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title: Victoria Amelina, martire d’Europa
description: Una sala della biblioteca Gallaratese di Milano è stata intitolata a Victoria Amelina, attivista, poetessa e scrittrice ucraina
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date: 2024-04-04
modified: 2024-04-05
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/esteri/victoria-amelina/
categories: [Esteri]
tags: [cultura, esteri, Ucraina]
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# Victoria Amelina, martire d’Europa

![Victoria Amelina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-1035-1024x639.jpg)

Una sala della biblioteca Gallaratese di Milano è stata intitolata a Victoria Amelina, attivista, poetessa e scrittrice ucraina. All'inaugurazione è seguita la mostra "UCRYna" del collettivo Memora

**«Non scrivo poesia / Scrivo prosa / Ma la realtà della guerra / si mangia la punteggiatura» amava scrivere Victoria Amelina**. È stata non soltanto una scrittrice ma anche una poetessa e un’attivista dei diritti umani fin dall’inizio dell’invasione russa, grazie alla collaborazione con l’organizzazione Truth Hounds. **Vincitrice nel 2021 del premio letterario Joseph Conrad, finalista del Premio dell’Unione europea per la letteratura e del Premio UN Women in Arts, oggi è una martire d’Europa**. Victoria avrebbe potuto raggiungere il marito in Canada o vivere a Leopoli (una delle poche zone sicure rimaste in Ucraina) **ma decise di mettere le sue capacità narrative al servizio del suo Paese**. Grazie a questa donna che ha scavato – letteralmente – **a mani nude per scoprire e catalogare i crimini di guerra russi nelle zone occupate, i diari dello scrittore ucraino Volodymyr Vakulenko, sotterrati dai soldati russi, hanno ritrovato la luce.** Victoria Amelina è stata strappata alla vita a soli 37 anni, lo scorso giugno, **durante l’attentato terroristico russo che a Kramatorsk colpì il ristorante Ria**, famoso per essere un luogo di ritrovo non solo di civili ucraini ma anche di giornalisti e operatori umanitari provenienti da tutto il mondo.

**È a questa donna coraggiosa che la Biblioteca Gallaratese di Milano ha intitolato una sala, non a caso dedicata proprio alla libertà di espressione e d’informazione**. La cerimonia di inaugurazione, avvenuta giorni fa, **è stata accompagnata dalla mostra fotografica “UCRYna” (Tu piangi Ucraina) di Carlo Cozzoli e Marco Cremonesi del collettivo ‘Memora’ **– 28 scatti realizzati in Ucraina durante il conflitto – curata da Samar Zaoui e Alessandro Cimma e che ha visto, tra gli altri, la presenza dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e della vice console ucraina Viktoriia Fufalko.** Il titolo della mostra rielabora il nome dell’Ucraina, la u (dal gergo inglese utilizzata come abbreviazione del pronome *you*) diventa una personificazione del Paese aggredito, mentre CRY richiama il verbo inglese “piangere”.** L’intento (ben riuscito) è quello di rievocare il grido di dolore del popolo ucraino, di avvicinare i visitatori a tutti quei civili che quotidianamente sono vittime di un conflitto e di far comprendere la tragedia della guerra. Tre i temi cardine della mostra: l’inizio del conflitto **(le foto immortalano le prime reazioni dei civili nei giorni successivi all’aggressione russa del 24 febbraio 2022);** la resistenza vista dagli occhi di Kherson, città divenuta icona della forza del popolo ucraino; la caduta dei simboli legati all’identità russa in terra ucraina.

*Kyiv, dicembre 2022. Una donna osserva un carro armano russo esposto come trofeo
di guerra, in una piazza della capitale dell’Ucraina. Sin dai primi mesi della guerra i
successi dell’esercito ucraino sono stati esibiti per dare sempre più morale alla
popolazione e infondere maggiore fiducia nei confronti delle forze armate.
© Carlo Cozzoli / Memora*

*Kherson, gennaio 2023. Un gruppo di cittadini che sono rimasti nella città dell’Oblast
omonimo, contesa e assediata sin dalle prime fasi del conflitto aspettano la distribuzione
degli aiuti umanitari gestita da un’ Ong locale. Da quando è scoppiata la guerra secondo
le stime del World Food Programe circa undici milioni di persone si trovano in una
situazione di insicurezza alimentare
© Marco Cremonesi / Memora*

*Mykolaiv, marzo 2022. Un soldato ucraino cammina tra i relitti di una colonna di camion
militari russi distrutti dalle forze ucraine. Il militare di Kyiv appartiene a una delle molteplici
brigate inseriti all'interno delle forze regolari ucraine che dopo i bombardamenti hanno il
compito di recuperare materiale e detriti per la riparazione dei mezzi bellici Ucraini.
© Marco Cremonesi / Memora*

*Bakhmut, febbraio 2023. Anatoly Sushchenko, 86 anni, ex architetto che ha lavorato
per tutta la sua vita nella sua città natale contribuendo con i suoi progetti alla costruzione
e allo sviluppo di Bakhmut, oggi, a causa della situazione di penuria e miseria provocata
dal conflitto, raccoglie acqua da una pozzanghera durante i giorni dell’assedio.
© Carlo Cozzoli / Memora*

*Kramatorsk, febbraio 2023. Alcuni civili si stavano recando in città per acquistare beni
di prima necessità e alimenti quando sono stati sorpresi da un bombardamento russo. I
cittadini, non riuscendo a trovare un riparo all’istante, sono stati travolti dalla
deflagrazione e dalle schegge e alcuni di loro giacciono gravemente feriti, sulla neve di
Kramatorsk, in uno stato di incoscienza.
© Carlo Cozzoli / Memora*

*Lviv, marzo 2022. Fuori dalla città di Lviv lungo l'asse che conduce a Ternopil appare la statua iconica di epoca sovietica che raffigura un soldato dell'Armata Rossa in ginocchio e sul piedistallo ai suoi piedi sono incisi i nomi dei caduti sovietici durante la seconda guerra mondiale. Il monumento è stato decapitato in sfregio al ricordo dei soldati di Stalin e di tutto ciò che richiama la vicinanza con Mosca e il periodo dell'Unione Sovietica. © Marco Cremonesi Memora*

**Quella di Milano non è l’unica iniziativa che ricorda Victoria Amelina. Grazie alla presidente Roberta Metsola, il prossimo luglio le sarà dedicata anche la sala lettura del Parlamento europeo.**

di *Claudia Burgio*
