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title: "Venezuela, Williams Dávila è un uomo libero: &#8220;Vi racconto le torture del regime di Maduro&#8221;"
description: "Williams Dávila, ex deputato dell'Assemblea nazionale del Venezuela, è stato rilasciato dopo 550 giorni di reclusione"
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date: 2026-03-13
author: Camilla Parigi
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categories: [Esteri]
tags: [venezuela]
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# Venezuela, Williams Dávila è un uomo libero: &#8220;Vi racconto le torture del regime di Maduro&#8221;

![Dàvila](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/UNA-FOTO-44-1024x639.jpg)

Williams Dávila, ex deputato dell'Assemblea nazionale del Venezuela, è stato rilasciato dopo 550 giorni di reclusione

Dopo **550 giorni di prigionia**, il dissidente venezuelano Williams Dávila è tornato libero e ha raccontato pubblicamente le torture e le violenze subite durante la detenzione sotto il governo di Nicolás Maduro. **L’ex deputato dell’opposizione era stato arrestato nell’agosto 2024 dopo aver criticato il regime in un’intervista.**

Dávila ha descritto la sua detenzione come un tentativo sistematico di distruggerlo psicologicamente: "**Quello che mi accadde l’8 agosto 2024 fu l’esecuzione di un crimine contro l’umanità**: fui sottoposto a una sparizione forzata", racconta Dávila. Durante quel periodo la mia famiglia non ebbe alcuna notizia. Mio fratello maggiore, Hugo, girò tutti i centri di detenzione e ovunque ricevette la stessa risposta ufficiale: che io non ero lì" prosegue “**Volevano spezzarmi e terrorizzarmi**, ma non mi sono piegato".

“Quasi sono morto mentre ero all’Helicoide. A causa della mia cattura violenta, che mi provocò una ferita cadendo sul pavimento, sviluppai un processo di infezione che degenerò in setticemia e prostatite severa. **Quando finalmente decisero di portarmi in un vero centro ospedaliero, stavo già entrando in uno stato di shock. Le condizioni di reclusione in Venezuela sfidano la dignità umana: con gli interrogatori hanno cercato di spezzarmi, di terrorizzarmi psicologicamente. Mi chiedevano più e più volte chi fosse il mio padrino politico, dove si trovasse il mio telefono e informazioni su persone e fatti che si erano verificati dopo le elezioni del 28 luglio. Ma, la libertà di coscienza, di espressione e di discernimento è inalienabile; non si negozia né si piega in nessuna circostanza”**.

Secondo il suo racconto, la pressione psicologica era costante: isolamento, minacce e interrogatori prolungati per costringerlo a collaborare. Nonostante la sua liberazione, l’ex deputato ha ricordato che **centinaia di oppositori restano ancora detenuti** nel Paese, chiedendo alla comunità internazionale di non dimenticare la situazione dei prigionieri politici venezuelani.

Di *Camilla Parigi*
