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title: "Vita in Ucraina: condizionamento totalitario"
description: La vita in Ucraina, nel cuore delle zona occupate dai russi, sembra tratta da un capitolo di Orwell o Aldous Huxley.
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date: 2022-08-27
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/vita-in-ucraina-condizionamento-totalitario/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Vita in Ucraina: condizionamento totalitario

![vita in ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-55.png)

La vita in Ucraina, nel cuore delle zona occupate dai russi, sembra tratta da un capitolo di Orwell o Aldous Huxley.

Il cuore delle tenebre può essere descritto soltanto da dentro. **Entrare e uscire da Kherson e Mariupol è praticamente impossibile**. Oltre all’esposizione diretta al tiro dei cecchini, **la polvere radioattiva sollevata dagli occupanti** e spostata dal vento attorno alla **centrale nucleare di [Zaporizhzhya](https://laragione.eu/esteri/esercito-russo-continua-attacchi-a-zaporizhzhya-energoatom-allarme/)** rende ancor più inaccessibili alcuni passaggi. Un simile, folle espediente costò la vita ai militari russi costretti a scavare terrapieni attorno alla centrale dismessa di **Chernobyl**.

**Chi però ha parenti all’interno** delle zone occupate** riesce con qualche stratagemma a comunicare con loro**, carpendo importanti informazioni. **Come nella Grande Guerra il dialetto sardo** veniva usato dai portaordini sul Carso in quanto incomprensibile, **e nella Seconda Guerra Mondiale **avvenne **con la lingua navajo** per le trasmissioni in codice degli Usa, **i dialetti locali misti tra ucraino, rumeno e moldavo si prestano bene per intendersi tra chi sa masticarli.** Insieme a qualche accorgimento tecnico, si può comunicare.

**Le connessioni ad internet sono state dirottate verso snodi russi sottoposti a restrizioni**, che impediscono l’inoltro di richieste verso siti ritenuti non-idonei dalla macchina della censura del Cremlino. **Così sono stati esclusi i social network occidentali e tutti i siti d’informazione scomodi**. Il gestore di un *provider* ha raccontato che una mattina i militari russi sono entrati e, puntata una pistola alla testa, gli hanno detto: **o fai come ti diciamo, o muori.** I conti correnti sono stati convertiti al sistema russo sottoposto a sanzioni, dunque è difficile fornire aiuto a meno di ricorrere alle criptovalute. Telefoni, radio e tv sono passati subito sotto rete russa.

** Tutte le testimonianze raccolte descrivono un sistema strutturato per condizionare il pensiero della gente in maniera scientifica**, pavloviana: sembra il *Brave New World* descritto da Aldous Huxley. Reti elettrica e idrica disconnesse: i** telefoni si possono caricare solo collegandosi a camion che da enormi pannelli posti ai due lati passano anche di notte cinegiornali russi** e programmi di storia sovietica distorta. **Schermi e megafoni di *orwelliana* memoria sono anche accanto alle docce comuni allestite per strada.** Vicino, i forni crematori mobili. Le poche scuole riaperte insegnano russo su libri che escludono totalmente letteratura e storia ucraine: **in uno ho letto che s’imputa all’Ucraina il crollo dell’Urss.** Taras Schevchenko non è mai nato.

**Il primo semaforo a Mariupol ha funzionato ieri: un evento, perché la gente vive, dorme e cucina ancora per strada.** Lava i panni nelle pozzanghere, non lontane dalle croci sotto cui si trovano alcuni cari. Civili ridotti a randagi. Durante le perquisizioni quotidiane a caccia di presunti partigiani, c**asa per casa si raccolgono nominativi e documenti d’identità col chiaro scopo di usarli in referendum-farsa** mirati ad annettere intere *Oblast’ *nel metodo definito «legittimo, democratico e liberale» da Berlusconi e Salvini secondo cui la Crimea sarebbe russa. **I bambini non rapiti sono mandati bendati per i campi minati.** Ma alcune telecamere hanno continuato a riprendere… **Così a Bucha e Borodyanka.** **Quando saranno diffuse, le immagini costituiranno prova inconfutabile di un genocidio.**

di Giorgio Provinciali

 
