---
title: Ai confini del passato
description: "La zona industriale del Donbass, tornata alla ribalta dopo l’invio delle truppe russe, è una zona caratterizzata dall'affluenza di etnie"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-32.jpg
date: 2022-03-12
author: "Nunzio Dell'Erba"
url: https://laragione.eu/evidenza/ai-confini-del-passato/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
---

# Ai confini del passato

![Ai confini del passato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-32.jpg)

La zona industriale e mineraria del Donbass, tornata alla ribalta dopo l’invio delle truppe russe, è una zona caratterizzata dall'affluenza di varie etnie, che nel corso della sua storia ha visto l’acuirsi dei rapporti tra russi e ucraini.

Nell’Ucraina esiste una zona industriale e mineraria denominata **Donbas (o Donbass)**, tornata alla ribalta dopo l’**invio delle truppe russe** e il riconoscimento ufficiale di **Vladimir Putin** come **Stato indipendente**. Conteso **tra l’Ucraina e i separatisti filorussi**, la zona prende il nome dal fiume **Donec´**, affluente del Don che confluisce nel territorio russo.

Scarsamente abitato fino alla metà del **XIX secolo**, il Donbas è allora una zona di passaggio tra lo **Stato polacco-lituano e quello tataro-musulmano**. Con la scoperta e lo **sfruttamento dei giacimenti di carbone** si hanno i primi insediamenti stabili con la presenza di ucraini, polacchi, cechi, tedeschi, tatari, bulgari e russi. L’eterogenea e varia affluenza di etnie ha caratterizzato per lunghi anni l’immagine del Donbas, che nel corso della sua storia ha visto l’**acuirsi dei rapporti tra russi e ucraini.**

Dopo la **Rivoluzione bolscevica** del **1917** gli abitanti complessivi del **Donbas** ammontano a quasi due milioni, una cifra irrisoria per costituire una repubblica autonoma. Dieci anni dopo si ha una **diffusione della lingua ucraina** grazie agli immigrati nelle zone industriali del Donbas e dell’Ucraina sud-orientale, dove il **36% degli operai** lavora nelle industrie metallurgiche e nel bacino minerario del Donec´. La politica di **Stalin**, caratterizzata dalla **collettivizzazione forzata e dal prelievo forzoso di grano e sementi**, determina la morte di milioni di persone nell’Ucraina e nella zona del Donbas.

Il **costante incremento demografico** – sette milioni nel 1959 – **accentua i contrasti etnici**, aggravati dalla differenza linguistica se si pensa che tra gli impiegati statali solo l’**8%** conosce la lingua ucraina. Eppure il Donbas ha svolto un **ruolo politico decisivo nella storia** delle due popolazioni, che durante la Seconda guerra mondiale partecipano allo **scontro tra nazisti e sovietici** e che hanno eretto un monumento denominato **“Ai liberatori del Donbass”**.

Esso ha dato i natali a **Kruščev e Brežnev**, figli di operai russi immigrati, poi diventati segretari generali del Pcus, con responsabilità politiche di grande rilievo. Brežnev conduce una **campagna di “russificazione”** con l’incremento degli ucraini russofoni a danno dei sostenitori del bilinguismo, svantaggiati dall’assenza di università e di una cultura nazionale.

Una ricerca dell’Accademia delle Scienze di **Kyiv**, condotta nel 2007 sull’uso linguistico, ha stabilito una **prevalenza della lingua russa** su quella ucraina, senza dire che il fenomeno presenta **questioni storiche** e investe scelte politiche volte a protrarre una sorta di discriminazione a favore dell’entità più svantaggiata.

Il **Donbas post sovietico** è stato condizionato dalla presenza dei politici che si sono susseguiti nella compagine governativa dell’Ucraina, dove **Viktor Janukovyč e Mykola Janovyč Asarov** – l’uno presidente dal 2002 al 2007 e l’altro dal 2010 al 2014 – hanno condotto una politica filorussa la cui lettura può offrire una **chiave interpretativa dell’invasione putiniana dell’Ucraina**.

 

Di *Nunzio Dell'Erba*
