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title: La maglia del Tromsoe scansiona la realtà del Qatar
description: Il Tromsoe è la prima squadra di calcio norvegese che ha deciso di creare una maglia in favore dei diritti umani.
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date: 2021-12-09
modified: 2022-11-21
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/evidenza/la-maglia-del-tromsoe-scansiona-la-realta-del-qatar/
categories: [Evidenza]
tags: [calcio, esteri, Evidenza, qatar2022]
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# La maglia del Tromsoe scansiona la realtà del Qatar

![La maglia del Tromsoe scansiona la realtà del Qatar](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Sellitti-sito.png)

Secondo il Guardian sarebbero oltre seimila i migranti morti nei cantieri degli stadi dei prossimi mondiali di calcio in Qatar. La piccola squadra norvegese del Tromsoe ha trovato un modo davvero originale per denunciare questo ignobile sfruttamento.

**Serviva l’inventiva unita alla tecnologia di un minuscolo *club***** norvegese per riaccendere le luci sulle migliaia di vittime nei cantieri degli stadi che tra un anno ospiteranno i Mondiali di calcio in Qatar.** Il Tromsoe ha lanciato una maglia di gioco con un codice Qr che, scannerizzato con uno *smartphone*, rimanda a una pagina di informazioni sulle inumane condizioni di lavoro dei migranti nel Paese arabo. Tema perennemente sottotraccia.

Da **un’inchiesta del “The Guardian” pubblicata poco dopo l’assegnazione al Qatar dei Mondiali, emerse la cifra *****monstre***** di oltre seimila migranti (soprattutto indiani) morti nei cantieri degli stadi, costretti a lavorare con oltre 40 gradi, senza tutele e adeguati sistemi di sicurezza.** Insomma, oltre alla questione dei diritti lgbt e dei «*gay* benvenuti in Qatar, ma senza effusioni in pubblico» – come ha precisato Nasser al Khater, direttore esecutivo del comitato organizzatore – resta irrisolto il nodo della manodopera sfruttata e anche delle mancate informazioni sulle morti dei lavoratori (di cui non si trovano le cartelle cliniche). A voler credere ai dati ufficiali, sarebbero poco meno di 40 e per il 90% dei casi per cause non collegate al lavoro.

**«Il denaro ha ancora la meglio sui diritti umani e sulle vite umane. Quante violazioni dei diritti umani ci vorranno prima che la comunità calcistica si unisca per chiedere una migliore protezione per i lavoratori migranti?»** si legge sul sito del Tromsoe, che è stato il primo *club* al mondo a denunciare le condizioni disumane in Qatar, d’intesa con Amnesty International e Malcolm Bidali, un ex migrante arrestato in Qatar per aver raccontato in un *blog* la condizione lavorativa sua e dei suoi compagni. La Norvegia ai Mondiali non ci sarà, non si è qualificata, ma a marzo (al pari di Olanda e Germania) è scesa in campo contro Gibilterra con una maglietta con la scritta “Human rights on and off the pitch” (Diritti umani sul campo e fuori). E pure la nazionale danese, che invece in Qatar sarà presente, si è schierata per la tutela dei diritti umani nel Paese del Golfo Persico con una piccola forma di boicottaggio: **messaggi umanitari sulle maglie da gioco durante la competizione, al posto dell’esposizione del logo degli *****sponsor*****.** E gli altri Paesi? Se l’Inghilterra ha preannunciato proteste, ma si ritrova comunque un David Beckham *testimonial* dei Mondiali con un contratto da nababbo, per il resto il dibattito è pressoché assente. Continua insomma a vincere il silenzio. Perché i diritti dei lavoratori sono una gran bella cosa ma i dollari contano, eccome. Secondo alcune stime, i prossimi Mondiali di calcio dovrebbero portare in dote circa 20 miliardi di dollari all’economia del Qatar mentre la Fifa dovrebbe incassare 3 miliardi, una parte sostanziosa dei quali verrà poi girata alle federazioni nazionali.

di *Nicola Sellitti*
