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title: Xi dice no a Trump e abbraccia Mosca 
description: Il presidente cinese Xi Jinping ha declinato l’invito di Donald Trump a partecipare alla cerimonia di insediamento, da presidente
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date: 2024-12-16
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/esteri/xi-dice-no-a-trump-e-abbraccia-mosca/
categories: [Esteri]
tags: [Cina, esteri, Trump, usa]
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# Xi dice no a Trump e abbraccia Mosca 

![XI Trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Evidenza-sito-1866-1024x638.jpg)

Il presidente cinese Xi Jinping ha declinato l’invito di Donald Trump a partecipare alla cerimonia di insediamento, da presidente

**Il presidente cinese Xi Jinping ha declinato l’invito di Donald Trump a partecipare alla cerimonia di insediamento, da presidente, a Washington il 20 gennaio prossimo**. La notizia che il presidente cinese non ci sarà è stata data dalla Cnn che ha citato sue fonti informate, aggiungendo che al posto di Xi sarà presente «**una delegazione di alti funzionari cinesi**». Per Donald Trump **si tratta del primo smacco **politico dopo la vittoria trionfale nelle presidenziali di novembre. Le sue posizioni rigide rispetto a Pechino – a cominciare da quelle sull’economia e sui dazi – **non hanno certamente aiutato,** anche se in questo caso il vero enigma politico più che Trump riguarda **il *leader* cinese Xi Jinping.**

Andare a Washington per l’insediamento del successore di Joe Biden **avrebbe infatti rappresentato un gran segnale diplomatico e di disponibilità a discutere, da avversari, dei vari temi in campo** che dividono Pechino e gli Stati Uniti, temi in cui rientra anche la guerra russa in Ucraina. Ed è qui, arrivando al conflitto che da oltre due anni e mezzo insanguina l’Europa, **che l’enigma cinese si fa ancor più difficile da decrittare. Cosa vuole Pechino? Che ambizioni ha?** Punta a una pace possibile o **ritiene che la guerra in Ucraina sia utile per distrarre l’Occidente dall’Indo-Pacifico **e dalle mire del Dragone su Taiwan? Domande dirimenti, dalle cui risposte dipendono i rapporti e le relazioni fra la Cina da una parte e gli Usa e l’Unione europea dall’altra.

Certo, guardando alla visita in Cina di questi giorni di Dmitry Medvedev, vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, **non c’è da star granché tranquilli**.** Medvedev ha incontrato Xi Jinping, il quale ha ribadito al politico russo che Cina e Russia dovrebbero rafforzare ulteriormente il coordinamento**, la cooperazione e promuovere lo sviluppo globale nella «giusta direzione»**. Xi ha pure fatto notare a Medvedev** (uno dei falchi più spinti rispetto alla guerra in Ucraina della nomenclatura di Putin) **come le relazioni bilaterali fra i due Paesi si siano sviluppate all’insegna del «mutuo rispetto, della coesistenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutt**i**»**, sollecitando a questo proposito la Russia a un ulteriore e maggiore coordinamento con Pechino a livello dei Brics, delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco).

**Xi Jinping nel suo incontro con Medvedev ha toccato anche il tema della guerra in Ucraina **spiegando che continuerà «a lavorare con la comunità internazionale per creare condizioni favorevoli **a una soluzione politica della crisi» e ribadendo che la Cina, dal canto suo e per il suo ruolo internazionale, ha «ripetutamente sottolineato la necessità di aderire a tre princìpi»**, ovvero impedire l’allargamento del campo di battaglia, scongiurare l’*escalation* e non gettare ulteriore benzina sul fuoco. Si tratta, a voler essere realisti, **di tre princìpi teorici che nulla nella pratica quotidiana della guerra hanno inciso**. Una posizione a parole, quella di Xi Jinping, che nella sostanza dei fatti si manifesta invece come il sostegno di Pechino a Mosca.

Ed è qui che il rovello della sfinge cinese si fa ancora più inquietante: **cosa passa per la testa del suo *leader* Xi e della sua classe dirigente riguardo alla geopolitica internazionale? **La volontà di alzare le tensioni o di ridurle? Il no all’invito rivolto da Trump a Xi è una prima risposta che non promette nulla di buono.

di *Massimiliano Lenzi *
