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title: In Francia (Ue) resta  l’incubo sovranista
description: "Le elezioni presidenziali in Francia mostrano l'avanzata del sovranismo, che non accenna ad arretrare neppure davanti ai traumi collettivi della pandemia e della guerra. Alla fine, Marine Le Pen era stata di molto sopravvalutata dai sondaggi e da un pezzo consistente della stampa europea (sarà inter..."
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date: 2022-04-11
modified: 2022-04-13
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/evidenza/francia-incubo-sovranista/
categories: [Esteri, Evidenza]
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# In Francia (Ue) resta  l’incubo sovranista

![In Francia (Ue) resta  l’incubo sovranista](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/1649652992788-1024x577.jpeg)

Le elezioni presidenziali in Francia mostrano l'avanzata del sovranismo, che non accenna ad arretrare neppure davanti ai traumi collettivi della pandemia e della guerra.

Alla fine, **Marine Le Pen era stata di molto sopravvalutata dai sondaggi** e da un pezzo consistente della stampa europea (sarà interessante valutare anche da dove arrivi questo “sentiment“ molto gonfiato da social e online, vista l’esperienza in tal senso vissuta dagli USA. Sì, ci riferiamo al lavoro della disinformata russa in tal senso).

Alla fine, al contempo, **le forze sovraniste o antisistema o di protesta arrivano quasi al 50% di chi ha votato in Francia**. Un fronte molto composito, è vero, quasi tutto schierato contro la Le Pen - tranne l’impresentabile e antisemita Zemmour - ma pur sempre impressionante nei numeri e nella sostanza.

Il presidente Macron è ampiamente in testa e ha già incassato il sostegno praticamente di tutti i rivali, a cominciare dalla vera sorpresa del primo turno Melenchon. **Il candidato dell’ultrasinistra, che ha superato il 20%, ha tuonato che ‘neppure un voto’ deve andare alla Le Pen.**

**Basterà, oltre l’appoggio di ciò che resta di repubblicani e socialisti, per garantire la conferma a Macron**? È probabile, ma non sicuro, perché l’anima profonda del populismo e del sovranismo non arretra neppure davanti ai traumi collettivi della pandemia e della guerra. Duole dirlo, neanche gli acclarati rapporti fra Vladimir Putin e Marine Le Pen sono sufficienti a convincere o preoccupare chi è tornato ad accarezzare la rabbia antisistema.

Quella confusa voglia di **mettere nel calderone tutto ciò che venga percepito contro “Il popolo“,** “gli ultimi“, “i dimenticati“. Masse profondamente diverse fra loro, difficilmente identificabili - men che meno in un’ideologia - a cui i partiti tradizionali o post-tradizionali non riescono a parlare. **Neppure nel pieno di una guerra in Europa**.

Del resto, anche scrivendo di fatti italiani, **più volte abbiamo ricordato come le forze sovraniste stessero semplicemente riordinando le fila e le parole d’ordine**, aspettando che passasse la buriana. Non si fanno scrupolo di fingere, come la stessa Le Pen che pur di rassicurare e conquistare voti al centro non cita praticamente più nessuno dei cavalli di battaglia antisistema e anti Europa della casa e si limita a un generico “rimetteremo in ordine la Francia”.

Quanto a Putin, fa finta di non conoscerlo, ma ci penseranno altri e **il dittatore russo sarà certamente una delle armi di Macron nelle due bollenti settimane che ci attendono.**

di Fulvio Giuliani
