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title: Eserciti in movimento anche in casa nostra
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date: 2022-02-05
author: Flavio Pasotti
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categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [esteri]
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# Eserciti in movimento anche in casa nostra

![Eserciti in movimento anche in casa nostra](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-81.png)

In seguito agli eventi di questi giorni, la politica estera sta utilizzando tutti i propri strumenti, dalla diplomazia alla escalation militare, alla minaccia cyber e al rischio di ritorsioni economiche. Molti sono i Paesi mondiali che hanno schierato le proprie truppe fino ad ora.

Gli eventi di questi giorni, in particolare lo scambio di documenti “scritti” tra **Nato e Russia** – secondo una formula richiesta dal Cremlino – hanno fugato molte (non tutte) delle incertezze occidentali sugli obbiettivi di **Putin**, largamente coincidenti con quelli di **Pechino**. Per tutte e due le potenze si tratta di riprendere la** dottrina delle “zone di influenza”** abbandonando il principio della “indivisibilità della sicurezza” e affermando che la propria è a scapito di quella altrui. Per i russi dell’Ucraina ma non solo e per i cinesi di Taiwan ma non solo, perché sul Mar Cinese meridionale si affacciano molti altri Paesi.

### La politica sta utilizzando tutti i propri strumenti, dalla diplomazia alla escalation militare, alla minaccia cyber e al rischio di ritorsioni economiche secondo il vecchio adagio si vis pacem para bellum.

Sono probabilmente intorno ai **170mila** gli effettivi schierati dai russi per **accerchiare l’Ucraina** in un arco geografico che va dalla **Bielorussia alla Crimea**, a cui vanno aggiunti il dispiegamento di aerei da combattimento, guerra elettronica, comando e controllo costantemente in volo sui confini ucraini nonché una quota della flotta del Mar Nero rinforzata in questi giorni da 6 navi provenienti dalla flotta del Baltico che potrebbero trasportare una brigata da sbarco, un incrociatore lanciamissili, un caccia e alcuni sommergibili classe Kilo in arrivo dal Pacifico e tutti in transito nel Mediterraneo.

A questi vanno aggiunte le ‘esercitazioni’ aeronavali programmate dai **russi nel Pacifico e nel Nord Atlantico** che coinvolgono circa 140 vascelli. Ma non basta, perché la Nato ha confermato che nel 2021 ha effettuato, con i 60 aerei destinati alla difesa, 370 *scramble* dei quali 290 finiti a ‘identificare’ aerei russi un po’ troppo vicini agli spazi aerei occidentali prevalentemente nel Baltico.

### Tralasciando l’attività nelle due basi russe in Siria, questa è la più grande mobilitazione di forze convenzionali da ancor prima la caduta del Muro.

La Nato non sta con le mani in mano e un’occhiata ai cieli d’Europa mostra una grande attività quotidiana di aerei-cisterna americani, olandesi, britannici, francesi e italiani tra il Mare del Nord, il Baltico e il Mediterraneo (i caccia non si vedono ma sono lì vicini e di ogni tipo). Ripetute sono le **missioni di velivoli Poseidon e Orion** americani, inglesi e tedeschi per la scoperta di sottomarini nei tratti di mare sensibili.

Tutto l’arsenale di sorveglianza elettronica vecchio e nuovo è per aria, continua il ponte aereo britannico e americano verso Kiev mentre nel Mediterraneo **aerei turchi, americani, inglesi e italiani** sorvegliano elettronicamente la parte orientale mentre italiani, francesi e ancora americani il canale di Sicilia e Sigonella. Nel **Mare Nostrum** dopo molti anni sono ricomparsi una portaerei Usa e due sottomarini classi Ohio e Los Angeles Improved per la esercitazione Neptune Strike, unitamente alla nostra Cavour e alla francese Charles de Gaulle. Le esercitazioni russe o Nato sono sempre programmate “da tempo” ma è una contemporaneità per lo meno singolare.

**L’Italia è molto più in prima fila di quanto voglia lasciar trasparire**: secondo la Difesa al momento ha attive 9 missioni Nato, 5 Onu, 12 europee e altre 12 con cappelli diversi in 21 Paesi per 3 continenti. Parlando di aree all’ordine del giorno, abbiamo il comando della difesa aerea in Romania e nel Mar Nero nel quadro Nato Enhanced Air Policing e *task force* Air Black Storm presso la base di Costanza vicino al confine ucraino con 4 Eurofighter, avendo appena fatto rientrare i primi F35 dalla analoga missione in Lituania.

### Più a Nord in Lettonia 200 alpini della Taurinense si esercitano nelle bianche steppe a bordo dei cingolati BV206 insieme a unità di cavalleria sui Centauro inquadrati nella missione “Baltic Guardian” (un nome, un programma).

La **Marina**, oltre alla Cavour affiancata da una **aerocisterna KC767 schiera un sommergibile U212**, le Fremm Margottini e Marcegaglia, il cacciamine Viareggio e Nave Doria della classe Orizzonte. A questo si aggiungono la componente di sorveglianza aerea tramite i satelliti, i droni e i Gulfstream della AM e le ‘normali’ missioni di sorveglianza di aerei e elicotteri della guardia di Finanza e della Guardia Costiera nel canale di Sicilia.** Intanto a Roma si applaude 55 volte.**

 

Di *Flavio Pasotti*
