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title: Atterrati
description: Ita è finalmente pronta a decollare ma non mancano proteste e tanti dubbi. Questa compagnia nasce dalle ceneri di Alitalia. Una grande sfida.
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date: 2021-09-10
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/evidenza/atterrati/
categories: [Evidenza, "L'Italia de La Ragione"]
tags: [Italia, Viaggi]
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# Atterrati

![Atterrati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Ita-Alitalia.png)

Ita è finalmente pronta a decollare ma non mancano proteste e tanti dubbi. Questa compagnia nasce dalle ceneri di Alitalia, distrutta da anni di gestione completamente fallimentare e spesso superata anche da compagnie low-cost come RyanAir. Ci si prepara ad una grande sfida.

**Le sensazioni non sono buone**. Nei giorni che dovrebbero essere segnati da un sano entusiasmo per l’avvio della società chiamata a raccogliere l’eredità, comunque la si pensi, di **uno dei brand più longevi e gloriosi dei cieli**, dobbiamo registrare uno stanco ripetersi delle **solite rivendicazioni e proteste**.

Come se il tempo non fosse mai trascorso, come se **Alitalia** non fosse stata soffocata da **anni di gestione inefficiente e sprecona**, anche a causa di un **mercato del lavoro interno surreale**. Indifferente al conto economico, all’andamento dell’azienda, ai mutamenti del mercato. In definitiva, allo scorrere del tempo.

Nonostante le **dure lezioni apprese** (in realtà mica troppo, visto quello che sta succedendo) e dopo aver **sperperato montagne di denaro pubblico**, l’**ennesimo tentativo di salvataggio** viene accompagnato da recriminazioni, blocchi e proteste completamente insensati.

Una compagnia che non ha ancora tecnicamente gli aerei a disposizione, non ha selezionato i dipendenti e soprattutto a oggi non ha un mercato che garantisca la sostenibilità dell’attività, si trova già davanti a **richieste contrattuali ed economiche irrealistiche**.

**Non possono più esserci dubbi**: i troppi anni passati al capezzale di un’azienda decotta, la devastante abitudine di pompare **denaro dei cittadini nelle casse Alitalia** – prosciugate da fallimenti industriali e da un perverso sistema di voto di scambio – hanno assuefatto all’idea che tutto si possa pretendere.

Il presidente esecutivo di Ita, **Alfredo Altavilla**, individuato come la persona adatta a impostare questo **complesso decollo**, farà bene a non cedere di un passo. Perché l’alternativa è far pensare che si possa (incredibilmente) andare avanti come se nei cieli volasse solo l’Alitalia degli anni dello spreco.

**La realtà è esattamente opposta**: **Ita** nasce in condizioni di **oggettiva inferiorità**, rispetto alla quasi totalità della concorrenza. In termini industriali, come già scritto dal nostro giornale, avere inizialmente **a disposizione 52 aerei** significa lanciare una scommessa perlomeno temeraria. Nelle attuali condizioni di mercato, **non sono numeri in grado di garantire la sopravvivenza**, a meno di non pensare a una compagnia poco più che regionale.

Che lo dica **Michael O’Leary**, patron di **Ryanair** e storico avversario degli aiuti pubblici ad Alitalia, può apparire scontato e strumentale. Eppure, noi ascolteremmo con rispetto e attenzione un uomo capace di creare quel tipo di azienda, certo non priva di controindicazioni e criticità nella gestione del personale e nei rapporti con il territorio, ma che ha di fatto imposto a tutti i player del settore **un modo diverso di aggredire il mercato**.

Purtroppo, ricordiamo molto bene **i vertici di Alitalia** prima guardare con la puzza sotto il naso **il fenomeno Ryanair e low cost** in generale e poi correre con il cappello in mano a Palazzo Chigi, per implorare gli aiuti pubblici. Così, mentre bruciavamo denaro e una grande storia, **Ryanair** diventava la **compagnia numero due d’Europa, quanto a passeggeri trasportati**. Negli stessi anni **Alitalia** si avviava gloriosamente alla **dissoluzione**.

**Dare una chance a Ita** non deve significare concedere l’ennesima a chi ha dimostrato di avere a cuore solo sé stesso e non l’(Al)Italia.

 

di *Fulvio Giuliani*
