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title: Conoscere la Storia utile a vincere ancora
description: "Russia-Ucraina: nei talk alcuni commentatori stanno dimenticando la storia recente. Ripassiamola insieme..."
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date: 2022-03-02
author: Andrea Pamparana
url: https://laragione.eu/evidenza/conoscere-la-storia-utile-a-vincere-ancora/
categories: [Evidenza, "L'Italia de La Ragione"]
tags: [guerra, russia, scuola, storia]
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# Conoscere la Storia utile a vincere ancora

![Conoscere la Storia utile a vincere ancora](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Storia-.jpg)

In queste ore molti commentatori si esprimono sulla guerra Russia-Ucraina nei talk, tacciando come improvvido l’aver ammesso nella Nato e nell’Unione europea i Paesi baltici, un tempo sotto dominio sovietico. Chi dice queste cose, dovrebbe studiare la Storia. 

 

Se si studiasse la Storia recente, quante cose in più potremmo comprendere. «**Studi la storia, studi la storia. Tutti i segreti dell’arte di governare si trovano nella storia»**. Così disse Winston Churchill a uno studente americano prima di un pranzo dell’incoronazione a Westminster Hall il 27 maggio 1953.

In queste ore sento molti commentatori – alcuni di loro scalpitavano dietro le quinte in attesa del proprio momento di gloria televisiva dopo due anni di esilio forzato, visto che il proscenio era occupato da virologi, statistici e immunologi – buttare sul tavolo del dibattito cacofonico di certi *talk* la seguente riflessione: «Fu comunque improvvido umiliare i russi accettando le richieste dei Paesi baltici un tempo sotto dominio sovietico, ammettendoli nella Nato e nell’Unione europea». Allora, come suggerì il grande Winston, studiamo la Storia.

**L’Unione Sovietica inizia il suo inarrestabile declino alla fine degli anni Ottanta con la ritirata dall’Afghanistan,** dove ribelli vestiti di stracci ma armat**i** – ovviamente dall’Occidente, Stati Uniti in particolare – erano riusciti a umiliare il grande Orso coi suoi elicotteri, missili, *tank* e via elencando. **Poi i sovietici pensarono che quel baffuto sindacalista polacco di Danzica, il signor Lech Walesa, andava zittito e riportato all’ordine balenando un’invasione del sacro suolo polacco**, senza avere compreso che i polacchi, come oggi gli ucraini, non avevano intenzione di accoglierli come salvatori del comunismo internazionale, visto che di quell’ideologia avevano già visto i nefasti effetti nell’Ungheria del 1956 e nella Praga di Dubcek del 1968. In più, i polacchi, avevano un’arma micidiale: un Papa di nome Karol Wojtyla pronto a mollare tiara e vestito bianco per difendere con la Croce il suo popolo.

**Arrivò Gorbaciov e soprattutto Ronald Reagan con i suoi alleati**, tra cui *lady* Thatcher e, nella piccola Italia, un *leader* come Bettino Craxi che fece accettare agli italiani lo schieramento difensivo dei missili nelle basi Nato. **Poi venne la meravigliosa notte del 9 novembre 1989, quando crollò il Muro di Berlino sotto i colpi delle mazze**, dei martelli e dei canti di un mondo occidentale i cui valori di libertà, democrazia e indipendenza trionfarono in modo definitivo sui rottami putrescenti dell’ideologia comunista.

**Tutto qui: signore e signori, noi – noi occidentali – abbiamo vinto la Guerra fredda**. E quindi se un Paese che confina con la Russia vuole entrare nell’Unione europea perché sente di farne parte per storia, cultura e tradizione, per comunanza di valori e, perché no, anche per reciproci interessi economici, non possiamo dire: «Eh no, scusate, statevene buoni altrimenti l’Orso si offende».

 

di *Andrea Pamparana*

 
