministrazione, sabato mattina, intensificava la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Venezuela: media, bombardata casa ministro Difesa, lui è irraggiungibile

La casa del ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, sarebbe stata colpita nei raid aerei. Lo riferiscono i media venezuelani affermando che il ministro sarebbe irraggiungibile. 

Alcuni media riferiscono che l’esponente del governo di Maduro si trovava nella base aerea di Tiuna al momento dell’attacco e, secondo alcuni post sui social media, sarebbe stato ucciso.

Forze speciali americani sarebbero state avvistate in Venezuela dopo le esplosioni registrate nella notte. Lo riferiscono alcuni media, tra cui l’emittente Cbs News, mentre sui social viene condivisa l’immagine di un carro armato americano per le strade.

Tajani segue sviluppi

“Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è costantemente informata. L’Unità di crisi della Farnesina operativa”, ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

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