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title: &quot;WSJ: &#8220;Per gli 007 americani Putin non avrebbe ordinato direttamente la morte di Navalny&#8221;&quot;
description: &quot;La tempistica della morto di Navalny non sarebbe stata voluta specificatamente da Putin. Peskov: \&quot;Articolo non di qualità\&quot;&quot;
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date: 2024-04-27
modified: 2024-04-28
author: Ruggero Fontana
url: https://laragione.eu/esteri/wsj-per-gli-007-americani-putin-non-avrebbe-ordinato-direttamente-la-morte-di-navalny/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, russia, Ucraina]
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# WSJ: &#8220;Per gli 007 americani Putin non avrebbe ordinato direttamente la morte di Navalny&#8221;

![WSJ Navalny](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-1098-1024x639.jpg)

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2024-02-20 17:00:06

2024-02-20 16:00:06

La memoria di Navalny deve sopravvivere a lungo a quella, sciagurata, dei suoi carnefici. Ovviamente, agli atti testimoniali e simbolici occorre far seguire adeguate decisioni politiche

Alexey Navalny è morto suicida. No, non è una fake news propalata dagli organi di propaganda di Putin. E neppure una risposta ironica alla gaffe di Tajani. Navalny sapeva benissimo che – dopo essere fortunosamente sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento, strappato in drammatiche condizioni dalle fauci dell’orso zarista – tornare in Russia come oppositore significava sfidare apertamente Putin a ucciderlo pubblicamente. È stato un suicidio politico eroico e ‘testimoniale’ che ne fa una figura simbolica a suo modo immortale. Come Jan Palach, che a vent’anni si immolò nel 1969 a Praga per protestare contro l’invasione russa della Cecoslovacchia. Oggi il suo memoriale, una croce granitica, al suolo, ricorda questo atto drammatico nell’iconica Piazza San Venceslao.

L’obiettivo di Putin non era tanto l’eliminazione fisica del suo oppositore più attivo, ma l’offuscamento della sua persona, della sua esistenza, della sua memoria. Gli organi del regime si astenevano sistematicamente dal nominarlo. Orbene, la prima, più efficace maniera di onorare questa testimonianza – drammatica ma certamente non disperata – consiste nel dar corpo alla sua memoria. In Occidente e nei Paesi liberi, ovunque possibile, le competenti autorità potrebbero decidere di intitolare ad Alexey Navalny le vie o piazze ove hanno sede le ambasciate e i consolati della Federazione Russa. Non sarebbe un gesto di sfida o di aggressione ma una maniera simbolica, non violenta e ‘tagliente’, per ricordare a tutti i russi che si trovano in Occidente e a chi vuole recarsi in Russia che la testimonianza di Navalny è viva e il suo nome non è destinato all’oblio. Un gesto per onorare e ricordare tutti i russi che si sono battuti e continuano a operare per la fine dell’autocrazia neozarista in Russia. Non basta deporre fiori od organizzare fiaccolate estemporanee. Occorrono atti destinati a durare nel tempo. La memoria di Navalny deve sopravvivere a lungo a quella, sciagurata, dei suoi carnefici.

Ovviamente, agli atti testimoniali e simbolici occorre far seguire adeguate decisioni politiche. Non dobbiamo reagire aggredendo i carnefici militarmente ma sconfiggendo la loro arroganza aggressiva, in Ucraina in primise altrove quando necessario. L’Occidente non manca di risorse morali, ma neanche di forze finanziarie e militari. Bisogna utilizzarle con intelligenza, rapidità e assoluta determinazione. Per onorare la memoria non soltanto di Navalny ma anche delle migliaia di anonimi militi e civili che hanno già dato la vita per resistere all’aggressione putiniana.

di Ottavio Lavaggi 

Dedicare vie a Navalny per preservarne la memoria

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2024-02-20 19:41:25

2024-02-20 18:41:25

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47225

2024-03-01 07:30:31

2024-03-01 06:30:31

DA MOSCA - Oggi i funerali di Navalny si terranno &quot;in forma strettamente riservata&quot;, come annunciato dalla madre Lyudmila. Non è detto che tutto filerà liscio

DA MOSCA – Alla fine i funerali di Navalny si terranno oggi «in forma strettamente riservata», come ha annunciato la madre Lyudmila. Così l’ultimo saluto al coraggioso politico russo si terrà alle condizioni imposte dalle autorità, che hanno anche chiesto esplicitamente alla famiglia che non si faccia più alcuna analisi sui motivi della sua morte. Sono condizioni umilianti per un moscovita che qui aveva parenti, amici e molti sostenitori, ma le draconiane imposizioni del Cremlino si situano in un momento storico in cui ogni parvenza di Stato di diritto è stata cancellata.

Tuttavia, non è detto che tutto filerà liscio. La famiglia e i sostenitori di Navalny ritengono che un funerale in forma strettamente riservata, come preteso dal sindaco Sergey Sobyanin, non significhi che la gente presente in chiesa non possa accompagnare la bara al cimitero. Fra la chiesa dell’Icona Dio Madre nei pressi della fermata della metro Marinyno e il cimitero Borisovky c’è circa un chilometro e mezzo in cui si dovrebbe snodare, secondo gli organizzatori, un corteo silenzioso. La polizia non sembra però voler permettere neppure questo e sta approntando misure di sicurezza come la chiusura della fermata della metropolitana e la dislocazione di reparti antisommossa nella zona. Come ulteriore misura ‘cautelare’ è stato posto sotto detenzione l’avvocato di Navalny, Vasily Dubkov.

La stampa e le televisioni stanno facendo la loro parte: nessuno ha informato del prossimo funerale dell’oppositore. Ivan Zhdanov, uno dei collaboratori di Navalny ancora a piede libero, ritiene che potrebbe anche esserci un tentativo di impedire alla gente di onorare la memoria di Navalny non permettendo il funerale all’ultimo minuto. Allo stesso tempo, nelle ultime ore i troll filogovernativi e degli anonimi sostenitori di Putin si sono scatenati sui social mandando degli avvertimenti a chiunque volesse partecipare alle esequie. «Fra coloro che intendono partecipare pochi pensano alle possibili conseguenze» si legge in uno di questi messaggi. «E non si tratta solo di pene detentive, ma di qualcosa di molto più grave. Soprattutto per i maschi. Ci pensino prima di manifestare: la tecnologia è già stata messa a punto e ora è possibile mandarvi direttamente in guerra. Dopo la conquista di Avdeevka, la Russia sta pianificando le nuove offensive e c’è urgente bisogno di nuovi soldati». La minaccia è già stata messa in atto a San Pietroburgo dopo le manifestazioni del 24 febbraio: sei partecipanti hanno visto il loro fermo in Questura trasformarsi in arruolamento forzato.

La data del funerale era inizialmente prevista per il 29 febbraio ma avrebbe rischiato di ridurre l’attenzione dei media stranieri per il discorso di Putin all’Assemblea Federale, il quale ovviamente non ha dedicato neppure una parola alla morte di Navalny. Il presidente russo non ha mancato invece di ripetere le solite minacce all’Occidente e di enumerare i suoi presunti successi di questi ultimi anni, annunciandone di nuovi. Come il raggiungimento dell’aspettativa di vita per i russi a 78 anni (ma nel 2018 aveva promesso che sarebbe stata di 80 anni entro quest’anno…). Grandi applausi in sala. Tutti in piedi e inno nazionale.

L&#039;articolo di Yurii Colombo scritto da Mosca

I funerali di Navalny

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2024-03-01 12:26:18

2024-03-01 11:26:18

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