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title: Così l’invasore intende controllare l’Ucraina
description: I tentativi di russificazione, secondo cui la Russia ha tentato di imporre la propria cultura nel corso del tempo a Stati come Polonia...
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date: 2022-03-16
author: Marco Di Liddo
url: https://laragione.eu/evidenza/cosi-l-invasore-intende-controllare-l-ucraina/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Così l’invasore intende controllare l’Ucraina

![Così l’invasore intende controllare l’Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-35-1.jpg)

I tentativi di 'russificazione' ovvero i tentativi della Russia di imporre la propria cultura nel corso del tempo a Stati come Polonia, Lituania, Finlandia e Bielorussia, è tornata in auge con l’invasione russa dell’Ucraina.

**“Il Principe”** di **Machiavelli**, testo letto tanto dagli **zar** quanto dalla **leadership bolscevica** e dallo stesso **Lenin** in persona, insegna che la **conquista territoriale** e la **vittoria militare** su uno Stato sono soltanto i primi passi verso il suo reale assoggettamento, che invece avviene attraverso la **pacificazione** successiva.

Una realtà ‘imperiale’ come la Russia ha dovuto confrontarsi spesso con la necessità di pacificare Stati e società conquistati. Nei secoli questo processo ha preso il nome di **russificazione** o di **sovietizzazione**, a seconda dell’obbiettivo primario: **imporre la cultura, l’identità e la statualità russe** nel primo caso o quelle sovietiche nel secondo.

Hanno subìto tentativi di **russificazione** la **Polonia, la Lituania, la Finlandia, la Bielorussia, le Repubbliche del Caucaso** e anche **l’Ucraina**. In particolare, l’offensiva politica e culturale contro **Kiev** è iniziata nel **1700** con l’espansione russa lungo le coste del **Mar Nero** (la cosiddetta **Nuova Russia** di Caterina la Grande) e ha avuto il suo apice durante gli anni del socialismo reale, quando la lingua e la letteratura ucraine furono declassate e sottoposte al dominio del russo.

Soltanto con **l’indipendenza**, nel **1991**, **l’Ucraina** ha riavviato il processo di recupero e **ricostruzione della propria identità nazionale** attraverso un processo di **de-russificazione e ucrainizzazione** dello spazio politico e culturale, non senza eccessi estremisti.

La questione della russificazione è tornata in auge con l’invasione russa dell’Ucraina e con la necessità del **Cremlino** di pacificare e **controllare le città conquistate**, soprattutto nella fascia meridionale lungo il **Mar Nero**. In particolare, a **Kherson** e **Melitopol** già si assiste a pratiche pericolose. Il sindaco di Melitopol **Ivan Fyodorov**, che non voleva piegarsi agli occupanti russi, è misteriosamente scomparso ed è stato sostituito, assieme alla sua giunta, da nuovi politici collaborazionisti.

Anche a Kherson le **proteste popolari contro** **Mosca** hanno portato a ondate di **arresti** (circa **400**) e alla repressione brutale per opera della **Guardia nazionale russa**. Emittenti e radio in lingua russa hanno sostituito quelle ucraine. Parallelamente, ai cittadini filorussi è stato offerto il passaporto della Madrepatria.

In tale contesto non bisogna sottovalutare l’impatto e lo scopo secondario dell’apertura dei corridoi umanitari, vale a dire svuotare le città di tutti gli elementi **antirussi** per fiaccare la resistenza ucraina e modificare gli equilibri politici nelle aree urbane. In tal senso, per il prossimo futuro, non è da escludere che Mosca supporti e favorisca **migrazioni di cittadini russi verso le città dell’Ucraina**, in una riedizione sia delle colonizzazioni promosse da **Alessandro II nel 1800** sia delle opere di ingegneria sociale di staliniana memoria.

 

Di *Marco Di Liddo*
