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title: Madre Russia
description: "Le manifestazioni nelle diverse città russe parlano chiaro: un popolo non viene definito dal proprio leader. Questo accende la speranza che anche in Russia sia possibile far germogliare la pianta della democrazia e del rispetto dei diritti civili"
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date: 2022-02-26
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/evidenza/manifestazioni-russia/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [russia]
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# Madre Russia

![Madre Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-26-1.png)

Le manifestazioni nelle diverse città russe parlano chiaro: un popolo non viene definito dal proprio leader. Questo accende la speranza che anche in Russia sia possibile far germogliare la pianta della democrazia e del rispetto dei diritti civili.

**La Russia non è Putin. Putin non è la Russia**. Ce lo hanno ricordato, evitando di farci cadere nell’**umana e tragica confusione fra un *leader* fuori controllo e un intero popolo**, le **migliaia di persone scese in piazza in diverse città russe** per dire No alla guerra e all’aggressione all’Ucraina.

Mosca, San Pietroburgo, ma anche centri remoti come la siberiana Novosibirs**k. Migliaia di persone che valgono centinaia di migliaia**, perché non è facile manifestare pubblicamente contro il dittatore se in tasca hai il passaporto russo. Se la polizia politica – già, in Russia esiste ancora la polizia politica – intima di non presentarsi alle manifestazioni di protesta. **Se sai molto bene come finiscano gli oppositori del capo del Cremlino.**

Con il dovuto rispetto, scendere in piazza oggi all’ombra del Palazzo d’inverno è una cosa profondamente diversa che piazzarsi davanti all’ambasciata russa a Washington, Roma o Londra. C’è molto di più dell’umana vicinanza e dell’assoluta simpatia per queste donne e questi uomini:** il barlume di speranza che anche in Russia sia possibile far germogliare la pianta della democrazia e del rispetto dei diritti civili.**

Scriverlo oggi, mentre le armate russe sciamano in Ucraina, nella **peggiore riedizione dei disegni di potere sovietici e zaristi**, può apparire la vana speranza di occidentali idealisti e un po’ ingenui. Corriamo il rischio, perché **idealisti lo siamo di sicuro, ma ingenui no.** Contiamo di essere anche gente che un po’ di Storia l’ha letta e studiata.

Nessuno si illude o pensa lontanamente che le manifestazioni di piazza delle ultime 36 ore **possano scalfire il disegno egemonico e antioccidentale di Putin.** Questo sarebbe insopportabilmente ingenuo e ridicolo. Il punto è capire se dietro queste folle, comunque sorprendenti – oltre i vip e gli artisti che ci stanno mettendo la faccia con coraggio sui *social* – **possa formarsi una consapevolezza.** Via via qualcosa in più, in grado di incidere sull’uomo forte del Cremlino.

Come più volte qui ricordato, **Putin si è garantito il fronte interno creando una forte rete di interessi reciproci**, in cui le ricchezze del Paese sono state di fatto appaltate a un numero ristrettissimo di persone e società, arricchitesi in modo impensabile. I leggendari “oligarchi” sono di fatto dei satrapi dell’era moderna, solo che **non gestiscono territori per conto del sovrano ma materie prime e ricchezze sconfinate.**

Gente che deve tutto a Putin ma che ha anche imparato ad amare più di ogni altra cosa le vite hollywoodiane in quell’Occidente così detestato dal capo. Parliamo di **soggetti fedeli a un’idea di ricchezza slabbrata e un po’ cafona**, non certo alla Madre Russia.

La Storia – ci risiamo – insegna che **questo tipo di persone è pronta a tradire al primo volgere del vento.** Lo sa bene anche l’autocrate di Mosca, che non a caso ne ha convocato un gruppetto al Cremlino già l’altro ieri. Un serrare le fila, un minacciare senza minacciare, tanto certe cose non è neanche necessario dirle. Basta guardarlo in faccia.

Sarà un caso (non lo è), ma **Stati Uniti, Unione europea e Gran Bretagna hanno colpito con inusitata durezza proprio loro, i tanti Roman Abramovich** che ci siamo abituati a vivere come parte del panorama delle nostre capitali, senza mai riuscire a provare vera simpatia nei loro confronti. Troppo ricchi, supponenti, smargiassi e sopra le righe per poterci affascinare come i cari, vecchi miliardari di casa nostra. Certo, **davanti ai loro euro e dollari non abbiamo fatto gli schizzinosi,** anzi, e oggi possiamo ben dire che mal ce ne incolse.

Le nostre responsabilità e le nostre acquiescenze le conosciamo bene, ma questa è l’ora in cui provare a capire se in quello sterminato Paese – da sempre in spericolato equilibrio fra l’attrazione culturale e ideale per l’Europa e mai sopiti sogni imperialisti – **ci sia uno spazio per creare un’alternativa a Putin.** Non sarà oggi, non sarà domani (come detto non siamo così ingenui), ma le parabole dei dittatori insegnano quanto il passo dall’apparente graniticità al disfacimento possa essere breve.

**Vale la pena scoprire quanto la Russia non sia Vladimir Putin.**

di *Fulvio Giuliani*
