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title: Mostrare per capire e non dimenticare
description: "Le terribili immagini che arrivano dall'Ucraina in questi giorni parlano chiaro: quello che viene commesso a poca distanza da noi è definitivamente un crimine contro l'umanità. Chi l'ha ordinato ne dovrà rispondere."
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date: 2022-03-08
modified: 2022-04-15
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/evidenza/mostrare-per-capire-e-non-dimenticare/
categories: [Evidenza, Il dolore della Guerra]
tags: [Putin, Ucraina]
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# Mostrare per capire e non dimenticare

![Mostrare per capire e non dimenticare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-29-1.png)

Le terribili immagini che arrivano dall'Ucraina in questi giorni parlano chiaro: quello che viene commesso a poca distanza da noi è definitivamente un crimine contro l'umanità e chi l'ha ordinato ne dovrà rispondere.

I corpi a terra, vicino a loro quei trolley che racchiudevano pochi oggetti e la speranza di salvarsi. Accanto, un trasportino con dentro il loro cagnolino. Il padre, ferito gravemente, che lotta per sopravvivere. È stata mostrata in tutto il suo orrore l’immagine di quella mamma con le sue bambine, uccise a Irpin dai colpi di mortaio sparati dall’esercito russo.

Un’immagine scioccante e che racconta **un cambio di passo anche nel modo in cui i media occidentali raccontano quel che sta avvenendo in Ucraina.** L’intento, facile da intuire, è rendere manifeste le responsabilità di chi questa guerra assurda ha voluto: Vladimir Putin.

Non muoiono solo i soldati, nei conflitti a fuoco. Si spara dappertutto, **si uccide e basta.** Si uccidono gli adulti e i bambini, anche quando si annunciano corridoi per far evacuare i civili. Siamo nel pieno di questo conflitto e il presidente russo dovrà risponderne.

La Corte di giustizia internazionale ha avviato un’indagine per accertare se si stiano commettendo **crimini di guerra e contro l’umanità.** Basta guardare le foto e i video che arrivano dalle città ucraine, per avere la risposta. Tant’è vero che la Russia alla prima udienza all’Aja non si è nemmeno presentata.

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È sufficiente raccontare di Kirill, il bimbo di 18 mesi di Mariupol portato in braccio dai genitori in un ospedale senza più elettricità. **Morto per la ferocia umana e nonostante i medici abbiano provato a salvarlo in tutti i modi.** Facendosi luce con gli smartphone, per provare a compiere un miracolo, a non arrendersi davanti all’ennesima tragedia. Quei due genitori giovanissimi, che stringono disperati il loro piccolo avvolto in una copertina sporca di sangue, sono un pugno allo stomaco.

Ma **dobbiamo guardarle quelle immagini.** Come quelle delle persone accalcate sotto le macerie di un ponte distrutto, unico riparo possibile mentre aspettano di essere evacuate. O quella marea umana sui binari a Kharkiv, centinaia di persone davanti a un unico treno, quel treno che può significare la vita, la salvezza. Perché restare vuol dire temere per sé stessi e per i propri cari ogni singolo istante del giorno e della notte.

Dobbiamo raccontare di come il sindaco di una cittadina vicina alla capitale ucraina sia stato ucciso mentre portava pane e medicine alla sua gente. Perché è questo quello che sta davvero succedendo. Perché** nessuno deve credere neanche per un secondo a Putin che dice: «Non stiamo sparando sui civili».** Perché davanti a queste atrocità, in un mondo che si definisce civile, non ci possono essere divisioni. Perché ha ragione il presidente ucraino Zelensky: non si può e non si deve perdonare. E soprattutto, **chi ha ordinato tutto questo dovrà risponderne.**

Di *Annalisa Grandi*
