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title: Isolare, sanzionare e sfruttare le rivalità
description: "Cosa significa l'attacco di Mosca negli scenari geopolitici e per il diritto internazionale? Ce lo spiega Maurizio Delli Santi"
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date: 2022-02-26
author: Maurizio Delli Santi
url: https://laragione.eu/evidenza/isolare-sanzionare-e-sfruttare-le-rivalita/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [esteri]
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# Isolare, sanzionare e sfruttare le rivalità

![Isolare, sanzionare e sfruttare le rivalità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-27.jpg)

Cosa significa l'attacco di Mosca negli scenari geopolitici e per il diritto internazionale? Ce lo spiega Maurizio Delli Santi, membro dell'Internatonal Law Association.

Gli scenari sono inquietanti. **L’attacco di Mosca** non si è limitato alle regioni di Donetsk e Lugansk: minaccia Kiev, dove la popolazione civile è già in fuga, e altri importanti centri dell’Ucraina. **Per molti analisti potrebbe essere solo l’inizio**.

Sfruttando le debolezze dell’Occidente, **Putin** potrebbe dare sfogo al suo disegno imperiale per riaffermare, anche con gli strumenti della guerra ibrida permanente, **l’egemonia russa nell’area dell’Europa orientale e dell’Asia centrale**. E potrebbe anche guardare oltre, grazie anche al sostegno di vari simpatizzanti filo-russi che si aggirano in Europa e non solo. Tra questi si insinuano persino gli ‘esperti’ che declinano il *mainstream *dell’antiamericanismo e delle accuse alla imprudente espansione della Nato, dimenticando quanto a essa si debba per le nostre sicurezza e libertà.

**Si pontifica anche che le sanzioni economiche adottate sortiranno effetti controproducenti per l’Europa** e risulteranno poco deterrenti sulla propensione all’*acting out* di Putin. C’è stato invece già un primo riscontro sulla preoccupazione dello stesso presidente russo.

Ieri ha sentito il bisogno di convocare un inusuale incontro con i suoi principali oligarchi e imprenditori, seriamente preoccupati per gli affari e gli investimenti all’estero, per spiegare loro di essere stato ‘costretto’ all’intervento in Ucraina. E anche se Biden ha detto che non vuole «una Terza guerra mondiale» e la Nato finora ha deliberato solo una mobilitazione all’interno dei propri confini, Putin è ben consapevole di un altro rischio. Se si spinge oltre, sulla base del “nuovo concetto strategico” del Consiglio Atlantico **esiste la possibilità del ricorso alle “*non-Article 5 crisis reponse operations*”, la previsione che consente alla Nato di intervenire anche ‘fuori area’**.

In ogni caso, **l’Europa e gli Stati Uniti dovranno insistere sulla immediata cessazione delle ostilità attraverso ogni iniziativa diplomatica**, facendo appello ai valori dell’unità euroatlantica e rivolgendosi anche a un fronte più esteso di sostegno internazionale. Occorre una visione geopolitica più ampia e inclusiva degli interessi posti in gioco anche per altri attori internazionali.

In particolare in Africa e Medio Oriente sono molti i ***dossier *aperti**: dalla soluzione istituzionale per la Libia alla sicurezza del Sahel, dai negoziati sul nucleare con l’Iran agli aiuti all’Afghanistan, per non parlare delle richieste sui vaccini di India e Sudafrica. Per tutti sarà necessario non trascurare la cooperazione, dando priorità al Mediterraneo e alle altre aree da cui potrà provenire il sostegno energetico. Ma soprattutto occorrerà ricercare il consenso internazionale sulle proprie azioni.

**È vero che la Russia esercita il potere di veto nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite** e questo rappresenta un ostacolo all’affermazione del diritto internazionale. Ma al tempo stesso possono avere un peso le sanzioni e il consenso della maggioranza dei 193 Paesi partecipanti all’Assemblea generale dell’Onu.

Bisogna poi guardare anche ai fianchi della Russia, puntando con le necessarie cautele a **riavvicinare Cina e Turchia**. Queste sembrano avere assunto una posizione equidistante, ma molto attenta al principio di tutela della sovranità territoriale – perché un giorno potrebbe riguardare anche loro – e agli interscambi commerciali che intrattengono con l’Ucraina. La storia di questi Paesi e dei loro rapporti con la Russia ci riporta alle faglie di frizione geopolitica che ancora oggi si replicano per la non facile coesistenza delle rispettive ambizioni.

 

*di Maurizio Delli Santi*

 

 
