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title: "Arrestati i presunti assassini del rabbino ucciso negli Emirati, &#8220;spregevole terrorismo antisemita&#8221;. Media israeliani: &#8220;C&#8217;è accordo per tregua in Libano&#8221;"
description: Israele rende noto che negli Emirati Arabi Uniti è stato ritrovato il corpo di Zvi Kogan, rabbino israelo-moldavo
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Zvi-Kogan.jpg
date: 2024-11-24
author: Mario Catania
url: https://laragione.eu/esteri/zvi-kogan-israele-rabbino-morto-negli-emirati-spregevole-terrorismo-antisemita/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, israele]
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# Arrestati i presunti assassini del rabbino ucciso negli Emirati, &#8220;spregevole terrorismo antisemita&#8221;. Media israeliani: &#8220;C&#8217;è accordo per tregua in Libano&#8221;

![Zvi Kogan](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Zvi-Kogan.jpg)

2024-11-21 13:18:20

2024-11-21 12:18:20

Le accuse nei confronti di Netanyahu e Gallant sono di contro l'umanità e crimini di guerra commessi dall’8 ottobre 2023 in poi

La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Le accuse sono di crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi dall’8 ottobre 2023 in poi.

​Netanyahu e Gallant diventano quindi sospetti ricercati a livello internazionale. Il premier israeliano e altri leader di Israele hanno condannato la richiesta di mandati del procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan definendola "vergognosa e antisemita".

"La Camera ha ritenuto che vi siano fondati motivi per ritenere che entrambi gli individui abbiano intenzionalmente e consapevolmente privato la popolazione civile di Gaza di beni indispensabili alla loro sopravvivenza, tra cui cibo, acqua, medicine e forniture mediche, nonché carburante ed elettricità". Queste le parole scritte dal collegio di tre giudici nella decisione - unanime - di emettere i mandati di cattura. Inoltre, hanno spiegato che non è necessaria l'accettazione da parte di Israele della giurisdizione della Corte per far valere il mandato.

"La decisione antisemita della Corte penale internazionale equivale al moderno processo Dreyfus, e finirà così. Israele respinge con disgusto le azioni e le accuse assurde e false contro di lui da parte della Corte Penale Internazionale, che è un organismo politico parziale e discriminatorio". Questo quanto dichiarato in una nota dell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. Si legge ancora: «Non c'è niente di più giusto della guerra che Israele conduce a Gaza dal 7 ottobre 2023, dopo che l'organizzazione terroristica Hamas ha lanciato un attacco contro di esso e ha compiuto il più grande massacro commesso contro il popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto".

La CPI ha "dimostrato ancora una volta di essere antisemita fino in fondo" ha scritto su X il ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra israeliano Itamar Ben Gvir, che ha poi aggiunto: "La risposta ai mandati di arresto è l'applicazione della sovranità su tutti i territori della Cisgiordania e l'insediamento in tutte le parti del Paese e la rottura dei legami con l'autorità terroristica palestinese, insieme alle sanzioni".

"Questo è un giorno buio per la giustizia. Un giorno buio per l'umanità. Presa in malafede, l'oltraggiosa decisione della Corte penale internazionale ha trasformato la giustizia universale in uno zimbello universale. Si fa beffe del sacrificio di tutti coloro che lottano per la giustizia, dalla vittoria degli Alleati sui nazisti a oggi", le parole - su X - scritte dal presidente israeliano Isaac Herzog. La Cpi "ignora la situazione dei 101 ostaggi israeliani tenuti in brutale prigionia da Hamas a Gaza - prosegue - Ignora l'uso cinico che Hamas fa del suo stesso popolo come scudo umano. Ignora che Israele è stato barbaramente attaccato". E ancora: ​la Corte internazionale ignora che Israele "ha il dovere e il diritto di difendere il proprio popolo. Ignora il fatto che Israele è una democrazia vivace, che agisce in base al diritto umanitario internazionale e che fa di tutto per provvedere ai bisogni umanitari della popolazione civile". "In realtà - aggiunge - la decisione ha scelto la parte del terrore e del male rispetto alla democrazia e alla libertà, trasformando il sistema stesso della giustizia in uno scudo umano per i crimini contro l'umanità di Hamas". "Questo cinico sfruttamento delle istituzioni giuridiche internazionali - dichiara Herzog - ci ricorda ancora una volta la necessità di una vera chiarezza morale di fronte a un impero iraniano del male che cerca di destabilizzare la nostra regione e il mondo, e di distruggere le stesse istituzioni del mondo libero".

"La Corte penale internazionale dell'Aja ha perso ogni legittimità per la sua esistenza e attività. Ha agito come uno strumento politico al servizio degli elementi più estremisti che lavorano per minare la pace, la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente. Israele deve difendersi. Questo attacco è diretto contro il Paese più attaccato e minacciato al mondo, che è anche l'unico Paese che altri della regione chiedono apertamente e lavorano per distruggere" ha scritto su X il ministro israeliano degli Esteri Gideon Sa'ar.

Un mandato di arresto è stato emesso anche per funzionari di Hamas, tra cui il leader Al-Masri (conosciuto come Deif) che Israele aveva affermato di aver ucciso in un attacco aereo. Hamas non ha mai riconosciuto formalmente la sua morte.

di Filippo Messina

La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto contro Netanyahu e Gallant

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2024-11-21 14:29:39

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2024-11-23 08:46:34

2024-11-23 07:46:34

Siamo stanchi e razionalmente spaventati. Stanchi di dover riportare dei missili piovuti sulle basi Unifil in Libano e dei rischi corsi ogni giorno dai nostri caschi blu

Siamo stanchi e razionalmente spaventati. Stanchi di scrivere sempre le stesse cose, di dover riportare dei missili piovuti sulle basi Unifil in Libano e dei rischi corsi ogni giorno dai nostri caschi blu impegnati nella missione Onu.

