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Verità russe per le anime belle d’Italia

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“L’esercito russo non sta combattendo contro l’Ucraina ma contro la Nato, che non solo consegna armi e munizioni, ma fornisce informazioni preziose di intelligence”. Sono le Parole di Dmitrij Suslov, a capo del Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia – ‘think tank’ del Cremlino

Verità russe per le anime belle d’Italia

“L’esercito russo non sta combattendo contro l’Ucraina ma contro la Nato, che non solo consegna armi e munizioni, ma fornisce informazioni preziose di intelligence”. Sono le Parole di Dmitrij Suslov, a capo del Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia – ‘think tank’ del Cremlino
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Verità russe per le anime belle d’Italia

“L’esercito russo non sta combattendo contro l’Ucraina ma contro la Nato, che non solo consegna armi e munizioni, ma fornisce informazioni preziose di intelligence”. Sono le Parole di Dmitrij Suslov, a capo del Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia – ‘think tank’ del Cremlino
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“Non c’è dubbio che il cambio di regime fosse nei piani originali dell’invasione. Non ha funzionato. E oggi non è più considerato perseguibile dalla Russia. L’assunzione iniziale, che l’Ucraina sarebbe crollata come un castello di carte senza opporre resistenza, si è rivelata errata. L’esercito ucraino ha opposto una resistenza impressionante, aiutato massicciamente dall’Occidente. Direi che questa è la ragione principale della capacità di resistere così a lungo. L’esercito russo non sta combattendo contro l’Ucraina ma contro la Nato, che non solo consegna armi e munizioni, ma fornisce informazioni preziose di intelligence”. Non è qualcosa scritto in queste otto settimane di guerra da La Ragione, anche se più volte abbiamo espresso esattamente gli stessi concetti. Alla lettera. Sono parole di Dmitrij Suslov, a capo del Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia – ‘think tank’ del Cremlino – tratte dall’intervista pubblicata questa mattina dal Corriere della Sera. Pensate un po’, uno che si definisce sostanzialmente una ‘colomba’, rispetto ai ‘falchi’ che si troverebbero in abbondanza intorno allo zar. Immaginate il resto della cricca. Trovate qualche secondo per rileggere, con estrema attenzione, i diversi passaggi delle parole di Suslov. Emerge esattamente ciò che cerchiamo di spiegare da due mesi, in particolare alle anime belle che in questo benedetto paese continuano a voler negare la realtà. A girare la faccia dall’altra parte, davanti anche all’orrore di Bucha, le fosse comuni che emergono mostruosamente in tutta l’Ucraina e vedete qui nelle foto satellitari, alla mattanza di Mariupol. Quanto a quest’ultima, ricordo bene la prima volta che ne parlammo, in un’intervista che trovate nel sito e nell’app de La Ragione. Erano i giorni dell’assalto russo alla centrale nucleare di Zaporižžja e con l’inviato del Corriere della Sera Andrea Nicastro facemmo il punto su quanto stesse accadendo, finendo per ragionare sulle ben note tattiche russe di spianamento delle città, le metodologie di combattimento che coinvolgono scientemente i civili e che puntualmente abbiamo dovuto raccontare in queste settimane di follia. Basta voler vedere, basta voler ascoltare, basta voler leggere. Tutto il resto è fuffa, fumo utile solo a Vladimir Putin e ai suoi disegni. Si badi, non per stanchezza della guerra e paura delle sue conseguenze. È qualcosa di molto più profondo: è convincimento di dove siano torti e ragioni. È il ribaltamento assoluto della realtà e delle responsabilità. Da combattere ogni giorno.   Di Fulvio Giuliani

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