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title: La capacità non ha genere né un vestito
description: "Rivendicare la libertà di indossare la gonna invece dei pantaloni, come nel caso della direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, non dovrebbe indignare nessuno, soprattutto le donne, che per anni hanno combattuto e continuano a farlo per ottenere pari opportunità."
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date: 2021-12-14
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/evidenza/beatrice-venezi/
categories: [Evidenza, Società]
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# La capacità non ha genere né un vestito

![La capacità non ha genere né un vestito](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Beatrice-Venezi-®MarcoBorrelli-1024x577.jpeg)

Rivendicare la libertà di indossare abiti femminili, come nel caso della direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, non dovrebbe indignare nessuno, soprattutto le donne, che per anni hanno combattuto e continuano a farlo per ottenere pari opportunità.

Rivendica** la libertà di indossare solo abiti femminili** e non ne vuole sapere di essere chiamata “direttrice”. Ce n’è abbastanza per capire perché **Beatrice Venezi** si sia attirata l’antipatia di più di qualche donna. Il suo mestiere è quello del **maestro d’orchestra** e di declinazioni politicamente corrette al momento tanto in voga si disinteressa.

Per questo anche **Laura Boldrini l’aveva tacciata di avere «scarsa autostima»**. Da allora non ha fatto mezzo passo indietro e **continua a preferire la gonna ai pantaloni**, nonostante le critiche e chi la vorrebbe un po’ più femminista.

Eppure quella battaglia che tante donne hanno fatto propria e che è sacrosanta, quella per **uguali opportunità e uguale remunerazione**, non dovrebbe forse soffermarsi così tanto sulle parole. O sull’abito. Perché quello a cui quelle rivendicazioni puntano è anche **la libertà di poter essere esattamente per come ci si sente**, senza dover rientrare in quello o in quell’altro *cliché*. Altrimenti siamo punto e a capo.

Ci ritroviamo ingessate in convenzioni che possono sembrare magari più ‘paritarie’ **ma sempre etichette sono**. E invece una donna di 31 anni, che fa un lavoro difficile, che ha faticato per arrivare laddove è, **ha il diritto innanzitutto di farsi chiamare come meglio ritiene**. Senza che le donne, per prime, le puntino il dito contro. Lasciamo stare poi il dibattito su gonna o pantalone, che proprio non dovrebbe esistere. **Ciascuno si veste come ritiene**, nei limiti della decenza, e doverlo stare a ribadire è tutt’altro che un passo avanti.

di* Annalisa Grandi*
