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description: Le elezioni tedesche e il candidato il candidato Olaf Scholz alla riconquista della cancelleria dopo 16 anni di governi a guida Cdu.
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date: 2021-09-26
author: Contributor esterno
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categories: [Evidenza, Politica]
tags: [politica]
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# Il vento da Est spinse l’estrema destra e ora i socialdemocratici

![elezioni tedesche e candidato Scholz](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Evidenza-sito-2-1.jpg)

## Vantaggio di Scholz nella Germania che fu comunista

Berlino – Lo chiamano vento del Nord, il soffio vitale che ha riportato in gioco la socialdemocrazia tedesca e che potrebbe spingere il **candidato Olaf Scholz a riconquistare la cancelleria dopo 16 anni di governi a guida Cdu**.

Il riferimento non è alle vicende italiane del secondo dopoguerra, quanto all’impronta anseatica di Scholz, cresciuto politicamente ad Amburgo dove è stato anche sindaco per quasi due legislature. Ma se il candidato Spd riuscirà davvero a **battere Armin Laschet** bisognerà più propriamente parlare di vento dell’Est, perché la spinta decisiva alla vittoria socialdemocratica sarà venuta dalle regioni orientali.

Al termine del suo comizio a Stralsund, collegio elettorale per anni appannaggio di Angela Merkel, Scholz stringe mani ai cittadini che sono venuti ad ascoltarlo quasi dimenticandosi delle precauzioni per il Covid.

Attorno, i maggiorenti locali dell’Spd hanno in faccia sorrisi stampati come non accadeva da tempo. È una sorpresa, se si pensa che fino a qualche mese fa gli ex Länder della Ddr salivano agli onori della cronaca solo per i successi elettorali della destra populista di Allianz für Deutschland (Afd), il partito nazionalista capace di capitalizzare a un tempo delusioni e frustrazioni per il processo della riunificazione, paure e inquietudini per l’ondata migratoria degli ultimi anni. Tanto da raggiungere in alcune tornate amministrative percentuali ben oltre il 20% e balzare in testa a tutti i partiti, cosa che probabilmente si ripeterà anche questa volta in Sassonia e forse in Turingia.

Ma proprio sul piano amministrativo è avvenuto **negli ultimi anni un silenzioso doppio cambio di guardia.**

Da un lato, il ‘cordone sanitario’ disteso dai partiti storici attorno ad Afd ne ha impedito l’accesso al potere, depotenziandone il consenso. Il voto all’estrema destra è rimasto un voto di protesta e alla lunga la gente si stanca.

Dall’altro, l’Spd ha trovato anche grazie a un personale politico locale di qualità la via della concretezza e del dialogo con gli elettori.

Non è un caso che all’interno di Länder come Brandeburgo, Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore si siano riformate roccaforti socialdemocratiche. Nei due ultimi Länder si vota in contemporanea con le elezioni nazionali e le candidate per l’Spd (due donne, le ex ministre Giffey a Berlino e Schwesig in Meclenburgo) tirano la volata del loro partito e del candidato alla cancelleria Olaf Scholz con percentuali che, nel caso di Schwesig, toccano secondo i sondaggi il 40%. Perfino in Turingia, uno dei Länder a maggior tasso di Afd, l’Spd si è risollevata dal misero 8% raccolto 4 anni fa e oggi contende la prima piazza ad Afd attorno al 20%.

**Un vecchio detto recita: «A Est le elezioni non si vincono, ma si possono perdere».**

È a Est dunque che Scholz vincerà o perderà la sua missione impossibile, con la Cdu che pagherebbe il pedaggio per aver smesso di ascoltare le preoccupazioni della parte debole della Germania, oltre che per un atteggiamento incerto e ambiguo nei confronti della concorrenza a destra. E sarebbe un bilancio ancor più amaro per il partito che 16 anni fa ha portato alla **cancelleria Angela Merkel, la prima politica venuta dall’Est.**

 

di *Pierluigi Mennitti*
