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title: Le dimensioni dell’impatto sul nostro import-export
description: La drammatica invasione dell’Ucraina da parte della Russia pone diversi interrogativi su quali rischi corrano i nostri interessi economici...
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date: 2022-03-01
author: Francesco Orlando
url: https://laragione.eu/evidenza/le-dimensioni-dell-impatto-sul-nostro-import-export/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [esteri, Italia, russia]
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# Le dimensioni dell’impatto sul nostro import-export

![Le dimensioni dell’impatto sul nostro import-export](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-11.jpg)

La drammatica invasione dell’Ucraina da parte della Russia pone diversi interrogativi su quali rischi corrano i nostri interessi economici. Anche alla luce del fatto che, attraverso il nostro sistema bancario, siamo tra i più esposti come prestatori di risorse finanziarie.

La **drammatica invasione dell’Ucraina** da parte della Russia pone diversi interrogativi su quali **rischi corrano i nostri interessi economici**. Le** imprese italiane** che fanno affari nei due Paesi sono circa **300**. In base ai dati **Ice**, **esportiamo per 7 miliardi di euro in Russia** e per **2 miliardi di euro in Ucraina**, mentre importiamo rispettivamente per oltre 12 miliardi da Mosca e per 3 miliardi da Kiev.

La **Russia** ci rifornisce soprattutto di **gas e materie prime**, mentre noi **vendiamo macchinari, prodotti di moda e prodotti chimico-farmaceutici**. Attraverso il nostro **sistema bancario** siamo anche tra i più esposti come **prestatori di risorse finanziarie**.

In Ucraina vendiamo macchinari, alimentari, prodotti chimici, abbigliamento; compriamo prodotti metallurgici, grano e mais. Indubbiamente, la **guerra in Ucraina** e le **sanzioni internazionali** decise contro la Russia comporteranno un **danno economico**, che potrà però in parte essere compensato: da un lato con la ricerca temporanea o permanente, a seconda del perdurare del conflitto, di forniture alternative da altri Paesi; dall’altro con l’incremento della spinta commerciale in altri mercati per le merci e servizi che non potranno più essere venduti in Russia e Ucraina.

Più complesso, non solo sul piano economico ma anche strategico, il discorso legato all’**importazione del gas dalla Russia**, da cui allo stato attuale **dipendiamo per il 28% del nostro fabbisogno** (il primo nostro fornitore è l’**Algeria con il 29%**). Dovendo iniziare ora gli stoccaggi per il prossimo inverno, non ci sono purtroppo soluzioni sostitutive immediate. In ogni caso **la bolletta energetica peserà molto**, tenendo conto che in quanto Paese trasformatore siamo energivori.

In pratica, sarebbe auspicabile discutere tra imprese e governo per delineare linee strategiche in parallelo al ***contingency plan*** che affrontino al contempo il ridisegno del nostro mix energetico futuro e le soluzioni emergenziali. Ovviamente rimane la speranza, purtroppo fragile, che la crisi possa risolversi velocemente e senza ulteriori spargimenti di sangue. **Prepariamoci al peggio**, trovando un saggio equilibrio etico fra la legittima preservazione dei nostri interessi economici e il rispetto dei valori democratici di pacifica convivenza tra i popoli.

 

Di* Francesco Orlando*
