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title: Eppur si spara
description: Mentre Mosca bombarda e dice di non farlo, i colloqui per la pace vanno avanti, tra gli ottimismi. Ma manca un vero cessate il fuoco. 
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date: 2022-03-31
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/evidenza/eppur-si-spara/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Eppur si spara

![negoziati Russia ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-31-alle-10.17.11.png)

## Mentre Mosca bombarda e dice di non farlo, i colloqui per la pace vanno avanti e non mancano gli ottimismi. Ma restando ancorati alla realtà, mancano ancora passi importanti Il primo? Un vero cessate il fuoco.

**Piovono bombe e chiacchiere**. Che qualcosa non tornasse negli annunci di disponibilità al dialogo che arrivavano da Mosca non serviva un genio a capirlo. Ieri, a quelli che non vogliono vedere, ha pensato Mosca a spalancare gli occhi: **nessuna svolta dai colloqui, dicono i russi**. Colpa loro, aggiungiamo noi. **Quel che non torna attiene alla sostanza e non alla forma delle cose**, visto che la Russia prosegue nel bersagliare e nel bombardare le città ucraine.

**Tutto questo continua ad accadere mentre** dalla Turchia il tentativo di pace tra **Kiev** e **Mosca** messo su dal presidente **Recep Tayyip Erdoğan** (che è anche il *leader* di un Paese membro della Nato) **va avanti e non mancano gli ottimismi sparsi in giro**. Poco avvezzi ai desideri, soprattutto quando si tratta di guerra, restiamo ancorati alla realtà, che ci lascia piuttosto scettici. Innanzitutto manca, per arrivare a un buon esito delle trattative, **un cessate il fuoco**. Nella storia della diplomazia e dei negoziati per fermare una guerra e arrivare a un accordo di pace tra le parti (o a una tregua) che faccia tacere le armi, **una precondizione è smettere di sparare e tirar bombe**. Le armi russe, invece, c**ontinuano a far fuoco anche se nel linguaggio di Mosca** (che non è quello di una democrazia) parlano di una riduzione dell’attività militare, in particolare su Kiev. Tra gli argomenti cari agli ottimisti sulla pace c’è pure questo. Un argomento che – visto con la necessaria razionalità delle circostanze e tenendo presente che su Kiev le bombe non si sono fermate – di per sé non vuol dir molto, dato che potrebbe implicare varie cose, **compreso un cambio dei piani di guerra dei russi.**

Questo continuare a sparare è anche la ragione che ha fatto dire sulle trattative in **Turchia** al segretario di Stato americano** Antony Blinken** di non aver visto segni di «reale serietà» da parte della Russia nei colloqui con l’Ucraina, dato che «**un conto è quello che dice la Russia e un conto quello che fa**» e per fermare la guerra conta il fare e non il parlare. Un altro aspetto che lascia scettici su un esito positivo dei negoziati per la pace – finché non interverranno da parte di Putin nuovi segnali di disponibilità a negoziare – attiene alle rivendicazioni territoriali russe in Ucraina. **A cosa è disposto a rinunciare il Cremlino per fermare la guerra? Alla Crimea? Al Donbass?** Francamente il far sapere che la ‘denazificazione’ dell’Ucraina non sarà più dirimente per Mosca fa sorridere. Di amarezza, trattandosi di un non problema, a meno di non confondere il Paese di Zelensky con la Monaco hitleriana degli anni Trenta.** Roba da propaganda putiniana.**

Assieme alla collocazione dell’Ucraina e alla volontà russa di disarmarla tenendola fuori dalla Nato, l**a questione territoriale resta il vero nodo da sciogliere per arrivare a un accordo**. Mantenendo il punto fermo di un’Ucraina fuori dalla Nato, Mosca ha dato segni di apertura solamente rispetto all’ingresso di Kiev nell’Unione europea.** È questo oggi l’unico segnale russo**, che però vale nulla finché continuano i bombardamenti. Perciò, mentre le speranze su una pace possibile si fanno largo in gran parte dell’opinione pubblica occidentale, è necessario esser schietti:** quando si negozia seriamente si cessa il fuoco! Il resto è contorno**.

di *Massimiliano Lenzi*