Razionalmente siamo timorosi, prima o poi, di non raccontar più leggere ferite causate da una pioggia di vetri - fatti esplodere da un missile - ma qualcosa di molto peggio.

Non è tollerabile questa “impotenza blu“, perché non si può chiedere ai nostri militari di mettere a repentaglio la propria vita senza poter assolvere al compito per il quale sono stati inviati in missione sotto la bandiera delle Nazioni Unite. Bisognava disarmare Hezbollah, che continua a sparare a più non posso sugli israeliani e Israele, nonché sempre più spesso su Unifil.

Il che certifica che la missione è fallita. Quantomeno con le attuali regole di ingaggio che il ministro della Difesa Crosetto continua a invocare inutilmente vengano cambiate. Anche per la nostra diplomazia, restare così è solo un’insostenibile manifestazione di impotenza.

Come sentir ripetere - e siamo tutti d’accordo! - dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il lancio di razzi sulle basi della missione Onu è “intollerabile”. Lo è stato dal primo giorno, dal primo missile, eppure stando così le cose nulla potrà cambiare. Finché (non sia mai) dovesse scapparci qualcosa di ben peggiore e anche in quel caso, esattamente come oggi, non potremmo che prendere atto di dover andar via.

Provando la profonda amarezza del fallimento. E che quest’ultimo non sia minimamente imputabile a noi non cambia nulla.

di Fulvio Giuliani

Impotenza blu

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2024-11-23 20:24:21

2024-11-23 19:24:21

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2024-11-21 07:57:30

2024-11-21 06:57:30

L’Unrwa ha riferito che un convoglio umanitario che trasportava aiuti nella Striscia di Gaza è stato preso d’assalto e saccheggiato da uomini armati

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha riferito che sabato un grande convoglio umanitario che trasportava aiuti nella Striscia di Gaza è stato saccheggiato, preso d’assalto da uomini armati che hanno sequestrato 97 dei 109 camion del convoglio, portando via il carico di scorte alimentari del World Food Programme. Non è chiaro chi siano i responsabili. Il commissario generale dell’Unrwa, Philippe Lazzarini, ha detto che gli aggressori non sono stati identificati, sottolineando che la «totale rottura dell’ordine civile» ha reso Gaza un posto dove «è impossibile operare».

L’assalto ha avuto luogo nella parte meridionale dell’enclave palestinese: i camion erano entrati dal valico di Kerem Shalom e, dopo aver oltrepassato la città di Rafah, si stavano dirigendo verso il Nord della Striscia attraverso una zona isolata e semidesertica. Non è la prima volta che succede. I saccheggi e i taglieggi dei convogli umanitari sono talmente frequenti da essere considerati sistemici, l’assalto di sabato è stato però il più grande e spietato di sempre. Nella maggior parte dei casi i membri delle bande di saccheggiatori non fanno parte di Hamas – che normalmente ha già il controllo degli aiuti – ma di gruppi che agiscono per costruirsi le proprie zone di potere.

I contrasti fra l’organizzazione terroristica e queste bande armate sono così forti che lunedì il cosiddetto Ministero dell’Interno di Gaza, una creazione di Hamas, ha detto di avere compiuto un’operazione contro tali gruppi uccidendo almeno 20 persone. La distribuzione degli aiuti nella Striscia è un problema fin dall’inizio della guerra poiché le operazioni militari di Israele hanno quasi annientato le autorità di polizia di Gaza (controllate da Hamas), che in passato garantivano la sicurezza dei convogli. Le organizzazioni umanitarie accusano l’esercito israeliano (Idf) di non intervenire contro questi gruppi armati, neanche quando le aggressioni avvengono a poche centinaia di metri dalle loro postazioni. Un documento riservato dell’Onu, visionato dal “Washington Post”, sostiene che molto probabilmente i saccheggi avvengono con il pieno beneplacito dell’Idf.

Di fronte all’anarchia dilagante il governo israeliano sembra essere sulla buona strada per imporre l’amministrazione militare a Gaza, che avrebbe come prima missione la messa in sicurezza della distribuzione degli aiuti. Secondo il quotidiano israeliano “Yedioth Ahronoth”, l’establishment della sicurezza di Israele – i vertici militari e dell’intelligence – ha già iniziato a lavorare con le società esterne che dovranno gestire tutti gli aiuti umanitari che entreranno nella Striscia sotto la stretta supervisione dell’Idf.

Sebbene non sia ancora stata presa una decisione definitiva sulla governance dell’enclave dopo la guerra, il gabinetto di guerra di Benjamin Netanyahu si sta preparando all’eventualità di questa azione unilaterale, sostenuta con forza dai partiti della destra nazional-religiosa che la vedono come il primo passo verso il ritorno a Gaza degli insediamenti smantellati nel 2005. Un’altra opzione sul tavolo, che però non viene promossa dal governo Netanyahu, è il trasferimento del controllo della Striscia all’Autorità nazionale palestinese (Anp) o a un nuovo organismo simile. Altrimenti, una delle alternative possibili è che un gruppo di Paesi terzi si assuma la responsabilità della martoriata enclave palestinese e della sua ricostruzione, ma finché non saranno cessati i combattimenti e sarà stato ripristinato un ordine minimo di sicurezza nessuno è disposto a parlarne seriamente.

di Federico Bosco

Bande criminali a Gaza

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2024-11-21 12:05:53

2024-11-21 11:05:53

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