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title: Zelensky a Davos e il controllo ucraino
description: Zelensky a Davos mentre l’Ucraina si sta riappropriando del controllo dello spazio aereo-marittimo entro le sue coste
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date: 2024-01-17
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/zelensky-a-davos-e-il-controllo-ucraino/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, guerraucraina]
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# Zelensky a Davos e il controllo ucraino

![Zelensky a Davos](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore.jpg)

Zelensky a Davos mentre l’Ucraina si sta riappropriando del controllo dello spazio aereo-marittimo entro le sue coste

Kyiv – Il capo di Stato maggiore ucraino generale **Zaluzhnyj ha ufficialmente confermato l’abbattimento di due velivoli russi dall’alto valore strategico oltre che economico**. Si tratta d’un **modello A-50**, cioè la risposta sovietica all’americano Awacs (sistema d’allarme e controllo aereo attivo dal 1972) nel campo del rilevamento *radar* a lungo raggio per l’aviazione (Ldlo) e d’un Il-22, che è un velivolo dedicato alla ricognizione aerea. In base alla quota di volo, il primo è in grado di rilevare cacciabombardieri nemici a una distanza massima compresa tra 200 e 600 km, oltre a poter scortare un gran numero d’aeromobili fornendo loro complessi sistemi di difesa fra cui il disturbo a infrarossi e contromisure radio attive e passive. **Il secondo è un più moderno aereo da guerra elettronica (Ew)** votato al rilevamento d’altri sistemi Awacs o dotati di *radar* a terra (fra cui ad esempio i Patriot), che equipaggia anche sofisticati dispositivi di soppressione del segnale radio. Entrambi vengono impiegati da Mosca durante i *raid* contro l’Ucraina e serviranno ancor di più quando quest’ultima disporrà degli agognati F-16.

**L’A-50 è precipitato nelle poco profonde acque del Mar d’Azov** (motivo per cui recuperarne la carcassa non sarà difficile), **mentre il secondo è scomparso dai *radar* nella zona di Kerch** dopo l’inizio della discesa verso l’aeroporto più vicino, ad Anapa. I *media* russi hanno ammesso tardivamente la grave perdita patita dall’aviazione interna (uno smacco complessivo da quasi 400 milioni di dollari), salvo imputare entrambi gli abbattimenti a «un eccesso di prontezza dei sistemi di difesa aerea russi».

Per quanto Mosca provi a convincere la propria opinione pubblica del contrario, pur non disponendo d’una flotta navale e nemmeno degli F-16 **l’Ucraina si sta riappropriando del controllo dello spazio aereo-marittimo entro le sue coste**. Nessuno prima d’ora era mai riuscito ad abbattere velivoli per il rilevamento *radar* di tale portata.

Secondo il capo dell’*intelligence* ucraina Kyrylo Budanov, **Mosca disporrebbe complessivamente ancora di 8 A-50**. Per quanto tale stima possa apparire alta in senso assoluto, le perdite patite dall’aviazione russa costituiscono un *vulnus* non da poco, tenuto conto dell’estensione territoriale della Federazione Russa e dei fronti su cui è impegnata senza poter abbassare la guardia.

Rapportata alle forze impiegate sul terreno di battaglia, tale riflessione auspico aiuti a comprendere che **le perdite russe** – 363mila uomini, 6.113 carrarmati (il 90% del totale), 24 navi, 11.358 blindati – **non sono affatto irrilevanti**. Se è vero infatti che la Federazione Russa è 27 volte più estesa territorialmente dell’Ucraina, il numero dei suoi abitanti è appena tre o poco più volte maggiore. La quantità d’apparati necessari alla gestione d’un territorio così vasto è enormemente superiore a quella ucraina. Basti pensare alle sole risorse impiegate nel controllo di confini che sono 15 volte più estesi.

Questo è il motivo per cui – non disponendo d’armamenti sufficienti a sfondarne le difese – Zaluzhnyj ha puntato a fiaccare il contingente russo durante la seconda controffensiva. Per queste ragioni lo *slogan* duginiano (secondo cui «da Lisbona a Vladivostok tutto sarà Russia») preso in prestito da Putin nella sua campagna presidenziale per ricordare ai suoi poveri sudditi che «la Russia non ha confini» **dovrebbe suonare più come un campanello d’allarme che come una minaccia**.

*di Giorgio Provinciali*

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