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title: Inflazione
description: Dobbiamo mettere nel conto un’inflazione più alta del previsto. E anche più duratura. E si devono anche mettere le mani avanti.
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date: 2022-03-10
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia, Evidenza]
tags: [economia, Europa, Italia]
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# Inflazione

![Inflazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-23-1.jpg)

Dopo la lunga e sgradevole stagione della pandemia dobbiamo mettere in conto un’inflazione più alta del previsto. E né il nostro né altri governi hanno la possibilità di compensare quel che l’inflazione comporta.

**Dobbiamo mettere nel conto un’inflazione più alta del previsto.** E anche più duratura. E si devono anche mettere le mani avanti: né il nostro governo né altri hanno la possibilità di compensare quel che l’inflazione comporta. La lunga e sgradevole stagione della **pandemia** e la prima reazione al rialzo del prezzo delle materie prime energetiche hanno generato l’illusione che la spesa pubblica possa far da perpetuo ammortizzatore. Ma non è vero e non funziona. **Il che non significa non si possa fare nulla.**

Per diversi anni s’è pompato sangue nel **sistema circolatorio economico**, senza che la pressione salisse. Si sono pompati soldi, senza che l’inflazione si stabilizzasse nell’intorno del **2%**. Sebbene lentamente,** l’inflazione è risalita ai livelli auspicati**. Con **l’uscita dalla pandemia e il riprendersi dei commerci mondiali** il prezzo delle materie prime e delle merci è cresciuto.

Ce ne siamo già occupati: **aumento della domanda e difficoltà logistiche**, dovute a intasamento. Già il morso si sentiva di più, ma niente di drammatico. Nei Paesi europei dove era più alta già si chiedeva alla **Banca centrale europea** di non alimentarla continuando la politica dei tassi d’interesse azzerati e dell’acquisto massiccio di titoli del debito pubblico. La Bce resisteva, argomentando che **l’inflazione in quel modo generata sarebbe stata passeggera** e nella seconda metà dell’anno sarebbe scesa, anche perché non sostenuta dalla **crescita dei salari**. Tema delicato. Inoltre c’era la paura che un approccio restrittivo potesse portare a diminuzioni della crescita. Eravamo in questa fase quando **Putin** ha deciso la sua **azione criminale**.

A parte il resto, sicuramente più rilevante, ciò porta a ulteriori **spese pubbliche per la difesa e per il soccorso**, maggiore bisogno di prestiti, ulteriore rialzo del prezzo delle materie prime, necessità di finanziare subito la **diversificazione delle fonti energetiche**. **Mercati che si riprendono + banche centrali accomodanti + guerra e relativa spesa = maggiore inflazione.**

**Il lato positivo è che erode il debito. **E noi ne abbiamo tanto. Il lato negativo è che erode il **risparmio finanziario**. Siamo entrati negli anni Ottanta con un’inflazione altissima e devastante. Siamo poi entrati nell’euro domandola. Ora viviamo una condizione nuova, nella quale non si devono commettere gli errori che in passato ci costarono molto, a cominciare dalle **indicizzazioni**.

Che oggi chiamiamo** “compensazioni”**, ma sono l’illusione che possa esistere un trucco automatico che fa sparire l’inflazione o i suoi effetti. Al massimo li sposta. Nel dire questo, però, si deve aggiungere che l’inflazione è sleale con i più deboli, con quanti spendono tutti i propri guadagni per i propri consumi: aumentando i prezzi e non volendo avviare la rincorsa con i salari, si tagliano i consumi. Il che ha riflessi sulla **produzione**, rischiando d’avvitare la **recessione**.

Allora si deve pensare ad altro, a un vero e proprio patto di ristrutturazione dello stato sociale. Ci siamo permessi lussi e sprechi, nascondendoli nel debito pubblico. Se ora vogliamo evitare **l’erosione dei salari** non dobbiamo agganciarli ai costi crescenti, ma sganciarli da quelli disfunzionali. Non solo non è buona cosa pagare il non lavoro, ma anche quello chiederà di ricevere di più, per far fronte ai prezzi in salita. **Una trappola infernale.**

A noi serve mettere più persone a lavorare, per avere più salari e creare più ricchezza, in questo modo compensando l’impoverimento del **potere d’acquisto**. Ciò comporta mettere più giovani a studiare quel che serve. E porta con sé lo spendere meno in quel che non serve e non produce. **L’opposto della *Covid economy*, che è il più insidioso *long Covid* collettivo.**

Sgradevole da sentirsi? Assai più doloroso assistere inerti, illudersi e poi pagarne le conseguenze. Abbiamo la forza e i mezzi per superare questa prova, uscendone **rafforzati**. A preoccupare non sono tanto i marosi, quanto la svagatezza della ciurma e l’incosciente insipienza di tanta parte della presunta classe dirigente.

 

Di *Davide Giacalone*
