Il Venezuela libera il detenuto italiano Luigi Gasperin
La liberazione di Gasperin da parte del Venezuela fa sperare non solo per la scarcerazione di Trentin. C’è attesa anche per i detenuti Biagio Pilieri e Mario Burlò
Il Venezuela libera il detenuto italiano Luigi Gasperin
La liberazione di Gasperin da parte del Venezuela fa sperare non solo per la scarcerazione di Trentin. C’è attesa anche per i detenuti Biagio Pilieri e Mario Burlò
Il Venezuela libera il detenuto italiano Luigi Gasperin
La liberazione di Gasperin da parte del Venezuela fa sperare non solo per la scarcerazione di Trentin. C’è attesa anche per i detenuti Biagio Pilieri e Mario Burlò
Il Venezuela avrebbe liberato almeno un italiano che era detenuto nelle carceri del paese. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende da più fonti qualificate, dell’imprenditore settantenne Luigi Gasperin. Sull’eventuale liberazione di altri italiani, sempre secondo quanto si apprende, si attende il completamento delle procedure.
La liberazione di Gasperin fa sperare non solo per la scarcerazione di Trentin. C’è attesa anche per i detenuti Biagio Pilieri e Mario Burlò. Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, è stato arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all’opposizione. Burlò, imprenditore torinese, è da oltre un anno in carcere. Secondo i familiari è trattenuto senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato
“Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in riunione alla Farnesina, in contatto con l’ambasciatore a Caracas, con la rete consolare in Venezuela e con esponenti della Chiesa e società civile per accelerare la liberazione dei cittadini italiani e per confermare le notizie sui primi rilasci”: è quanto si legge in una nota della Farnesina. “Il ministro oltre al caso di Alberto Trentini sta facendo pressioni per la soluzione dei casi di tutti gli italiani detenuti. Al momento il governo ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto”, conclude la nota
Il presidente del Parlamento del Venezuela, Jorge Rodriguez, annuncia il rilascio di un “numero importante” di prigionieri, tra cui alcuni cittadini stranieri.
Il rilascio avverrà “nelle prossime ore”, secondo quanto riferito dal New York Times. Rodriguez non ha specificato quante persone saranno liberate. Il presidente del Parlamento, secondo il Nyt, ha spiegato che la decisione di scarcerare i prigionieri politici è stata presa come “un gesto unilaterale per rafforzare la nostra incrollabile volontà di consolidare la pace nella Repubblica e la convivenza pacifica tra tutti”.
Come fa notare il quotidiano americano, si tratta del primo gesto pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell’opposizione venezuelana dopo la destituzione del presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti.
Nel frattempo, primo sì al Senato Usa per la risoluzione dei democratici per limitare l’azione militare di Donald Trump in Venezuela. Decisivi sono stati i voti di cinque repubblicani che hanno votato insieme alla minoranza democratica rendendo così possibile avviare il dibattito e poi il voto per l’approvazione finale la risoluzione che invoca il War Power Act, che quindi imporrebbe al presidente di chiedere all’autorizzazione al Congresso per continuare le azioni militari in Venezuela.
A far raggiungere 52 voti favorevoli e 47 contrari sono stati i voti di repubblicani che hanno in passato preso posizioni contrarie a Trump, come Rand Paul, che è anche l’unico repubblicano sponsor della risoluzione, per il quale il voto ha inviato “un chiaro segnale” per ricordare che solo il Congresso può mandare gli Stati Uniti in guerra, definendo “un atto di guerra” il raid americano dello scorso sabato a Caracas. Tra i cinque, anche le moderate Lisa Murkowski e Susan Collins, spesso su posizioni contrarie a Trump.
“Credo che invocare il War Powers Act in questo momento sia necessario, considerate le dichiarazioni del presidente riguardo alla possibilità di truppe sul terreno e il consistente impegno a gestire il Venezuela, cosa su cui sono in disaccordo”, ha dichiarato Collins. Per il conservatore Todd Young, “una lunga campagna in Venezuela che coinvolga i militari americani sarebbe l’opposto dell’obiettivo di Trump di mettere fine al coinvolgimento all’estero”.
Il voto di oggi ha un valore essenzialmente simbolico, dal momento che anche dopo l’eventuale approvazione finale al Senato non è sicuro che il passaggio alla Camera, senza contare che sarebbe scontato il veto di Trump. Resta comunque il peso politico delle posizioni prese dai cinque senatori repubblicani.
Venezuela: verso liberazione detenuti, speranza per Trentini
Restano accesi i riflettori su Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre un anno. Con una speranza in più. Si è aperto uno spiraglio per l’operatore umanitario, dopo l’annuncio secondo cui il rilascio di “un numero importante” di prigionieri politici, tra cui cittadini stranieri, potrebbe avvenire “nelle prossime ore”. A comunicarlo è stato Jorge Rodriguez, presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana. Rodriguez non ha però specificato quante persone saranno effettivamente liberate. Il presidente del Parlamento ha spiegato che la decisione di scarcerare i prigionieri politici rappresenta “un gesto unilaterale per rafforzare la nostra incrollabile volontà di consolidare la pace nella Repubblica e la convivenza pacifica tra tutti”. Come sottolinea il “New York Times”, si tratta del primo segnale pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell’opposizione venezuelana.
Nel frattempo il governo Meloni continua a lavorare sul dossier con la massima discrezione, nel tentativo di arrivare alla liberazione di Trentini. Del caso ha parlato ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia ha riferito di aver discusso con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi in corso per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti a Caracas. Rubio – ha aggiunto – “ha accolto positivamente la posizione dell’Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini”. Tajani interverrà in Parlamento martedì 13 gennaio sulla crisi venezuelana, oltre che sulla strage di Crans-Montana in Svizzera. Sul blitz statunitense e sulla cattura del presidente Nicolas Maduro, il titolare della Farnesina terrà un’informativa.
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