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title: Bellezza dei difetti e allucinazioni con i dispotismi
description: "I festeggiamenti del Capodanno a Pyongyang, con il popolo in delirio per Kim Jong-un, ci ricorda l'incredibile fortuna avuta nel nascere \"dal lato giusto\". Dove, se vogliamo, possiamo anche fare a meno di battere le mani, senza per questo rischiare la vita. Come tanti, ho visto le surreali immagini..."
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date: 2022-01-05
modified: 2022-01-04
author: Marco Sallustro
url: https://laragione.eu/evidenza/bellezza-dei-difetti-e-allucinazioni-con-i-dispotismi/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [esteri, politica]
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# Bellezza dei difetti e allucinazioni con i dispotismi

![Bellezza dei difetti e allucinazioni con i dispotismi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/1-1.png)

I festeggiamenti del Capodanno a Pyongyang, con il popolo in delirio per Kim Jong-un, ci ricorda l'incredibile fortuna avuta nel nascere "dal lato giusto". Dove, se vogliamo, possiamo anche fare a meno di battere le mani, senza per questo rischiare la vita.

Come tanti, ho visto le surreali immagini giunte da Pyongyang, in occasione del Capodanno 2022. **Davanti ai vertici del partito, il *****leader***** Kim Jong-un ha augurato a suo modo un felice anno al Paese (abbondantemente martirizzato da decenni dalla sua famiglia).** A seguirlo e osannarlo una folla che ha perso anche la più piccola consapevolezza di quanto possa risultare ridicola agli occhi del mondo. Al solo apparire del capo – notevolmente dimagrito e con l’aria presa e compresa di chi regge sulle proprie spalle i destini del mondo – **ufficiali, dignitari, nomenclatura del regime più dispotico e fuori dal tempo del pianeta si sono lanciati negli applausi e nelle ovazioni di rito**. C’è qualcosa che va osservato con attenzione e di profondamente malato in quella scena, sempre uguale a sé stessa. **Di nonno in figlio e in nipote di questa allucinata dinastia nordcoreana, ovunque vadano c’è frenesia pura ad accoglierli, quella dettata dal terrore assoluto.** Non mostrarsi sufficientemente osannante, del resto, può costarti la pellaccia.

Non molto lontano dalla cupa Pyongyang, da mesi ormai** il *****leader***** cinese Xi** – di fatto il secondo uomo più potente della Terra, parafrasando un’espressione cara a noi occidentali nei decenni della Guerra fredda – **continua a vivere in regime di massimo isolamento nel suo Paese**. Non lo ha più lasciato dallo scoppio della pandemia: due anni molto lunghi anche diplomaticamente, non solo per l’incubo del Coronavirus. Nel mentre, si stringe sempre più il cappio intorno a ciò che resta delle libertà di Hong Kong, avamposto del nostro mondo in seno all’impero cinese e che a Pechino non vedono l’ora di ‘normalizzare’ del tutto. Proseguendo verso Ovest, sotto le guglie a forma di cipolla del Cremlino,** Vladimir Putin cerca un modo per vincere l’ennesima scommessa contro l’Occidente**: garantirsi il super-affare del gas, senza il quale i conti per Mosca si fanno parecchio difficili, e addomesticare definitivamente l’Ucraina (magari senza essere costretto all’azzardo assoluto dell’invasione), riuscendo nell’impresa di fare tutto questo senza chiudere la linea di dialogo con Washington, appena faticosamente riaperta.

**Abbiamo scelto tre personaggi – diversissimi tra di loro e comunque rappresentanti di regimi profondamente differenti – per ricordarci nel modo più inequivocabile possibile la gigantesca fortuna che abbiamo avuto in sorte di nascere e vivere nel nostro caro, vecchio e così inutilmente vituperato Occidente**. A Capodanno, da noi, al massimo si litiga per una palma inquadrata alle spalle di un presidente o si cerca l’approvazione di un cagnolino (come è accaduto a Biden, l’uomo più potente della Terra). Siamo quelli zeppi di difetti che non manchiamo mai sottolineare, spesso con una severità che non riusciamo a riservare ad alcuni dei soggetti di cui sopra.

Un autolesionismo che a ben vedere è parte della nostra specificità e della bellezza di una realtà che non abbandona mai l’idea di dover migliorare e superare i propri limiti. Talvolta, quest’ansia si traduce in un eccesso di autocritica che non di rado assume aspetti grotteschi. **Negli ultimi anni, per esempio, ci siamo dovuti sorbire non poche fascinazioni nei confronti di uomini forti, para-dittatori o semplicemente gente che ha un concetto molto singolare della democrazia.** Gran parte di quella sbornia sembra passata, ma è lampante quanto le dittature o almeno i regimi ‘forti’ sappiano essere incomprensibilmente affascinanti per taluni. Proprio noi ne sappiamo qualcosa, con la raffazzonata, frettolosa e superficiale Via della Seta di marca Cinque Stelle, mentre il fiero alleato Salvini si diceva più a suo agio a Mosca che a Washington e il senatore Razzi (tranquilli, si narra che Roma abbia avuto anche un quadrupede nella Curia) si inventava amico e *sponsor* proprio di Kim Jong-un.

Dovesse capitarvi di imbattervi in costoro, consigliate di dare almeno un occhio a quelle incredibili immagini di Pyongyang, prima di bearsi della peraltro sacrosanta satira di Don’t Look Up. C’è che noi possiamo farla, loro no.

di  *Marco Sallustro*
