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title: Cronaca e storia
description: La riscoperta dell’Unione Europea davanti al Next Generation Eu, che costringe anche il più cocciuto degli oppositori a battersi in ritirata.
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date: 2021-09-23
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/evidenza/cronaca-e-storia/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [Europa, Next Generation EU]
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# Cronaca e storia

![Cronaca e storia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Evidenza-sito-7-1.png)

La "ri-scoperta" dell’Europa, intesa come Unione, davanti al Next Generation Eu, che costringe anche il più cocciuto degli oppositori a battersi in ritirata.

L’[Europa](https://laragione.eu/esteri/euroglobal/) è protagonista del dibattito pubblico italiano ormai da anni. Per una lunga e sfortunata stagione, soprattutto capro espiatorio dei nostri ritardi, dell’ignavia davanti alle scelte da prendere. C’è voluta una pandemia, siamo onesti, per cominciare a rimettere a posto le cose, almeno a rivedere l’ordine di priorità dei problemi.

Lo sconvolgimento globale a cui abbiamo assistito e la necessità di sostenere in tutti i modi un rilancio che impedisse l’avvitarsi della crisi hanno prodotto l’apparente ‘miracolo’ di ragionamenti a lungo negati. Una volta riportati brutalmente sulla terra dal **Coronavirus**, milioni di italiani fino a ieri compiaciuti e distratti hanno ‘riscoperto’ l’Europa. [Intesa come Unione](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/il-richiamo-dellunione-e-i-tic-italiani/).

Davanti al [Next Generation Eu](https://laragione.eu/media/video/60-seconds-di-fulvio-giuliani-next-generation-eu/), del resto, anche il più cocciuto degli oppositori è costretto a battere in ritirata, ma il punto continua a non essere questo. L’esperienza dell’**Unione europea** non può essere vissuta, raccontata e valutata in termini di cronaca, ma merita un approccio storico. Altrimenti solo una cosa è certa: fuorviare il giudizio della pubblica opinione.

Anche su questo giornale abbiamo scritto delle difficoltà di integrazione politica con alcuni dei **Paesi dell’Est**, ma ciò non può significare rinnegare il loro ingresso nell’Unione. Una svolta che rappresentò la chiusura di una ferita storica, risalente all’immediato dopoguerra e alla ‘cortina di ferro’ riecheggiata per la prima volta nelle parole di **Winston Churchill**.

### Non un leader buono per un’estate.

Un **Viktor Orbán** in Ungheria o le più che legittime perplessità sull’approccio di alcuni degli ultimi governi polacchi all’equilibrio fra poteri nulla hanno a che vedere con la conquista di fondo dell’Unione e con il progetto a lungo termine dell’ideale comunitario.

Dovremmo cominciare a ribaltare alcune delle armi dialettiche, a lungo usate contro l’Europa: cosa sarebbe oggi, per esempio, la **Romania** senza l’Unione? Cosa ne sarebbe stato delle forze di opposizione democratica in **Polonia o Ungheria**, senza i duri interventi della Commissione e del Parlamento europeo? Dove avrebbero trovato sbocchi commerciali e finanziari e geostrategici quegli stessi Paesi reduci dall’esperienza del socialismo reale, senza il polo di attrazione democratico delle istituzioni dell’Unione?

Non sono domande retoriche, è su questo piano che bisogna sfidare gli **antieuropeisti** di professione e gli **euroscettici** ‘zotical chic’ che continuano a negare l’esistenza di una politica europea.

### Cos’è tutto questo, se non politica? Perfettibile quanto si voglia, ma esistente e concreta, in un contesto storico.

Con buona pace di chi cavalca le mode del momento. Anche le più miopi e pericolose.

 

Di *Fulvio Giuliani*
