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title: Vino e dazi, una pessima annata
description: "Per le famiglie americane il vino rappresenta il 33% della passione per il Made in Italy sulla tavola. L'export vale oltre 2 miliardi"
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date: 2025-04-06
modified: 2025-04-07
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/esteri/vino-e-dazi-una-pessima-annata/
categories: [Esteri]
tags: [cibo, dazi, economia, esteri, politica, Trump]
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# Vino e dazi, una pessima annata

![vino-dazi-trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/vino-dazi-trump-1024x639.jpg)

Per le famiglie americane il vino rappresenta il 33% della passione per il Made in Italy sulla tavola. In termini di soldi veri, per le esportazioni verso gli Stati Uniti il settore vino vale oltre 2 miliardi e impiega circa 450mila lavoratori

Sulla Cnn appare il marchese Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini (Uiv). Splittato nell’immagine sullo schermo accanto a bottiglie italiane. Sotto scorre il fascione rosso della stangata trumpiana sul vino del Belpaese. È il segno che molto – negli Stati Uniti – è cambiato. **Quanto durerà la daziata di The Donald nessuno lo può prevedere. Ma quel che è certo è che adesso, più che al futuro, tocca guardare al presente. **Fare i conti su quanto ci costeranno i dazi e decidere le misure da prendere per evitare il peggio.

L’annuncio di Trump all’inizio d’aprile, a pochi giorni dal Vinitaly che si terrà a Verona fino a mercoledì prossimo, aggiunge al danno la beffa. I numeri del resto parlano chiaro. **Per le famiglie americane il vino rappresenta il 33% della passione per il Made in Italy sulla tavola. Preceduto dalla pasta, dall’olio d’oliva, dai formaggi e dalle salse.** In termini di soldi veri, per le esportazioni verso gli Stati Uniti il settore vino vale oltre 2 miliardi e impiega circa 450mila lavoratori.

La situazione è critica e il marchese Frescobaldi l’ha detto chiaro, avanzando anche una proposta per attenuare i danni dei dazi sul settore enologico. «**Con i sanguinosi dazi americani al 20% il mercato dovrà tagliare i propri ricavi di 323 milioni di euro all’anno. Pena l’uscita dal mercato per buona parte delle nostre produzioni»** ha osservato. «Perciò l’Unione Italiana Vini è convinta della necessità di fare un patto fra le nostre imprese e gli alleati commerciali d’oltreoceano che più di noi traggono profitto dai vini importati. **Serve condividere l’onere dell’extra-costo ed evitare di riversarlo sui consumatori**».

Nei suoi interventi di questi giorni sulla questione dei dazi,** Frescobaldi ha provato anche a mandare qualche segnale alla politica italiana ed europea in merito alle contromisure da adottare. Per arginare la politica trumpiana. **«Sarà difficile per molti. Ma ciò che oggi spaventa ancora di più è che si ingeneri un gioco al rialzo davvero esiziale tra l’amministrazione americana e quella europea. **L’accoglimento in sede Ue della proposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani di escludere gli alcolici, e quindi il vino, da eventuali dispute sarà fondamentale**». Vedremo come si muoverà Bruxelles per rispondere a Washington (mentre sulle Borse, in questi giorni, [si è scatenato l’inferno](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/panico-delle-borse-per-i-dazi-di-trump/)) sul tema. Non soltanto del vino ma di tutte le merci e i prodotti colpiti dai dazi.

Lasciando la politica e guardando invece ai rapporti fra alleati commerciali privati sulle due sponde dell’Atlantico, **non vi è dubbio che la proposta dell’Uiv sia una strada percorribile. Pesa su questa però una domanda semplice: gli alleati commerciali degli europei in America daranno una mano oppure no?** In quest’attesa, per nulla allegra, per non sembrare troppo pessimisti consoliamoci almeno con una certezza. Non potranno essere i vini della californiana Napa Valley a sostituire sulle tavole americane la qualità del vino italiano. Donald Trump, fra un dazio e l’altro, ci beva su. Vino italiano.

Di *Massimiliano Lenzi*
