---
title: Massacro
description: "Con una media di 857 morti al giorno, ormai in Ucraina è un massacro. A morire non sono soltanto i soldati russi e ucraini: il governo di..."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-30.jpg
date: 2022-03-12
author: Maurizio Stefanini
url: https://laragione.eu/evidenza/massacro/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
---

# Massacro

![Massacro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-30.jpg)

Con una media di 857 morti al giorno, ormai in Ucraina è un massacro. A morire non sono soltanto i soldati russi e ucraini: il governo di Kiev ha stimato la morte di almeno 2.000 civili.

Ormai in **Ucraina è un massacro** ed è proprio per questo che **Putin** non può più tornare indietro. La sua unica possibilità è essere ancora più spietato. Ormai in Russia è un massacro, ma anche per i soldati russi. L’**esercito ucraino** ha contato circa **12mila caduti** tra gli invasori nei primi **14 giorni di guerra**.

Sarebbe una media di **857 morti al giorno**: il **40% in più** dei 517 morti al giorno che l’Italia soffrì durante la **Prima guerra mondiale**. Va detto che il **Pentagono** ha ridimensionato questa stima, dimezzandola: **6mila caduti**, con una media quotidiana di 428,5. In tal caso si scenderebbe un po’ rispetto ai tempi della battaglia sul **Carso**, con gli assalti alla baionetta contro le mitragliatrici.

Occorre però ricordare che la **Russia** ha attaccato con meno di **200mila uomini**, mentre il Regio Esercito ne schierava un milione e mezzo. E non bisogna neanche dimenticare che in **Afghanistan** – dove rimase dal 24 dicembre 1979 al 15 febbraio 1989 – l’**Armata rossa** contava su un contingente al massimo di **115mila effettivi** e che ebbe in tutto **14.453 caduti e 264 dispersi**.

Non volete credere alle cifre di Ucraina e Usa? Bene. Lo scorso 2 marzo la Russia ha ammesso ‘appena’ 498 caduti. Se fosse vero e se le perdite si mantenessero su questo ritmo, in appena **sette mesi** si arriverebbe al numero di caduti dell’intera campagna in Afghanistan, durata nove anni, un mese, tre settimane e un giorno! D’altronde gli stessi cittadini russi iniziano a non fidarsi più ciecamente delle rassicurazioni del proprio governo.

Un video postato da **“Radio Free Europe”** mostra madri russe di poliziotti che il governatore di **Kemerovo** in **Siberia** aveva mandato al fronte, dicendo che si trattava solo di esercitazioni. «Ci avete ingannati, state mandando i nostri figli in Ucraina come carne da cannone» hanno gridato disperate.

A morire in questi giorni non sono soltanto i soldati russi e i combattenti ucraini. Lo scorso 8 marzo il governo di Kiev stimava la **morte di almeno 2mila civili** uccisi mentre l’**Onu** ne confermava **516**. Sempre il governo ucraino stima in **100 miliardi di dollari** il valore di infrastrutture, edifici e beni che sono stati già distrutti dall’esercito invasore. È il metodo già applicato a **Grozny o Aleppo**.

D’altronde è ormai completamente fallita l’idea di ripetere il blitz riuscito in Crimea, quando l’esercito ucraino – smantellato da **Yakunovych** su mandato dello stesso Putin – non riuscì a opporre una resistenza significativa. Viene il dubbio che i comandi russi avessero creduto alla loro stessa propaganda, immaginando russofoni e altri ucraini ad accoglierli con fiori e applausi per l’avvenuta liberazione dal governo nazista di **Kiev**. La ferocia dei bombardamenti su città russofone come **Kharkiv, Mariupol od Odessa** appare quasi una punizione per chi non si è voluto prestare a questo schema.

In questa guerra appare decisivo anche un evidente **errore di calcolo da parte di Putin**: reduce dalla recente ritirata da **Kabul**, un Occidente indebolito e diviso non avrebbe mai avuto la voglia (tantomeno la forza) di reagire all’invasione dell’Ucraina, se non con qualche dura dichiarazione di circostanza. **È successo esattamente il contrario.**

Non sarà certo questo a decidere le sorti della guerra, ma anche la notizia che persino **Al Bano** abbia deciso di non andare più a cantare in Russia conferma come ormai Putin si sia giocato tutto quanto il capitale di credibilità politica e di simpatia che per decenni aveva coltivato in Occidente.

Quanto al consenso in Russia, gli effetti delle **sanzioni economiche** stanno nutrendo il **dissenso e la paura crescente** di molti, per nulla nostalgici dei tempi dell’**Unione Sovietica**. Se viene sconfitto, Putin rischia il posto e forse anche la pelle. Non può più tornare indietro. Per questo ha soltanto una scelta: continuare il massacro, prima che qualcuno riesca a fermarlo.

 

Di *Maurizio Stefanini*
