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Il puntino rosso

Nessuno si preoccupa di Marzia, l’unica donna nella riunione del lunedì insieme a soli colleghi uomini. Ma ancor peggio nessuna la ascolta mai. Solo oggi, dopo anni di umiliazioni più o meno velate è finalmente calato il silenzio quando ha parlato lei: ha annunciato le sue dimissioni.

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Una macchia scura si muove a passo di marcia verso la sala riunioni. Sguardi severi, occhi incollati al telefonino, bocche che si aprono e si chiudono inviando segnali vocali alle cuffiette sempre più nascoste nelle orecchie. In mezzo si intravede un barlume di colore, una camicetta rossa che prova a tenere il passo senza farsi investire. Il lunedì mattina alle 10 la riunione di aggiornamento tra l’amministratore delegato e i suoi collaboratori più stretti è un appuntamento immancabile. Dieci top manager con cui discutere di strategie e fare un bilancio di progetti e attività.

Marzia è l’unica donna di questo ‘gruppo di eletti’. Ormai è abituata, ma non rassegnata, ai soliti atteggiamenti di sufficiente sopportazione e considerazione nei suoi confronti da parte dei colleghi. Claudio, Jacopo e Giovanni come sempre non sprecano neanche fiato per salutarla. Carlo, Marco e Andrea biascicano un faticoso «Ciao», a volte quando fuori c’è il sole aggiungono anche un «Come va?». Guido non la guarda neanche, ancora offeso dal suo rifiuto a uscire insieme dopo l’ufficio. Giacomo e Luca non rinunciano a qualche battuta più o meno elegante sul suo aspetto fisico. Ma il meglio avviene in sala riunioni. Tutti pronti a elencare i propri successi e risultati, e a dire la loro su progetti e piani di azioni spalleggiandosi a gruppetti, inserendo nei loro discorsi qualche battuta possibilmente sessista e volgare, sapendo di essere apprezzati e risultare simpatici per questo loro lato che per autoassolversi definiscono goliardico. Nessuno si preoccupa di Marzia. Del fatto che certe battute potrebbero essere offensive, non opportune. Ma ancor peggio nessuna la ascolta mai. Sia che parli di argomenti strategici sia che provi a portare un punto di vista diverso, il suo essere donna la rende ‘meno’ a prescindere. Meno credibile, meno interessante, meno tecnica (proprio lei che è un ingegnere!?). Insomma non alla loro altezza.

Ma oggi finalmente per Marzia è un bel giorno. Dopo anni di bocconi amari, di pianti serali, di umiliazioni più o meno velate in riunione è finalmente calato il silenzio quando ha parlato lei. Ha annunciato le sue dimissioni, spiegando in modo impeccabile, corretto ma fermo quanto questa azienda, così rinomata, fosse un completo disastro nella gestione e valorizzazione dei talenti femminili. Ha spiegato che fregiarsi di avere per il 50% donne tra il personale, quando quasi tutte sono in ruoli medio/bassi mentre i responsabili e i dirigenti sono praticamente tutti uomini, la rende un’azienda vecchia, che nei prossimi anni pagherà questa sua ottusità. Lei ora inizia una nuova avventura, non può sapere se nella nuova società le cose andranno meglio, sa però di averla scelta proprio per le politiche di diversity management. Sa cosa non vuole più, cosa non è più disposta ad accettare. Nella sala riunione invece l’attenzione è già calata. La nuvola scura ha già ripreso a marciare, soddisfatta di non avere più quel fastidioso puntino rosso.

 

di Lady Jane

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