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title: Forza mercato
description: Limitarsi a raccontare dei miliardi bruciati dopo una seduta negativa in Borsa è un atteggiamento miope, parte di un problema più ampio.
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date: 2022-01-05
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Economia, Evidenza]
tags: [economia, Italia]
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# Forza mercato

![Forza mercato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-21.png)

Limitarsi a raccontare dei miliardi bruciati dopo una seduta negativa in Borsa è un atteggiamento miope, parte di un problema più ampio. La verità è che l'Italia ha ridotto il gap con gli altri Paesi quanto a capitalizzazione in percentuale al PIL . E questo va sottolineato a chiare lettere.

Potranno esserci minime variazioni percentuali, ma ormai la **crescita *record* del Prodotto interno lordo italiano** nel **2021** è acquisita. In queste ore, membri del governo hanno parlato di **+6,3%,** senza mai dimenticare il **baratro del quasi -9% del 2020**.

### Ciò detto, la capacità di ripresa dell’economia italiana ha sorpreso ancora una volta tutti, a cominciare da quel consistente pezzo di Paese che si è ormai abituato all’idea (sbagliata) di un’Italia condannata alla stagnazione o direttamente al declino.

Immagini con cui tanti si sono a lungo trastullati, per meri interessi di bottega politica o giornalistica. Sappiamo bene quanto abbiamo faticato negli ultimi vent’anni, subendo con particolare violenza i contraccolpi di ben tre crisi internazionali, ma sappiamo con altrettanta certezza che i fondamentali del Paese sono sempre stati migliori delle sue *performance*, trascinate al ribasso da parte dell’Italia improduttiva. Per una **lunga e cupa stagione**, anche solo ricordarlo equivaleva a garantirsi l’accusa di asservimento ai **‘poteri forti’** e alla famelica finanza internazionale. La verità, più cruda e antipatica da raccontare, era molto diversa: i nostri peggiori nemici siamo noi stessi, quando ci ostiniamo a invocare sussidi o sostegni a chi non lavora e non ha intenzione di farlo, invece di creare le condizioni per uno sviluppo in cui restiamo maestri.

### Perché se il Pil 2021 non ha eguali dal boom economico, questo significa che quando puntiamo sulla nostra capacità di imporci sul mercato vinciamo.

Sono i numeri a dirlo, non una speculazione giornalistica, a differenza di quelle care ai portatori d’acqua di **sovranismi e populismi degli ultimi dieci anni**. Abbiamo perso il conto delle volte in cui abbiamo sentito parlare di un’Italia **“comprata dagli stranieri”**, in genere dai francesi. Ricorderete le teorie complottiste basate a Parigi e le gite in sostegno dei** ‘gilet gialli’** in rivolta contro il presidente **Macron** e non è passato un secolo. Ancora una volta, sono le cifre a fare giustizia, in particolare quelle della nostra posizione netta sull’estero.

### Quest’ultima è la differenza fra i pezzi di ricchezza di altri Paesi posseduti da residenti in Italia e quelli italiani in mano straniere.

Può sembrare un freddo tecnicismo, ma la nostra posizione netta sull’estero nel 2020 era **positiva per 40 miliardi**, mentre quella della Francia negativa per ben **850**. Dunque, noi abbiamo comprato molto di più dei francesi. Negli ultimi dieci anni, la nostra posizione è migliorata di 550 miliardi, quella dei cugini peggiorata di 450. Cari amici, insomma, vi hanno raccontato una balla. Non priva di motivazioni: i francesi hanno fatto *shopping* in settori molto ‘mediatici’, come la moda, mentre gli investimenti italiani sono tradizionalmente concentrati in partecipazioni azionarie spesso non di controllo, per quanto estremamente fruttuose.

### Certo, abbiamo poche grandi aziende e questo è un problema (il famigerato ‘nanismo’ delle attivissime e genialoidi Pmi italiane), ma è notizia di poche ore fa l’acquisizione da parte di Leonardo del 25,1% della tedesca Hensoldt AG.

Una società *leader* nel settore dei sensori in ambito militare e di sicurezza. Operazione da 606 milioni di euro, valsa anche un balzo in Borsa. A proposito di quest’ultima, il medio periodo dei mercati riflette la fiducia in un sistema economico e **Borsa Italiana ha chiuso il 2021 con il Ftse MIB a +23%**, rispetto al disastrato 2020. Ancor più rilevante, ha registrato una robusta accelerazione delle quotazioni – confermata anche da quella di inizio anno di Iveco – e ridotto sensibilmente parte dello storico *gap* con gli altri Paesi quanto a capitalizzazione in percentuale al Prodotto interno lordo. L’Italia è passata dal 37 al **43,1%** e tutti questi sono dati concreti.

A differenza della stanca ripetizione dei miliardi ‘bruciati’, tipica dei telegiornali dopo sedute negative in Borsa. Un modo miope e semplicistico di raccontare i mercati, parte di un problema più ampio.

 

Di *Fulvio Giuliani*
