---
title: In bianco
description: "E' normale che per l'elezionde del Capo dello Stao ci siano negoziati, trattative e che non sia facile tenere insieme una maggioranza di Governo emergenziale come questa. Le cose non normali, semmai, sono altre. Ecco quali. È normale ci siano negoziati politici. È normale non sia facile trovare una..."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-2-8.png
date: 2022-01-25
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/evidenza/in-bianco/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [elezioni, Italia, politica]
---

# In bianco

![In bianco](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-2-8.png)

E' normale che per l'elezionde del Capo dello Stao ci siano negoziati, trattative e che non sia facile tenere insieme una maggioranza di Governo emergenziale come questa. Le cose non normali, semmai, sono altre. Ecco quali.

È normale ci siano **negoziati politici**. È normale non sia facile trovare una soluzione. **Tenere assieme una maggioranza di governo all’evidenza emergenziale**, di suo sufficiente a eleggere il presidente della Repubblica é difficilmente mantenibile ove si procedesse per il Colle escludendone una parte, non è semplice. Sicché l**e chiacchiere moralistiche, sull’inopportunità delle trattative e degli incontri**, stanno a zero. Sono altre le cose che impensieriscono.

Ci è sfuggito qualche cosa o c’è il rischio che sfugga a chi propone di far guidare la Repubblica o il suo governo da chi oggi ha la responsabilità dei servizi di sicurezza? Di certo **non è in discussione la qualità delle persone**, ma è singolare sfugga lo stridore istituzionale di un simile passaggio. Sono **cose che risulterebbero enormi anche in periodo di guerra**. E della democrazia resterebbe un tizzone fumante, ove presidenza e governo fossero assegnati a due mai misuratisi con la politica.

**Un presidente sarà eletto, questo è sicuro**. E c’è una convenienza collettiva a farlo in fretta, per non logorare troppo quel che regge il governo. Per carità, si obietterà che può ben cadere ed essere sostituito, il che è ineccepibile dal punto di vista formale, ma da quello sostanziale ci sono impegni presi e scadenze inderogabili che richiedono competenza e peso internazionali, per cui mettere nel conto un simile passaggio, che non siano le formali dimissioni in mano all’eletto, significherebbe **gettare l’Italia in una tempesta durissima**.

Allora, con calma, si ragioni sui dati incontrovertibili. **Quando è cominciata la presidenza di Sergio Mattarella?** Nel 2015, lo sappiamo tutti. Ma questa è una risposta che non risponde: è cominciata nel 2018, quando le elezioni hanno restituito un Parlamento che ha definitivamente chiuso la breve, travagliata e forse mai cominciata storia della così detta seconda Repubblica.

** L’idea delle due coalizioni** – disomogenee all’interno e tenute assieme dalla voglia di prendere più voti dell’altra – è finita nel 2018, quando i voti li prese un terzo, il Movimento 5 Stelle, che prometteva di non allearsi mai con nessuno degli altri.

Lascia fare che poi s’è alleato con tutti, questa è stata la necessaria degenerazione. **È finita quando nessuna delle due coalizioni aveva i numeri per governare**, posto che anche quando li avevano non ci riuscivano.

E** in quel momento è nata una nuova presidenza Mattarella**, quella per cui oggi è acclamato per le strade e nei teatri, quella **che ha saputo condurre dal trasformismo tarantolato alla nascita del governo Draghi**. E oggi, quale che sia il nome del nuovo presidente, la prima necessità è salvare la continuità. Come tutti i componenti la maggioranza, a parole, dicono di volere fare.

Al tempo stesso occorrerà una discontinuità politica, perché quel che è stato disegnato per la seconda Repubblica, fortunatamente fuori dal dettato costituzionale, è morto con quella. Anche qui: lo hanno detto tutti che, **dopo la riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari**, si dovrà cambiare il sistema elettorale. Il tempo stringe e il passaggio richiede un tasso decoroso di concordia.

Infine **c’è da considerare che gli impegni presi dal governo in caric**a, certo non all’insaputa dei suoi componenti, vanno oltre non solo queste ore ma anche l’intera durata residua della legislatura. Quindi ciascuno dei componenti la maggioranza dovrebbe sentire il dovere e la serietà di dire: **continueremo il lavoro anche quando avremo vinto e governeremo da soli.** Ove mai siano capaci di vincere qualche cosa.

Tutto questo porta con sé il **risolvere ragionevolmente in fretta la partita del Colle**. Si può. Il tempo lavora contro, non a favore. La cattiva impressione è che **ciascuno sia condizionato non dalle idee** (se esistono)** degli avversari politici**, ma dal bisogno di distinguersi e prevalere degli alleati di (presunta) coalizione. Occhio, perché così si passa dalla morte alla putrefazione.

di Davide Giacalone
