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title: Zelensky-Putin, minimi spiragli da sfruttare. Il rebus Trump
description: Zelensky- Putin. Non è il momento delle facili illusioni, ma è un fatto che qualcosa si stia muovendo negli ultimi giorni.
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date: 2025-05-12
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, Ucraina]
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# Zelensky-Putin, minimi spiragli da sfruttare. Il rebus Trump

![Zelensky-Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/Zelensky-Putin-1024x639.jpg)

Zelensky- Putin. Non è il momento delle facili illusioni, ma è un fatto che qualcosa si stia muovendo negli ultimi giorni

Siamo lontani, ancora lontani ma è giusto archiviare la domenica con un lampo di soddisfazione, dopo aver letto il tweet del presidente ucraino **Volodymyr Zelensky in cui ha scritto nero su bianco di “aspettare Putin giovedì in Turchia”**, per un faccia a faccia diretto fra i leader dei due Paesi in guerra da oltre tre anni.

Ripetiamo, non è il momento delle facili illusioni, non ci riteniamo degli ingenui pronti a bersi qualsiasi comoda narrazione, ma è un fatto che qualcosa si stia muovendo negli ultimi giorni.
E, nonostante tutto quello che si possa pensare e la solita propaganda di un certo tipo così forte anche dalle nostre parti, qualcosa potrebbe essere cambiato proprio a Mosca.

La parata sulla Piazza Rossa per l’ 80º anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale è stata molto meno enfatica di quanto fosse lecito attendersi. Vladimir Putin si è tenuto insospettabilmente entro certi limiti anche di carattere retorico e ha - se non abbassato - almeno moderato i toni, lasciando intravedere gli spiragli che poi nella giornata di ieri sono andati concretizzandosi.

Tutto ancora può abbondantemente saltare, perché di tempo fra oggi e giovedì ce n’è sin troppo e resta il grande dubbio sull’elemento fondamentale: il cessate il fuoco.
La Russia ha fatto capire che potrebbe cominciare a parlare anche senza dichiararlo, mentre per Zelensky resta fondamentale.

Tema su cui regna sovrana la confusione anche alla Casa Bianca: Donald Trump ieri si è lanciato nei suoi consueti tweet, in cui ha esortato l’Ucraina ad accettare il faccia a faccia e basta,
mentre il suo inviato per le trattative, Kellogg, andava ripetendo che prima dovrà entrare in vigore un cessate il fuoco e poi si potrà dare spazio alla diplomazia.
Insomma, mica facile raccapezzarsi.

C’è un filo di speranza, c’è soprattutto una disponibilità a vedersi faccia a faccia di Zelensky e Putin, divisi solo da un tavolo offerto dal leader turco Erdoğan.
In tutta franchezza a noi sembra già moltissimo, visto dove si era solo poche settimane fa. Queste, però, sono anche le ore più delicate, quelle in cui qualsiasi errore può far saltare tutto e riportare indietro le lancette della trattativa a momenti disperati.

È di sicuro il momento della buona volontà e di qualche gesto distensivo e il momento del silenzio o del parlare solo per dire qualcosa di sensato. A tutte le latitudini.

Di* Fulvio Giuliani*
